mercoledì 29 giugno 2016

Casteltermini, il 1° luglio il II Festival “Percezioni - Festival di Musica e Immagine”. Tre domande a Simona Mancini

Sono 10 in tutto, suddivisi tra sezione Musica e sezione Immagine, gli artisti le cui opere audio e video saranno le protagoniste della seconda edizione del Festival “Percezioni - Festival di Musica e Immagine” che si terrà nella serata dell’1 luglio a Casteltermini (Agrigento), presso il locale Dejavu (Piazza Duomo). Ecco il teaser di presentazione del Festival:


“Dopo un’attenta e accurata selezione da parte del team de La Stiva – spiegano gli organizzatori - sono entrati nella rosa dei prescelti gli autori che più hanno valorizzato e reso personale con la propria impronta ‘percettiva’ la tematica portante di questo Festival di videoarte, il ‘Paesaggio’, che quest’anno, in particolare, scandaglia le facce della trasformazione.
L’organizzazione ha accolto i lavori di artisti provenienti da diverse regioni Italiane. Per la sezione “Immagine”: Elena Baroglio (Roma) con Qui non ci sono alberi; Simone Loi (Dorgali - NU) con Autism Disorder 2.0; Chiara Caterina (Salerno) con Untitled; Sara Bonaventura (Treviso) con Temple dragonfly; Gerardo Schiavone (Grassano - MT) conDBTE e Salvo Caruso (Altofonte - PA) con Luci nella notte.
Per la sezione “Musica”: Alessandro Di Maio (Roma) con Dichotomia; Duo Mediterraneo (Porto Empedocle - AG) con Avalos; Simona Mancini (Roma) con Desert Moon e Stefano Greco (Copertino - LE) con Breathe.

Solo due artisti fra questi, uno per ciascuna sezione, saranno i vincitori assoluti che verranno premiati durante la serata conclusiva del Festival, aggiudicandosi una borsa di studio da 500,00 euro ciascuno.  La giuria di valutazione sarà composta oltre che dai membri de La Stiva, da Polline Art, dalla redazione di Sikelia News e dall’autore televisivo Giovanni Saetta.

Il Festival sarà preceduto, sempre presso il locale Dejavu di Casteltermini alle ore 19.30, da un altro evento“l’Expo La Stiva”nel corso della quale saranno presentati tutti i lavori realizzati dalla residenza creativa La Stiva nel corso di un anno di attività, accompagnati da dibattito da parte dei capidipartimento e dei ragazzi che vi hanno preso parte.

Il Festival è organizzato dall’Associazione Culturale “La Stiva” con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale nell’ambito dell’Avviso Giovani per il Socialee in partnership con il Comune di Casteltermini.

Tre domande a Simona Mancini
Sei in concorso a “Percezioni- Musica e Immagini” con “Desert Moon”, sei una regista ma come mai hai scelto di partecipare nella sessione musica?
La mia partecipazione nella sessione musica ha stupito anche me! Ho semplicemente pensato fosse un’ottima occasione per confrontarmi con un settore che non è propriamente il mio. Io provengo dall’audiovisivo, e l’attitudine alla composizione nasce soprattutto per necessità lavorative, così da permettere ad ogni prodotto realizzato di avere una propria anima musicale, originale e adeguata. La prima esigenza di poter contare su una musica originale avvenne nel 2001 per il mio primo cortometraggio “Blue” ispirato a un classico della letteratura francese “L’Assommoir” di E. Zola. In seguito. Lla stessa necessità di creare un vestito musicale per un mio progetto riaffiorò nel 2008, per il mediometraggio “Caso a parte”, per il quale composi ben sei brani. Da quel momento in poi, sia la musica che il linguaggio delle immagini hanno iniziato a viaggiare insieme. Negli ultimi anni, ho intensificato la mia produzione elettronica usufruendo di supporti digitali e della divulgazione su piattaforme on-line, come ad esempio Soundcloud dove potete seguirmi cercando il nickname SOUNDOKI.
Come nasce “Desert Moon”?
“Desert Moon” è la Titletrack di un concept album autoprodotto, tutti i brani raccontano la scoperta di questa luna deserta. Quindi “Desert Moon” oltre ad essere il mio “ariete”, rappresenta lo sviluppo di un progetto molto più ampio, che mi ha permesso di sperimentare sonorità sempre nuove e improbabili.
Cosa ti aspetti da questa partecipazione?
Trovo che questo Festival sia innovativo e sicuramente avrà un grande impatto anche in seguito. Credo che faccia confluire pienamente i due settori artistici: la musica e le immagini, dando la possibilità di fonderli e di farli evolvere vicendevolmente. Proprio come spiegavo prima. La ragione che mi ha spinto a partecipare è essenzialmente questa e, inoltre, ho la possibilità di vivere questo festival con una doppia anima, da regista sono ansiosa di conoscere i lavori dei miei colleghi e da “composer” sono entusiasta di essere in gara nella categoria musica.


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