La grande tradizione del cantautorato italiano
si è storicamente retta sulla centralità della parola scritta, intesa non già
come accessorio metrico da adagiare sulla partitura, bensì come cardine
drammaturgico attorno a cui far ruotare l'architettura melodica. Nel quarto
volume del progetto Un bacio di fortuna,
Anastasia Anniemore24 dimostra di aver interiorizzato questa lezione
fondamentale, innestandovi però una sensibilità poetica del tutto personale,
maturata tra le pieghe di un percorso biografico che fa della transizione
linguistica e culturale un punto di forza espressiva. L'opera si configura come
una severa indagine sui sentimenti non governabili, su quegli strappi emotivi
che mettono in scacco la presunzione dell'individuo contemporaneo di
pianificare scientificamente la propria felicità.
Il vertice di questa disamina etica e
sentimentale è rappresentato da Senza
alcun consenso, singolo portante dell'uscita affidato alla voce brunita e
dolente di Domenico Protino, coadiuvato dalle delicate tessiture vocali di Maja
Krasowska. Il testo compie una ricognizione minuziosa della vulnerabilità: «La
vita è un gioco», recita il componimento, ma l'avvento improvviso di un legame
non calcolato rovescia il tavolo da gioco e introduce una sostanza velenosa ma
vitale nella coscienza del protagonista. L’interrogativo che attraversa il
ritornello («A noi com’è potuto accadere questo?») non ha i tratti della
supplica adolescenziale, ma lo sgomento metafisico dell'uomo maturo che si
scopre privo di difese difronte all'inatteso. L'innesto vocale di Krasowska,
trasformato in una presenza corale dopo una lunga e complessa ricerca di
equilibrio stilistico a cavallo tra due lingue, funge da alter ego mnemonico,
un contrappunto diafano che amplifica la desolazione del monologo maschile.
L'intero impianto verbale del disco procede per
immagini evocative di ascendenza letteraria. In Tulipani. Monet, cantata con nitore quasi fanciullesco da Laura
Festugato, la delusione amorosa non scade mai nel rancore borghese: i fiori
sperati non giungono a destinazione, eppure il campo visivo rimane inondato di
luce, come in un dipinto impressionista in cui l'attesa delusa si converte in
speranza e dignità. Analogamente, in Lontano
la voce di Sonia Pitiddù scandaglia le geometrie del distacco sullo sfondo di
una ferrovia bagnata, mentre in La nebbia
Stefania Avolio conferisce corpo vocale all'indeterminazione del fato,
tramutando la nebbia in una necessaria stanza di decantazione interiore prima
della ripartenza. Anastasia Anniemore24 firma un'opera di limpido valore
letterario, dove la metrica sposa la complessità del reale con un pudore e
un'onestà d'altri tempi.


