mercoledì 22 febbraio 2017

Mukti Echwantono, intervista al giovane fotografo indonesiano di immenso talento artistico dalle sorprendenti e metamorfiche immagini fotografiche

Ho incontrato via Skype Mukti Echwantono, fotografo indonesiano di grande talento artistico e con una tecnica straordinaria. Mukti è nato a Malang, Jawa Yimur, in Indonesia. Comincia ad amare e a coltivare la passione per il mondo della fotografia nel 2006.
Mukti ama tantissimo la fotografia mistica e suggestiva che ha fortemente influenzato la sua tecnica e il suo modo di creare immagini uniche e molto originali. Ritiene che la bellezza della fotografia non è necessariamente legata alla foto concepita nella sua luminosità e pulizia. L'arte della fotografia, a suo avviso, è anche un modo di cultura che dobbiamo imparare ad acquisire rispetto al senso della fotografia, al suo significato; una foto che non dovrebbe essere legata solo alla bellezza di chi la guarda, alla bellezza per i nostri occhi. Mukti ritiene che l'arte della fotografia deve essere in grado di colpire al cuore, e generare la tristezza e l'oscurità nell'osservatore. Una foto artistica deve essere in grado di dare forti emozioni che sono le stesse emozioni che fanno parte della vita quotidiana di un uomo o una donna di tutti i giorni.

Mukti benvenuto, e grazie di avere accettato di fare questa intervista con me. La mia idea, che ho avuto di recente, è quella di dare visibilità attraverso delle interviste-conversazioni, non solo alle grandi star di fama internazionale e di fama italiana, ma anche a giovani e giovanissimi artisti; per gli artisti che, anche se hanno molto talento, non hanno, o non hanno ancora avuto l'opportunità di farsi conoscere al grande pubblico italiano; ad artisti come te che hanno grande talento, ma che poche persone conoscono in Italia.

Detto questo, Mukti, per iniziare questa conversazione, cosa vorresti dire ai nostri lettori che ti vogliono conoscere meglio dal punto di vista umano e professionale?

Mi piacerebbe invitare il lettore ad osservare la mia opera da lati diversi, da diverse prospettive, e vorrei rappresentare artisticamente quello che ho visto e che è impresso nella mia mente attraverso l'arte della fotografia.

Bene Mukti! A proposito di cultura, mi piacerebbe sapere cosa ne pensi di una bellissima frase incisa nella grande frontale del "Teatro Massimo" di Palermo, famoso perché costruito da due dei più grandi architetti del XIX secolo, Giovan Battista Filippo Basile e il figlio Ernesto Basile. Il Teatro Massimo di Palermo è il secondo più grande d'Europa per grandezza e capienza di spettatori e possiede una qualità acustica terza in Europa solo dopo l'Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna. Il Teatro è una vera e grandissima Opera d'Arte dove si mischiano tantissimi approcci culturali ed espressioni artistiche. La frase incisa sul Frontale è questa: «L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire».
Mukti, letta questa frase come artista, cosa ti viene in mente, che cosa ti ispirano queste parole che desideri condividere con i nostri lettori?
Gli esseri umani sono creature che hanno la capacità di creare la bontà, la verità, la giustizia, e la responsabilità. Come creature civili, gli esseri umani utilizzano il loro intelletto per creare la felicità, sia per sé stessi che per la comunità, per la perfezione della vita attraverso la creazione di una cultura. Inoltre, gli esseri umani sono in grado di creare, di essere originali, di aggiornare, migliorare, sviluppare e migliorare qualunque cosa per il bene della vita umana. E l'arte, credo, è una parte di tutto questo. (Sorride!).

In effetti hai ragione Mukti, l'arte oggi è solo una parte dell'evoluzione civica e culturale dell'uomo e della donna moderna. Ma resta il fatto che è la migliore forma di espressione della creatività e del talento umano che sicuramente può essere un esempio e può fungere da stimolo per molte persone che amano la bellezza e la creatività umana pe essere proiettati in un futuro migliore!
Come è iniziata la tua passione per la fotografia?
Quando ho iniziato a sentire tutti gli eventi che accadevano intorno a me, e l'idea di quello che avrei dovuto fare per rappresentarli nelle mie opere.

Mukti, è molto interessante quello che hai detto! È come aver ricevuto una chiamata dal cielo, un'ispirazione improvvisa che veniva da sopra, che ti ha portato a fare questa meravigliosa professione artistica: l’arte della fotografia. Mi piace molto quello che hai detto.
Mukti, come ha avuto inizio la tua carriera? Quali difficoltà hai trovato all’inizio di questa professione?

