Gli U-Man tornano con “Very”, un nuovo singolo pop rock dedicato a Veronica, moglie di uno dei componenti della band. Il brano nasce da una storia vera e racconta un amore che, dal primo incontro, è cresciuto nel tempo fino alla scelta di condividere una vita insieme.
Al centro della canzone ci sono i momenti felici, ma anche le difficoltà che una coppia si trova ad affrontare. La pioggia che lava via il dolore rappresenta gli ostacoli superati insieme, mentre il racconto ripercorre le tappe della relazione fino alla promessa di matrimonio.
Musicalmente, “Very” si presenta con sonorità pop rock lente e delicate. L'arrangiamento cresce gradualmente e acquista maggiore intensità nel ritornello. A completare il racconto ci sono le immagini di due ballerini che, attraverso la danza, rappresentano i diversi momenti della storia d'amore.
Con “Very”, gli U-Man
scelgono quindi di raccontare una vicenda personale, fatta di sentimenti,
esperienze condivise e della volontà di continuare a camminare insieme.
Da quale
momento, frase o immagine è iniziata la scrittura di “Very”? C’è stato un punto
preciso in cui avete capito che quella storia poteva diventare una canzone?
“Very” nasce da un sentimento personale nei confronti di mia moglie Veronica, da cui prende il titolo. È una storia che parte dalla mia esperienza, ma che racconta qualcosa in cui tante persone possono riconoscersi.
“Very”
racconta un incontro in cui due persone sembrano riconoscersi fin dal primo
momento. Quanto c’è di autobiografico in questa storia e quanto, invece,
appartiene a un racconto in cui chiunque può riconoscersi?
È una storia autobiografica: tra noi c’è stata subito una forte attrazione, che si è trasformata rapidamente in amore. Credo che molte persone possano riconoscersi in questo sentimento, soprattutto quando l’innamoramento lascia spazio alla consapevolezza di voler costruire una vita insieme.
Nel testo
tornate al ricordo del primo incontro, a quel momento in cui si intuisce che
davanti potrebbe esserci una persona importante. Perché avete voluto dare così
tanto spazio a quell’istante iniziale?
Perché è il momento in cui tutto si ferma, ma allo stesso tempo tutto comincia. Quando incontri la persona giusta, a volte lo sai e basta, senza bisogno di spiegazioni: poi la storia si costruisce nel tempo, ma quell’istante rimane l’inizio di tutto.
A differenza
di molte canzoni d’amore, “Very” non si ferma all’innamoramento, ma racconta
ciò che viene dopo: il tempo condiviso, le difficoltà e la costruzione di un
rapporto. Era questo il vero centro del brano?
Assolutamente sì, perché l’amore non è soltanto innamoramento e momenti felici, ma anche difficoltà, prove e progetti condivisi. Vivere davvero la vita accanto a qualcuno, affrontando insieme tutto ciò che arriva, è qualcosa che non ha prezzo.
Risate,
sogni, ostacoli e progetti per il futuro scandiscono le diverse fasi della
relazione. Come avete scelto le immagini attraverso cui raccontare il passare
del tempo?
Abbiamo sentito che la danza fosse il linguaggio giusto, perché riesce a raccontare emozioni, intese e cambiamenti senza bisogno di parole. I due ballerini sono stati bravissimi e, in un certo senso, le immagini si sono scelte da sole.
Tra queste
c’è la pioggia che lava via il dolore. Come nasce questa metafora e cosa
rappresenta all’interno della storia?
La pioggia rappresenta una sorta di pulizia e di cambiamento: lava via il dolore e prepara a qualcosa di nuovo. Perché dopo la pioggia torna il sole, proprio come dopo i momenti difficili possono tornare la serenità e tutta la bellezza di una storia d’amore.
Parlate
dell’amore anche come della scelta di rimanere insieme nei momenti più
complicati. Quanto era importante raccontare un legame reale, lontano dall’idea
di una relazione perfetta?
Per noi era importante raccontare la vita vera, perché non siamo più ragazzini e sappiamo che non è tutto sempre bello e perfetto. Un amore si apprezza davvero quando impari a viverne tutte le sfaccettature, scegliendo di condividere con qualcuno anche i momenti più difficili.
Raccontare
un sentimento universale come l’amore espone al rischio di utilizzare immagini
già sentite. Come avete cercato di dare a “Very” un’identità personale e
riconoscibile?
In realtà non
abbiamo cercato di essere diversi a tutti i costi: scriviamo, cantiamo e
suoniamo in maniera spontanea, lasciando che le emozioni vengano fuori
naturalmente. Non vogliamo seguire
mode o copiare nessuno, ma semplicemente raccontare ciò che sentiamo, attraverso la nostra sensibilità e la sintonia del gruppo.
Quando avete
capito che “Very” aveva trovato la sua forma definitiva e che era il momento
giusto per sceglierla come singolo?
Quando abbiamo
sentito che la canzone era completa e che eravamo riusciti a raccontare tutto
ciò che volevamo trasmettere. Per noi è fondamentale emozionarci per primi con
la nostra musica: quando succede, significa che siamo riusciti a mettere dentro
qualcosa di autentico.


