L’importanza di ricordare le proprie radici e di trasmettere le tradizioni culturali alle nuove generazioni è stata al centro di un incontro organizzato dal Centro Abruzzese Canadese Inc. La serata ha riunito esponenti della comunità italo-canadese per celebrare le origini abruzzesi, ascoltare le riflessioni dei giovani e rendere omaggio ai vincitori delle prime borse di studio dell’associazione destinate a studenti di livello post-secondario.
Quattro studenti
- Sophia Colasante, Gabriel Bernal, Grace Di Nardo e Vanessa
Marinelli - hanno condiviso riflessioni personali sul significato delle
proprie origini italiane. Pur partendo da esperienze diverse, i loro interventi
hanno espresso una comune riconoscenza per i sacrifici delle generazioni
precedenti e la volontà di mantenere vive le tradizioni familiari.
Sophia ha sottolineato l’importanza di comprendere il significato dei simboli
e delle usanze culturali, anziché limitarsi a ripeterli. Ripensando ai nonni,
originari di diverse regioni d’Italia, ha descritto la storia della sua
famiglia come una vicenda di «immigrazione, comunità e continuità». Ha espresso
gratitudine per il legame con le proprie radici e per la responsabilità di
celebrarle e custodirle in modi significativi anche per i più giovani. Sophia
ha spiegato:
«La storia della mia famiglia è una storia di
immigrazione, comunità e continuità. I miei nonni provenivano forse da diverse
parti d’Italia, ciascuno con le proprie esperienze e tradizioni, ma la vita che
hanno costruito qui mi ha permesso di crescere con un forte legame con una
cultura che si trova a migliaia di chilometri di distanza. Sono grata per le
mie origini e sarò sempre orgogliosa di portarle avanti. Per me, mantenere viva
la mia eredità italiana in Canada significa ricordare da dove viene la mia
famiglia e, allo stesso tempo, trovare nuovi modi per celebrarla, condividerla
e preservarla. Non è soltanto un legame con il passato, ma qualcosa che porterò
con me nel futuro».
Gabriel, impossibilitato a partecipare, è stato presente attraverso la lettura
di alcuni brani della sua riflessione. Ha riconosciuto che le opportunità di
cui gode oggi sono frutto delle difficili scelte e del duro lavoro degli
antenati, partiti da piccoli centri italiani alla ricerca di un futuro
migliore. Per lui, onorare la tradizione significa tramandare la loro
determinazione, generosità e dedizione alla famiglia. Gabriel ha scritto:
«Ho capito che mantenere viva una tradizione non
significa necessariamente rispettare ogni singola usanza esattamente come si
faceva in passato. Le tradizioni possono continuare a prosperare grazie ai
valori che le accompagnano. Nella mia famiglia, uno dei valori fondamentali è
la convinzione che lavoriamo non soltanto per migliorare la nostra condizione,
ma anche per spianare la strada a chi verrà dopo di noi. I miei antenati hanno
incarnato questo principio lasciando l’Italia e costruendo una nuova vita in
una terra sconosciuta. Anche se forse non dovrò mai affrontare una sfida tanto
ardua quanto la loro, posso fare mio quello stesso spirito. Che sia attraverso
l’ingegneria, il servizio militare o, un giorno, la creazione di una mia
famiglia, desidero realizzare qualcosa di significativo grazie alle opportunità
che i loro sacrifici mi hanno offerto».
Grace ha evidenziato che essere italiani significa molto più che possedere
una cittadinanza o essere nati in un determinato luogo. L’italianità vive negli
incontri di famiglia, nei pasti condivisi, nella lingua e nei ricordi. Ha
ricordato gli sforzi della nonna per insegnarle l’italiano, così come le
generazioni precedenti si erano impegnate a imparare l’inglese dopo l’arrivo in
Canada. Guardando al futuro, spera di insegnare l’italiano ai propri figli,
continuare i pranzi domenicali in famiglia, conservare le ricette tradizionali
e partecipare attivamente alla comunità italiana di Ottawa. Rendendo omaggio
alle generazioni più anziane, Grace ha dichiarato:
«Essere italiani è molto più di una semplice
nazionalità. Le mie origini italiane hanno contribuito a formare la persona che
sono. La famiglia è la cosa più importante: trascorrere del tempo insieme,
creare ricordi e mantenere vive le tradizioni tramandate dai nonni e dai
genitori. Queste tradizioni mi hanno insegnato a rispettare non soltanto i miei
nonni, ma tutte le generazioni più anziane di italiani che custodiscono il
proprio patrimonio culturale, affinché i giovani come me possano capire da dove
provengono e come sono diventati ciò che sono».
