In Italia la diffusione non consensuale di immagini intime (revenge porn) e i ricatti online (sextortion o blackmail) sono puniti penalmente dall'articolo 612-ter del Codice Penale, introdotto nel 2019.
Cosa dice la legge (Art.
612-ter c.p.)
• Il reato: Chiunque invia,
consegna, cede, pubblica o diffonde foto o video a contenuto sessualmente
esplicito senza il consenso delle persone ritratte rischia la reclusione da 1 a
6 anni e una multa da 5.000 a 15.000 euro.
• Aggravanti: La pena aumenta
se il reato è commesso dal coniuge (anche separato o divorziato) o da una
persona che è o è stata legata da una relazione affettiva, oppure se gli
strumenti informatici e telematici vengono usati per ingigantire la diffusione.
• La minaccia: Anche la
semplice minaccia di diffondere foto o video intimi per ricattare qualcuno
(estorsione sessuale) costituisce un reato grave perseguibile a norma di legge.
La diffusione non consensuale
di immagini intime e le minacce digitali rappresentano oggi una delle
principali sfide per la sicurezza online e la tutela della dignità personale.
Fenomeni come la pubblicazione illecita di contenuti privati e il ricatto attraverso
la rete possono avere conseguenze devastanti per le persone coinvolte. Per
questo è importante conoscere, quali strumenti offre la normativa italiana e
quali precauzioni possono aiutare a proteggere la propria identità digitale.
Come si tutelano le vittime
Conservare le prove: Non
cancellare nulla. Fai subito screenshot di chat, messaggi, profili social, URL
e qualsiasi traccia del ricatto o della pubblicazione.
Segnalare al Garante della
Privacy: L'Autorità mette a disposizione un Garante Privacy - Modulo
Segnalazioni per richiedere la rimozione rapida dei contenuti illeciti dalle
piattaforme digitali.
Utilizzare strumenti di blocco automatico:
Piattaforme come Take It Down (di NCMEC) permettono di creare un'impronta
digitale (hash) delle proprie foto intime senza caricarle realmente online,
impedendo così ai social di pubblicarle o condividerle.
Denunciare subito: Rivolgiti tempestivamente
alla Polizia Postale o a qualsiasi presidio delle forze dell'ordine per
presentare querela. La rapidità è fondamentale per bloccare la catena di
condivisione.
Chiedere aiuto psicologico e
supporto: È possibile contattare il numero di emergenza nazionale 19696 di
Telefono Azzurro (attivo 24/7) o associazioni specializzate nel sostegno alle
vittime di violenza digitale.
L’obiettivo del legislatore è
quello di garantire una tutela effettiva delle vittime, riconoscendo il grave
danno che può derivare dalla violazione della riservatezza e dalla
strumentalizzazione delle immagini personali. Anche il ricatto online, o blackmail,
può integrare ulteriori ipotesi di reato e richiede una valutazione tempestiva
da parte delle autorità competenti.
La prevenzione rappresenta un
elemento chiave nella lotta contro la diffusione illecita di immagini e i
ricatti online. È importante adottare comportamenti prudenti nella gestione dei
propri dati personali e nella condivisione di contenuti sensibili.
Un’informazione corretta e
aggiornata sui rischi legati alla condivisione di dati personali online è
essenziale per promuovere una cultura della sicurezza digitale.
Antonio Speranza reporter


