Il Maresciallo Tundo contro la macchina del fango nel libro di Sante Convertini

 


Dietro le fredde formule dei codici penali e le trame avvincenti dei gialli si nascondono le complesse sfumature dell’animo umano.

È questo il cuore pulsante di “I Carabinieri che trafficavano droga. Diario di come si costruisce una verità processuale - Le inchieste del Maresciallo Tundo”, il volume di Sante Convertini pubblicato da Robin Edizioni.

Sante Convertini, nato a Locorotondo (Ba) è laureato in giurisprudenza. Con il grado di Luogotenente Carica Speciale, regge il comando della Stazione Carabinieri di Alberobello (Ba), dopo quella di Policoro (MT), Montalbano Jonico (MT) e Ceglie Messapica (BR).

È stato insignito di numerosi riconoscimenti per aver contrastato la criminalità comune ed organizzata.

Il suo precedente romanzo “La Bimba di tutti”, Schena editore, tratto da una storia vera, ha affrontato il tema della pedofilia.

L'opera che ora andiamo ad esaminare e che riguarda il personaggio Maresciallo Tundo, fa parte della celebre collana “I luoghi del delitto”, una serie editoriale espressamente dedicata a esplorare città e territori che fanno da teatro a misteri, indagini e misfatti locali.

Il libro che non si limita a mettere in scena solo una fitta trama giudiziaria, ma si presenta anche come un profondo, intimo e doloroso viaggio psicologico, costituisce un thriller dal ritmo incalzante che attrae e tiene il lettore col fiato sospeso.

Al centro della narrazione c'è il Maresciallo Giovanni Tundo, un protagonista che ha dedicato l'intera esistenza alla divisa, al servizio dello Stato e alla tutela della legalità.

La sua vita viene improvvisamente devastata quando un castello di calunnie, orchestrato e alimentato da oscuri interessi, lo trasforma da cacciatore di criminali a principale indagato per traffico di stupefacenti e la narrazione descrive con straordinaria sensibilità l'impatto devastante di questa accusa.

Convertini riesce a far percepire al lettore il senso di smarrimento di un personaggio che si ritrova improvvisamente stritolato dagli stessi ingranaggi che prima difendeva.

C'è il racconto del silenzio che si fa vuoto intorno all’uomo, della diffidenza negli occhi di chi fino al giorno prima lo stimava, e del peso insostenibile di una macchina del fango che rischia di divorare la sua reputazione prima ancora di qualsiasi verdetto.

Di fronte all’accanimento di un magistrato, l’arma più forte del protagonista non sono solo le carte processuali, ma la sua incrollabile dignità morale.

La trama, pur mantenendo un ritmo serrato, si sofferma sui momenti di sconforto, sulle notti insonni e sulla sofferenza riflessa sulla propria famiglia, ma non lascia mai spazio alla resa.

Emerge invece il ritratto di un uomo guidato da un amore viscerale per la giustizia, messo a dura prova nel momento più buio.

Fino a che punto può spingersi la creazione di un teorema giudiziario? E soprattutto, come si può dimostrare la propria innocenza quando l’intero sistema sembra remarti contro e gli errori rischiano di essere insabbiati per tutelare i potenti? Sono le domande che sorgono.

L’autore accompagna il lettore lungo un sentiero insidioso, dove ogni capitolo svela un nuovo tassello di una fitta rete di interessi politici e personali.

Disponibile sul catalogo di Robin Edizioni e ordinabile sui maggiori store digitali, questo romanzo cattura il lettore fin dall'inizio e si divora d'un fiato.

Una lettura preziosa che, costringendo a seguire il Maresciallo Tundo fino a un finale imprevedibile, interroga profondamente sulla discrepanza tra verità processuale e verità reale, in attesa di scoprire come salvare il proprio onore dall’abisso di una bugia perfetta.

Considerando il testo e lo spirito del libro emergono anche diverse osservazioni positive sull'Arma dei Carabinieri, intesa sia come istituzione sia attraverso l'operato dei suoi singoli membri.

Nonostante il titolo evochi le false accuse e le strumentalizzazioni giudiziarie che hanno coinvolto alcuni militari, il volume si configura proprio come un'opera a tutela della dignità dell'istituzione e del sacrificio quotidiano di migliaia di servitori dello Stato.

L’integrità e l’etica della divisa con la figura del Maresciallo Tundo e la stessa operazione di ricostruzione documentale dell’autore mettono in luce un profondo senso del dovere, l'onestà e il rispetto per la legalità che caratterizzano la stragrande maggioranza dei Carabinieri, anche di fronte a complessi tentativi di delegittimazione.

Il libro stesso, scritto da un esponente dell'Arma, dimostra la volontà interna di fare chiarezza e difendere la verità dei fatti e la giustizia, rifiutando logiche di insabbiamento e valorizzando la trasparenza istituzionale.

Nonostante le macchinazioni esterne basate su false dichiarazioni di pregiudicati e la formulazione di una "verità processuale" distorta che ha inizialmente leso l'immagine del corpo, l'Arma emerge come un'istituzione solida, capace di superare le strumentalizzazioni politiche o personali grazie alla dedizione e alla fermezza morale dei suoi uomini.

Tundo avrebbe le carte in regola per vendicarsi, ma sceglie un’altra strada rinunciando alla ritorsione personale, non scendendo allo stesso livello dei suoi persecutori: affida la verità alla trasparenza dei fatti e preserva l'onore della divisa.

Il libro offre un importante momento di riflessione deontologica, ricordando al lettore che, al di là dei singoli casi di cronaca o delle complesse dinamiche giudiziarie, l'azione dei Carabinieri è esclusivamente mossa da una costante fedeltà alle Istituzioni e dalla tutela della cittadinanza.

Vito Piepoli

 

Fattitaliani

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