Se il CUP non rispetta i tempi massimi di attesa indicati sulla ricetta medica, hai il diritto di richiedere all'ASL un percorso alternativo in struttura pubblica, da un privato accreditato o in intramoenia, pagando soltanto l'eventuale ticket.
Come funziona la procedura
Non agire di autonomia: È vietato
prenotare e pagare una visita privata per conto proprio e pretendere in seguito
il rimborso automatico dall'ASL.
Richiesta formale: Se il CUP dichiara che non
ci sono posti nei tempi previsti, devi presentare una richiesta formale (un
percorso di tutela) all'azienda sanitaria per sbloccare la prestazione.
Soluzione dell'ASL: Sarà la direzione
sanitaria a indicarti una struttura accreditata o un medico in libera
professione intramuraria (intramoenia) dove effettuare la visita o l'esame nei
tempi corretti a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
Cosa paghi: Resta a tuo carico esclusivamente
il ticket sanitario previsto dalla tua fascia di reddito o esenzione
Se il Servizio Sanitario
Nazionale non rispetta i tempi massimi di attesa prescritti sulla ricetta, il
cittadino ha diritto a ricevere la prestazione in un percorso alternativo
(altra struttura pubblica, privato accreditato o in intramoenia) pagando solo
il ticket.
Come funziona la normativa
Riferimenti di legge: La norma di riferimento
storica è il D.Lgs. 124/1998 (articolo 3, comma 10), affiancata e rafforzata
dalle disposizioni della riforma sulle liste d'attesa (legge di luglio 2024).
Tempi massimi: Variavano o variano in base
alla classe di priorità indicata dal medico (es. U per urgente entro 72 ore, B
per breve entro 10 giorni, D per differibile o P per programmabile).
Il principio: Se il CUP (Centro Unificato di
Prenotazione) non garantisce la visita o l'esame diagnostico entro i giorni
previsti, la direzione sanitaria deve disporre che la prestazione sia resa
tramite un professionista in intramoenia (libera professione intramuraria) o in
struttura accreditata a carico del bilancio dell'ASL, ad eccezione del solo
ticket.
Antonio Speranza reporter