Le difficoltà che ho avuto all'inizio sono state il mio particolare tipo di lavoro in contrasto con l'attuale tendenza artistica della fotografia, presente in quel periodo in tutto il mondo dell'arte visiva, della fotografia. Ecco perché la maggior parte del mio lavoro era a tema cupo e scuro, forse anche troppo buio per alcune persone culturalmente abituate a vedere l'arte della fotografia da una prospettiva diversa!
Mukti, infatti, la tua arte fotografica è molto, molto speciale. Mi piace veramente. Penso che tu sia un genio della fotografia moderna. Dico questo perché con le tue foto fai vedere delle prospettive, delle immagini, che altrimenti non sarebbero mai viste. E poi le tue foto colpiscono come dardi, positivamente, naturalmente! E tutte le opere che crei con le tue foto sono pure, innovative e trionfa la creatività! Penso che sia così.
Mukti, io sono un grandissimo lettore, in particolare del più grande scrittore del profondo dell'animo umano della storia della letteratura mondiale, tanto per rimanere in tema di Cultura. In uno dei suoi romanzi più conosciuti e più belli, “Memorie dal sottosuolo” pubblicato nel 1864, Fëdor Michajlovič Dostoevskij parla, tra le righe, della “Teoria dell'Umiliazione”. A partire dagli anni '90, alcuni scienziati e psicologi americani, ne hanno fatto una vera e propria teoria psicodinamica, un modello psicologico che parte dal presupposto che: “Sono più le umiliazioni che subiamo nella nostra vita ad insegnarci a vivere meglio e a sbagliare sempre meno: si impara dalla propria esperienza e dai propri errori, soprattutto quando sono gli altri a farceli notare e magari ridono di noi!”
Mukti, hai mai sofferto per le umiliazioni professionali che hai subito e che hanno lasciato il segno nella tua anima, ma allo stesso tempo ti hanno fatto crescere professionalmente, e ti hanno dato più spinta e più forza per andare avanti e continuare nella tua carriera artistica molto singolare e molto affascinante?

Io ne ho subite di umiliazioni, Andrea. Ma penso che quelle persone che mi hanno umiliato non hanno capito quello che stavo facendo in quel periodo, quello che faccio ora, quello che faccio oggi con la mia arte! Avevo capito che questo tipo di umiliazione mi avrebbe reso più forte, più motivato a lavorare sodo e con più determinazione e passione. Fu così che alcune di quelle persone hanno cominciato a vedere qualcosa di interessante nel mio lavoro. E sono stato felice per questo! (Sorride!).

È vero il detto che nulla di importante è stato creato senza il sacrificio, il dolore, l'umiliazione, il sudore della fronte, il duro lavoro, lo studio, il talento e la passione! Penso che sia il cuore di quello che hai detto! Se non c'è tutto questo, non puoi mai essere un vero artista. Questo fenotipo di "no-artista", fugge alla prima delusione, alla prima difficoltà. Un artista di grande talento, che ha la passione, non molla mai, non rinuncia al suo talento e alla sua passione. Anche quando la sua arte non è riconosciuta come tale. E per fare un grande esempio storico, uno dei più grandi innovatori delle arti visive, che non ha mai goduto del riconoscimento della sua straordinaria arte, della sua pittura troppo innovativa per il tempo in cui ha vissuto, per la sua breve vita, è stato Vincent Willem van Gogh (1853-1890)! (Sorrido!).
Mukti, tu sei un giovane fotografo, ma di grande talento e di sicuro successo (incrociamo le dita!). Perché, secondo te, oggi la gente ti riconosce come un genio della fotografia? Che cosa hai fatto che ha suscitato questo grande interesse internazionale per il tuo lavoro?

Ho solo rappresentato con la mia macchina fotografica la realtà che stava accadendo intorno a me. A volte, lo so, forse la mia arte è difficile da capire per la maggior parte delle persone. Ma sono sicuro che chi ama le arti visive, inizia ad interessarsi, perché l'esperienza che accade nella loro vita e che vivono tutti i giorni, io la riproduco e la ri-creo nella mia arte, quella della fotografia. Su una delle mie Opere, una volta, ho ricevuto una mail da una persona che aveva visitato una mia mostra. Dopo aver visto uno dei miei lavori, si ricordò di sua sorella che aveva lasciato la sua famiglia, e che da allora non aveva mai più rivisto o incontrato. Questo probabilmente rende il mio lavoro interessate. E per me questo è molto importante!
Mukti, infatti, la tua arte è molto suggestiva, onirica, stimola la fantasia e la creatività di chi guarda il tuo lavoro … l’elemento straordinario delle tue immagini è quello di dare all'osservatore un ruolo importante: forgiare la sua anima all'interno dei tuoi lavori per innescare emozioni forti! E questo è un talento che solo i grandi artisti possiedono!
Mukti, per diventare il fotografo professionista che sei oggi, cosa hai fatto? Come hai imparato questa splendida arte? Chi sono stati i tuoi "Maestri d'Arte"? Come hai migliorato nel corso del tempo la tua capacità espressiva attraverso le immagini?

