Primo premio nella sezione Narrativa breve della VII edizione, dedicata a San Francesco d’Assisi negli ottocento anni dalla morte
Il racconto Le
rondini non dimenticano di David Ferrante ha ottenuto il Primo Premio nella
sezione Narrativa breve della VII edizione del Premio Letterario “Terra dei
Padri”, dedicato a San Francesco d’Assisi nel ricordo degli 800 anni dalla sua
morte. Il concorso è promosso dall’Associazione Culturale Terra dei Padri,
presieduta da Franca De Santis; presidente del premio è Pierfranco Bruni.
La premiazione si è
svolta il 9 ottobre 2026 presso il Convento di San Francesco a Gubbio.
Il racconto è
ambientato nel paesaggio abruzzese, tra faggete, vento e la pietra di una
piccola chiesa di montagna. Il protagonista vi compie un percorso di
riconciliazione con ciò che non ha detto e con ciò che non torna, accompagnato
dalla figura di un vecchio sospeso tra realtà e leggenda.
Nella motivazione la
giuria ha sottolineato che nel testo la natura non è uno sfondo ma un
interlocutore. Ha riconosciuto nel vecchio «una spiritualità francescana non
dichiarata ma profondamente percepibile», che dialoga con la tradizione del
Santo «senza mai nominarla». Ha definito la scrittura «limpida, controllata, di
grande eleganza» e ha indicato nel racconto la capacità di trasformare
un’esperienza personale in una meditazione sul tempo, sulla perdita e sulla
fedeltà alle cose che ritornano, come le rondini del titolo.
«Nel silenzio del Creato ci sono parole importanti: anche se non le dici, sono lì, e ritornano a ogni primavera», ha dichiarato David Ferrante.
L’autore.
David Ferrante è
sociologo e scrittore. Ha pubblicato il saggio Tradizioni, riti e sortilegi
del 24 giugno; L’Ammidia; Fate, Pandafeche e Mazzamurelli; Magare;
Anime Sperse, dedicati al mondo magico della tradizione abruzzese. Tra
le sue recenti opere figurano Il dolore della luce. Racconti di
streghe, fantasmi e d'amore e Non bastano cento parole. Drabble e altre
attese prima di chiamarti amore (editoreTabula Fati). Ha curato la
riedizione di Abruzzo forte e gentile di Primo Levi (1883).


