Il 2 novembre, a Horta, inaugura la mostra collettiva «Le isole sconosciute. 100 anni di Raul Brandão nelle Azzorre», un percorso tra letteratura, arte contemporanea e identità culturale dell’arcipelago, ispirato a una delle opere più significative della letteratura di viaggio portoghese.
In occasione del 50º anniversario dell’Autonomia delle Azzorre, la Biblioteca Pubblica e Archivio Regionale João José da Graça, a Horta, ospita una mostra dedicata al patrimonio culturale e artistico dell’arcipelago. L’inaugurazione è prevista per il 2 novembre alle ore 18:30.
Al centro dell’iniziativa si trova As Ilhas Desconhecidas (Le isole sconosciute), il libro che lo scrittore portoghese Raul Brandão dedicò al suo viaggio negli arcipelaghi delle Azzorre e di Madeira. Pubblicato nel 1926, il volume nasce dall’esperienza diretta dell’autore, che attraversa le isole atlantiche osservandone i paesaggi, incontrandone gli abitanti e raccontandone le condizioni di vita, le tradizioni e il profondo rapporto con il mare.
Lontano dall’essere una semplice descrizione geografica, il libro è un viaggio nella dimensione umana e spirituale delle isole. Con uno sguardo attento e partecipe, Brandão restituisce la forza di una natura spesso aspra e imponente, ma anche la dignità delle comunità che vivono in territori segnati dall’isolamento e dall’immensità dell’oceano. Le isole diventano così luoghi di scoperta, nei quali il paesaggio si intreccia con la memoria, la cultura e l’identità di chi li abita.
A cent’anni dalla pubblicazione dell’opera, la mostra riprende lo sguardo dello scrittore e lo mette in dialogo con la sensibilità degli artisti contemporanei. L’Assemblea Legislativa della Regione Autonoma delle Azzorre ha aderito alla proposta di Luísa Costa Gomes, Giuseppe Sinaguglia e Maria do Céu Brito, sostenendo un progetto che mette in relazione letteratura e arti visive per esplorare il patrimonio naturale e culturale dell’arcipelago.
La mostra riunisce le opere di Luísa Costa Gomes, Giuseppe Sinaguglia, José Francisco Pereira (Al-Zéi), Maria do Céu Brito, Margarida do Bem Madruga, Margarida Godinho, Ana Correia, Alessandra MacKenzie, Sofia Sant’Ana, Jorge Falcato, Maria Eduarda Rosa, Celeste Freitas e Robin Hardy. Attraverso linguaggi e sensibilità differenti, gli artisti reinterpretano i paesaggi, le tradizioni e le comunità delle Azzorre, offrendo nuove prospettive su un’identità culturale profondamente legata all’Atlantico.
Il percorso espositivo invita inoltre a riflettere sul rapporto tra memoria collettiva e autonomia, in un momento particolarmente significativo per la storia dell’arcipelago. Il dialogo tra la scrittura di Brandão e le opere contemporanee diventa così un’occasione per interrogarsi su come un territorio insulare costruisca e rinnovi la propria identità, mantenendo vivo il legame con le proprie radici.
L’esposizione rende infine omaggio al fotografo Jorge Barros (1944–2026), la cui opera testimonia un profondo legame con le Azzorre e le loro comunità, contribuendo a preservarne la memoria attraverso le immagini.
Le isole sconosciute si presenta dunque come un viaggio attraverso un secolo di storia e di cultura: dalla testimonianza letteraria di Raul Brandão alle interpretazioni degli artisti di oggi, le Azzorre emergono come un universo in continua evoluzione, in cui il paesaggio, la memoria e il senso di appartenenza si fondono in un’identità unica.