Ho imparato questa arte leggendo centinaia di libri di fotografia e di arte visiva, e allo stesso tempo, confrontandomi in lunghe conversazioni e discussioni con alcuni dei più grandi maestri dii arte visiva del mio paese.

Mukti, per fare al meglio il tuo lavoro dove ti piacerebbe vivere? Qual è il Paese che ami di più che ritieni possa darti una marcia in più?

Se fosse possibile, mi piacerebbe vivere e lavorare in Europa o negli Stati Uniti d’America! Chissà che un giorno non accada!
Hai ragione Mukti, infatti sono i due continenti in cui questo tipo di arte ha più successo e dove ci sono più opportunità di lavoro. Anche se oggi ci sono nuovi paesi emergenti che danno molto spazio all'arte, come l'Australia, il Sud Africa, il Canada ... e altri grandi Paesi ancora!
Hai mai pensato di lasciare tutto? Hai mai pensato di rinunciare alla tua passione per le foto?
Sì, mi è capitato. Mi sono fermato per un anno e ho pensato di lasciare tutto. Ma la mia passione per la fotografia era troppo forte, e così dopo un anno sono tornato sui miei passi e ho iniziato di nuovo a fare foto. Così ho deciso di dedicare tutto il mio tempo alla fotografia, alla mia arte! (Sorride!). In quell'anno ho capito che non ero in grado di fare altro, non ero nelle condizioni di lasciare la fotografia! (Sorride di nuovo!).
Cosa hai detto ai tuoi genitori quando li hai informati che volevi fare questo lavoro per la vita? Una professione dura, difficile e piena di insidie?
I miei genitori mi hanno sempre dato la massima libertà di esprimere le mie qualità, il mio talento e quelle che sono le mie passioni.
Dal quando hai iniziato ad esercitare questa professione a tempo pieno, qual è la cosa più bella che hai vissuto e che ti piace ricordare? E la cosa peggiore?
La cosa più incredibile che ricordo di più è quando il mio pubblico mi ha parlato delle sensazioni e dei ricordi che avevano sperimentato guardando la mia opera, le mie immagini, le mie foto, e in che modo il mio lavoro si rifletteva nella loro anima.
Io per fortuna non ho brutte cose da ricordare! Cerco sempre di amare tutti e di comprendere tutte le difficoltà che ho avuto, dare loro un senso, imparare dagli errori e proseguire lungo la mia strada.
Mukti, bellissime parole! Ma saprai certamente che non è così per tutti gli artisti. Sei stato fortunato, come hai detto tu stesso. In Europa e negli Stati Uniti le difficoltà che un artista deve affrontare per emergere sono molto più grandi e più difficili. Ma per te, lo sapremo solo quando ti trasferirai in Europa o negli Stati Uniti per esprimere il tuo talento e diventare una Big Star delle arti visive e un Artista di grande successo. Perché è questo quello che io vedo nelle tue fotografie: il talento straordinario e l’impressionante capacità di innescare nell’osservatore delle tue foto delle emozioni fortissime e talvolta devastanti. Ma … fingers crossed, naturalmente! Devi solo trovare la forza e il coraggio di percorrere nuovi campi di battaglia!
Mukti, hai mai dovuto scendere a compromessi, per andare avanti nel tuo lavoro? In Italia spesso e, purtroppo, questo è un "must". Qual è stata la tua esperienza in questo senso?
Queste cose accadono in tutti i paesi del mondo! A volte dobbiamo scendere a compromessi per percorrere una strada migliore. Ma io posso farlo fino a quando non ho da sacrificare i miei ideali e la mia moralità. Solo in questo caso posso accettarlo.