Vanessa ha descritto le proprie radici italiane come il fondamento della sua
identità e dei valori che orientano la sua vita. Ha ricordato gli anni
dell’infanzia trascorsi nella casa dei nonni, dove ha imparato l’importanza
della famiglia, della fede, del rispetto e del senso di responsabilità. Ha reso
omaggio ai sacrifici delle generazioni di immigrati, sottolineando che onorarne
l’eredità non significa soltanto celebrare usanze familiari, ma vivere
concretamente i valori trasmessi. Vanessa ha dedicato ai suoi nonni un pensiero
speciale:
«Alcuni degli anni più significativi della mia vita li
ho trascorsi a casa dei miei nonni, dove rimanevo ogni giorno feriale, dalla
scuola dell’infanzia fino alla sesta classe. Sebbene i miei genitori mi abbiano
cresciuta con grande amore e dedizione, la casa dei nonni era molto più di un
luogo: era il posto in cui si è formata la mia identità. I miei nonni mi hanno
trasmesso solidi valori familiari e morali, una fede incrollabile e un profondo
rispetto per la tradizione. Grazie a loro ho imparato che essere italiani non
significa soltanto essere chiassosi, appassionati o preparare grandi pranzi
all’italiana; significa anche onorare chi ci ha preceduto e portarne avanti
l’eredità con uno scopo preciso. Senza i loro sacrifici nell’emigrare in Canada
alla ricerca di una vita migliore, oggi non sarei dove sono. Sarò per sempre
grata per i ricordi che ho costruito insieme a loro».
Gli interventi
dei rappresentanti del Centro Abruzzese
Canadese Inc. - il presidente Angelo
Filoso, il vicepresidente Nello Scipioni ed altri membri del
Consiglio Direttivo - hanno inserito queste testimonianze in una più ampia
storia di impegno comunitario. Fondato nel settembre 1973, il Centro Abruzzese Canadese opera per
rafforzare i legami tra le persone di origine abruzzese e la più ampia comunità
canadese, tutelando e promuovendo la cultura e le tradizioni della regione.
Dopo oltre cinquant’anni, la sua presenza testimonia la dedizione di volontari,
soci e sostenitori.
Gli oratori hanno
ricordato il ruolo importante svolto dalle associazioni italiane a Ottawa e hanno invitato le nuove
generazioni a contribuire attivamente alla continuità di questo patrimonio. Il
messaggio è stato chiaro: le organizzazioni culturali restano forti quando le
persone partecipano, coinvolgono altri e condividono con orgoglio le proprie
tradizioni. Il tricolore italiano è stato evocato come simbolo di questo legame
duraturo.
Uno dei momenti
più significativi della serata è stata la consegna delle borse di studio ai
quattro giovani di origine abruzzese. È stato letto in italiano un messaggio di
ringraziamento di Gabriel Bernal,
impossibilitato ad essere presente, ma al quale la borsa di studio è stata
consegnata in un secondo momento dal presidente Angelo Filoso. Gabriel ha ringraziato il Centro Abruzzese Canadese
per la generosità e la fiducia dimostrate nei confronti dei premiati,
affermando che questo riconoscimento lo incoraggerà a proseguire gli studi e a
realizzare i propri obiettivi futuri.
La consegna dei
riconoscimenti, seguita da fotografie e congratulazioni, ha sottolineato
l’impegno del Centro Abruzzese Canadese ad investire nei giovani, valorizzando
al tempo stesso i risultati raggiunti dalle generazioni precedenti. La serata
si è conclusa con un appello all’unità, alla perseveranza e alla partecipazione
alla vita comunitaria. Le parole finali hanno riassunto lo spirito
dell’occasione: «Non cedete e non arrendetevi. Thank you. Grazie». Celebrando
le voci dei giovani italo-canadesi, il Centro Abruzzese Canadese ha ribadito
che il patrimonio culturale non è soltanto qualcosa che si eredita: è qualcosa
che ogni generazione sceglie di ricordare, vivere e tramandare.


