Villa Arconati, dal 4 ottobre al 13 dicembre 2026 "Abbracci dell'anima" una nuova mostra di Arte contemporanea



ABBRACCI DELL’ANIMA

4 ottobre - 13 dicembre 2026

Dopo il grande successo nell’autunno 2025 dell’esposizione Abbracci di Luce, La Fondazione Augusto Rancilio propone un nuovo appuntamento dedicato all’arte contemporanea e alla riflessione interiore.

Dopo il cammino verso la luce e la rinascita di Abbracci di Luce, la nuova mostra di arte contemporanea Abbracci dell’Anima, a cura di Martina Bortoluzzi e Valeria Foglia, presenta una nuova selezione di opere dalla Collezione Kiron, che invita il visitatore a compiere un viaggio dentro di sé.

Attraverso le opere di vari artisti contemporanei italiani e internazionali, il percorso attraversa identità, emozioni, memoria, passioni, fragilità e amore: dimensioni profonde che appartengono all’esperienza di ogni essere umano.

Il viaggio inizia con la ricerca di sé e con il mistero della propria identità, attraversa il labirinto delle scelte, le radici e la memoria delle generazioni, fino a ritrovare l’innocenza dell’infanzia e la vitalità delle passioni. Nell’ultima tappa emergono le nostre paure e le nostre ombre, non come nemici da combattere, ma come parti di noi da riconoscere e accogliere. Il percorso si conclude con l’amore, inteso come incontro, riconoscimento e abbraccio dell’altro e di sé.

La mostra è aperta tutte le domeniche, dal 4 ottobre al 13 dicembre, in concomitanza con l’apertura al pubblico di Villa Arconati, con ingresso gratuito, previo acquisto del biglietto d’ingresso della Villa.

Abbracci dell’Anima non propone un percorso da seguire, ma un’esperienza da vivere: ogni opera diventa una porta verso la propria interiorità, invitando ciascun visitatore a ritrovare, nel dialogo con l’arte, qualcosa di sé.


ABBRACCI DELL’ANIMA

Tutte le domeniche dal 4 ottobre al 13 dicembre 2026

Ala Espositiva di Villa Arconati – Castellazzo di Bollate (MI), Via Madonna Fametta 1.


Ore 11.00 – 19.00

Ingresso libero, previo acquisto del biglietto d’ingresso di Villa Arconati (€ 11/8)


Per maggiori informazioni:

02.3502217 | 393.8680934 | info@villaarconati.it | www.villaarconati.it



PROGETTO SCIENTIFICO DELLA MOSTRA


ABBRACCI DELL'ANIMA

Se Abbracci di Luce era un cammino verso la speranza e la rinascita, Abbracci dell'Anima rappresenta il passo successivo: un viaggio nell'interiorità, alla scoperta di ciò che ci rende profondamente umani. Dopo aver cercato la luce, il visitatore è invitato a volgere lo sguardo verso il proprio mondo interiore, attraversando emozioni, ricordi, passioni e fragilità che plasmano la nostra identità.

All'ingresso, l’opera di Alessandro Gioiello con il profilo di una donna che si fonde con il paesaggio introduce il tema della mostra. Il volto umano e la natura diventano un'unica immagine, simbolo dell'intimo legame tra ciò che siamo e ciò che ci circonda. È una soglia silenziosa che invita ad abbandonare le certezze del mondo esterno per entrare in uno spazio di ascolto e riflessione.

La prima sala accoglie il dialogo tra Oman e John Brown. Le figure appaiono indefinite, i contorni si dissolvono e l'identità sembra ancora in cerca di una forma. È il tempo delle domande, dell'incertezza, di quel momento in cui il nostro io non è ancora pienamente riconoscibile. Lo smarrimento diventa così una condizione necessaria per iniziare il cammino verso la conoscenza di sé.

Con Emanuele Gregolin il percorso entra nel cuore della ricerca interiore. Il drago e gli scorci labirintici evocano il mistero interiore, tra sentieri incerti e prospettive che invitano a perdersi e ritrovarsi. Nel dialogo con Andrii Prychodko, la ricerca si apre alla memoria delle proprie origini e delle generazioni che ci hanno preceduto. Nella sua opera emergono le prime risposte: la condivisione, il legame con l'altro e l'abbraccio umano indicano una possibile strada. I colori si fanno più intensi e la ricerca dell'identità acquista nuova forza: ogni bivio diventa così una scelta, ma anche un'occasione di crescita.

Dopo il tempo della ricerca si giunge al luogo della memoria. Nel dialogo tra Martin e Varozza, con la presenza di Trilli, riaffiora l'innocenza dell'infanzia. Le opere di Martin, animate da Topolino e da un universo di torte, gioco e fantasia ricordano che dentro ogni adulto continua a vivere il bambino che è stato. Ritrovare quella parte di sé significa recuperare la capacità di stupirsi, immaginare e guardare il mondo con occhi nuovi.

La tappa successiva è dedicata alle passioni che animano la vita. Nell'incontro tra Mario Raciti e Tartaro, il ballo e in particolare il can can, diventa espressione di energia, libertà e vitalità. L'opera di Varozza con il suo vortice di colori restituisce il caos dell'esistenza umana: un intreccio di emozioni ed esperienze che, proprio nella loro intensità, rendono ogni vita irripetibile.

L'ultima sala raccoglie il senso dell'intero percorso. Nelle opere di Rapoport la stessa figura femminile si ripete identica nel profilo, ma cambia attraverso il colore. Ciò che a un primo sguardo appare uguale, osservato con maggiore attenzione, rivela infinite sfumature e molteplici identità. Accanto compare il mostro, simbolo delle paure e delle fragilità con cui ognuno di noi è chiamato a confrontarsi. Non rappresenta un nemico da sconfiggere, ma una parte della nostra interiorità da riconoscere e comprendere perché anche le ombre contribuiscono a definire chi siamo.

Il viaggio si conclude con il bacio di Josè. Dopo aver incontrato il dubbio, i ricordi, le passioni e le proprie ombre, resta ciò che dà senso all'esistenza: l'amore. Un amore che non è soltanto sentimento, ma riconoscimento dell'altro e di sé. È l'abbraccio finale dell'anima che scalda e riempie il cammino.

Abbracci dell'Anima non offre un itinerario da seguire, ma un'esperienza da vivere. Ogni opera diventa una tappa di un viaggio personale, in cui il visitatore può ritrovare qualcosa di sé. Se la luce, nella mostra precedente, illuminava il cammino, ora è l'anima a guidare lo sguardo, ricordandoci che la nostra identità nasce dall'incontro tra emozioni, ricordi, fragilità e amore.


A cura di Martina Bortoluzzi e Valeria Foglia


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