In questo hai ragione, Mukti, c'è un confine oltre il quale non si deve mai andare. Vi è una soglia che non si dovrebbe mai oltrepassare per rimanere un vero artista. Oltrepassare quel tipo di confine, superare quella soglia, significa diventare un'altra cosa; che vuol dire prendere una strada di non ritorno che non è più la strada del vero e puro artista, ma quella di un artista che ha venduto la sua anima! Io la penso così, Mukti! Un po'come la storia di Dorian Gray nel bellissimo romanzo di Oscar Wilde (1854-1900) "Il ritratto di Dorian Gray"; oppure il Faust che fa un patto scellerato con Mefistofele nel bellissimo poema drammatico omonimo di Johann Wolfgang von Goethe! (Sorriso!).
Quando eri un bambino, quali erano i tuoi miti nel mondo della fotografia? Chi sono stati i tuoi maestri? Chi ti ispira come fotografo di comprovata esperienza e di grande successo?
Ho alcuni artisti che mi hanno ispirato molto e che ammiro tantissimo. Sono indonesiani: il Maestro Fendi Siregar e il Maestro Ray Bachtiar Dradjat. Ho avuto diverse occasioni per discutere con loro di fotografi europei e americani. Ammiro il lavoro dell'italiano Paolo Roversi, del tedesco, naturalizzato australiano, Helmut Newton, e dell’americana di origine italiana, Francesca Woodman (1958-1981), aveva un grande talento, ma morì molto giovane!
Tutti loro sono o sono stati grandi talenti e grandi innovatori, Mukti! Hai scelto bene le tue ispirazioni, non c'è che dire!
Chi sono invece le top-model che vorresti avere a tutti i costi per i tuoi lavori? Ci sono fotografi che non possono fare a meno delle loro top-model preferite e li chiamano sempre. Tu, Mukti, hai delle modelle o delle attrici privilegiate che desideri avere sempre a portata di mano per realizzare le tue opere, per esprimere al meglio la tua arte?

Il mio sogno è quello di lavorare con Milla Jovovich e realizzare per lei un grande servizio fotografico, una grande opera di fotografia (sorride!). Sì, ho delle foto-modelle preferite. Credo che non tutte le foto-modelle siano le stesse: con alcune si possono realizzare alcuni lavori, con altre se ne possono fare di diversi. Non sono intercambiabili, per dirla in una parola.
Cosa ne pensi delle arti visive italiane degli ultimi cinque/sei anni? Conosci le arti visive italiane di oggi?
Non sono mai stato in Italia. Ho semplicemente lavorato per esporre il mio lavoro in Italia nel 2012.
Hai in mente un fotografo italiano dal quale desideri imparare qualcosa della sua arte? Se sì, perché?
Come ho detto prima, mi piacerebbe molto lavorare con Paolo Roversi. Spero che un giorno ci sarà questa possibilità. Mi piacerebbe moltissimo imparare da lui! (Sorride!).
A cosa stai lavorando adesso, Mukti? Quando potremo vedere il tuo prossimo lavoro? E dove?
Probabilmente tra uno o due mesi saranno pubblicate due delle mie opere.
Attualmente sto preparando questo mio progetto che ritengo molto importante.
In quale città italiana ti piacerebbe esporre una mostra? E perché?
Le mie opere sono state esposte a Pordenone e a Roma! Per diversi motivi non ero lì! Due città così importanti potrebbero essere certamente l'obiettivo iniziale per andare avanti nella mia carriera! (Sorride!)
Sono sicuro, Mukti, che l’Italia potrebbe essere un grande inizio, per poi passare al resto d'Europa!
Come si fa a gestire la vita relazione, l'amore, con il duro lavoro che fai e con l'intensità di quello che crei?
Per dare equilibrio alla mia arte e alla mia professione, spesso vado in montagna per condividere alcuni momenti della mia vita con i miei migliori amici.
Un'ultima domanda, Mukti. È una domanda che mi piace perché ci fa improvvisamente fare un salto nel tempo passato, a quando eravamo bambini e avevamo i nostri sogni e le nostre belle speranze: ce l'hai un sogno che ti porti dentro da bambino? Un sogno che oggi vorresti realizzare? Vuoi dirci qual è il sogno che ti porti dentro e perché proprio questo?
Ho un sogno che sto ancora cercando di realizzare. Voglio lavorare per la mia arte. Voglio cambiare la forma in un libro di fotografia. Questo è il mio sogno da quando ero un bambino che sognava di diventare un grande fotografo. Un giorno ho letto le parole scritte da un anonimo: «La vita senza sogni è un mondo difficile.» Questo per dire che forse, il sogno di poter realizzare un sogno, è il sogno migliore che si possa avere per una vita meravigliosa!
Grazie Mukti per avermi dedicato il tuo prezioso tempo per la nostra intervista. Non mi resta che augurarti il mio più grande in bocca al lupo per il tuo futuro artistico. Spero di avere ancora la possibilità di intervistarti in futuro, quando sarai diventato una Big Star delle arti visive conosciuta in tutto il mondo. Grazie ancora e alla prossima allora …!

Molte grazie Andrea per questa bellissima intervista. Per me significa tantissimo. (Mukti mi fa un bel sorriso, mi saluta calorosamente, e si incammina per continuare il suo sogno di diventare una grande star della fotografia!).
Andrea Giostra
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