Velluti, nel nuovo singolo "Millennials" il ritratto di una generazione sospesa tra promesse mancate e sogni a metà

 


È disponibile su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica “Millennials”, il nuovo singolo del cantautore romano VELLUTI.

Il brano è una fotografia nitida, dolce e allo stesso tempo amara, di una generazione divisa a metà tra due universi storici e culturali: quello analogico del Novecento, fatto di certezze, rituali e grandi ideali, e quello iperconnesso del nuovo millennio, approdato con la promessa di orizzonti illimitati.

In “Millennials”, VELLUTI riavvolge il nastro e torna con la memoria all’epoca dei muretti, delle comitive di quartiere, delle notti senza lo schermo di uno smartphone tra le mani e dei primi viaggi all’avventura, quando la socialità non era ancora mediata dagli algoritmi o dal racconto per immagini dei social network. È la testimonianza di chi ha vissuto in prima persona la linea di demarcazione della storia moderna, assistendo al crollo delle Torri Gemelle e ai fatti del G8 di Genova, eventi che hanno frantumato in fretta le sicurezze dell’infanzia e le illusioni con cui tanti ragazzi erano cresciuti.

Il pezzo affronta con sincerità anche il tema dell’iperformazione a tutti i costi: lo slogan del «studia, specializzati e costruisciti un futuro», ripetuto per anni a chi si affacciava all'età adulta, si è scontrato con un presente instabile che ha tradito le aspettative. Centinaia di percorsi accademici conclusi per professioni mai nate, carriere rincorse mentre il mondo cambiava direzione, lasciando un’intera fascia d'età schiacciata in un limbo tra ciò che è stato e ciò che avrebbe dovuto realizzarsi.

Lontana da una vuota idealizzazione del passato, la canzone porta con sé un profondo affetto per quegli anni e per chi li ha attraversati. È il racconto intimo di sogni lasciati a metà e di occasioni sfumate, in cui la nostalgia non si limita al tempo andato, ma cerca quel momento esatto in cui sembrava ancora possibile trovare e costruire il proprio posto nel mondo. Ed è proprio in questo spazio di malinconia condivisa che risuona una verità universale: «Non è mai stato il nostro momento».

Fattitaliani

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