Elicottero militare italiano precipitato in Bosnia: 4 morti e 11 sopravvissuti. Le vittime sono: Laura Procacci, Franco Adriano Zecchillo, Simone Ruggia e Claudio Marchesi
A bordo dell’elicottero italiano precipitato in Bosnia
c’erano 15 persone: 11 sono sopravvissute, 4 sono morte. A perdere la vita sono
stati 2 militari dell’Esercito e 2 della Croce Rossa. Si tratta di Laura
Procacci, Franco Adriano Zecchillo, Simone Ruggia e Claudio Marchesi.
L’elicottero militare CH-47 era partito da Viterbo, aveva fatto scalo a Pratica di Mare ed infine era decollato per la Bosnia, dove si è schiantato mentre era impegnato in un volo di routine nell’ambito dell’operazione Eufor Althea.
Oltre alle 4 vittime, c’erano altri 11 colleghi a bordo: sono tutti feriti, ma vivi. Sono stati medicati e ora si trovano ricoverati negli ospedali di Brcko e di Tuzla.
La Puglia piange Laura Procacci aveva 32 anni e aveva un primato: è stata la prima donna sottufficiale a giurare nel Corpo militare della Croce rossa. Nata ad Andria, era cresciuta in un borgo rurale, la frazione di Montegrosso, dove aveva sviluppato la predisposizione alla cura e alla vicinanza agli altri.
Si era successivamente trasferita a Roma studiando Medicina e Chirurgia. Aveva da poco conseguito la laurea ed era diventata volontaria per la Croce rossa.
Da un anno e mezzo si era arruolata come sergente partendo come soccorritrice nel team di evacuazione medica.
Franco Adriano Zecchillo aveva 65 anni ed era un tenente esperto. Da anni era un volontario della Croce rossa nel ruolo di infermiere.
Chi erano Simone Ruggia
e Claudio Marchesi
Simone Ruggia e Claudio Marchesi erano due sergenti dell’esercito. Tutti e due facevano parte dell’Aves di Viterbo, città del Lazio dalla quale mercoledì mattina si era alzato il velivolo schiantatosi in Bosnia.
Ruggia era nato a Salerno ed era assegnato a Viterbo da almeno otto anni. Fisico atletico, era uno sportivo appassionato di corsa e di immersioni subacquee.
Marchesi invece era originario di Orvieto, in Umbria. Aveva 35 anni e amava il calcio e lo sci. A Viterbo si era trasferito da tre anni.
Ruggia e Marchesi erano il pilota e lo specialista dell’aeromobile precipitato. Entrambi di stanza al primo reggimento Antares del Centro addestrativo, la struttura che con personale volontario provvede alla formazione e all’addestramento di piloti e tecnici e allo sviluppo delle tecniche di impiego dei mezzi dell’aviazione.
Giorgia Meloni: “Profondo dolore”
Subito dopo aver appreso la notizia, la premier Giorgia
Meloni ha scritto su X che il tragico incidente “è motivo di profondo dolore”,
aggiungendo che il suo pensiero va alle vittime, alle loro famiglie e a tutti
coloro che sono impegnati nella missione di pace e stabilità nella regione.
Il velivolo è precipitato nel pomeriggio di giovedì e le cause dell'incidente sono ancora da accertare.
I soccorsi sono prontamente intervenuti. Al momento, informa
la Difesa, "non è possibile rilasciare ulteriori dichiarazioni, in attesa di
informazioni più precise soprattutto sulle condizioni di salute del
personale".
Eufor ha invitato i cittadini a non diffondere informazioni non verificate e disinformazione e a informarsi sull'incidente esclusivamente attraverso i canali ufficiali.
Ulteriori dettagli sull'identità delle persone a bordo
dell'aereo, così come sulle cause dell'incidente, saranno resi noti dopo che le
autorità avranno completato le verifiche necessarie e pubblicato i risultati
dell'inchiesta.
La Operazione EUFOR "Althea" è stata avviata il 2 dicembre 2004, su mandato delle Nazioni Unite (UNSCR 1551 del 9 lug. 2004), rilevando le attività condotte dalla missione precedente SFOR della NATO in Bosnia-Erzegovina, conclusasi a seguito della decisione assunta dai Capi di Stato e di Governo dell'Alleanza al vertice di Istanbul (28-29 giugno 2004).
L'operazione si svolge avvalendosi di mezzi e capacità comuni della NATO.
Nelle prime fasi l'operazione contava circa 6.000 militari, una consistenza che si è progressivamente ridotta con il generale e costante miglioramento del livello di sicurezza e della capacità delle Autorità locali di operare per il mantenimento delle condizioni di pace e stabilità.
Dal dicembre 2005 al dicembre 2006 e dal dicembre 2008 al dicembre 2009, il comando dell'Operazione ALTHEA è stato ricoperto dall'Italia con i Generali di Divisione dell'Esercito Gian Marco Chiarini e Stefano Castagnotto.
Nel febbraio 2007 è stata decisa una progressiva riduzione di EUFOR e la chiusura della struttura territoriale basata sulle Multi National Task Forces (MNTFs).
Nel novembre 2009 è stato siglato con le controparti locali un "Protocollo di Intesa" per regolare il controllo delle importazioni, esportazioni, transito e il trasporto interno di armi ed equipaggiamenti militari, munizioni, tecnologia duale e materiale nucleare da e per la Bosnia.
Al riguardo, EUFOR garantisce un monitoraggio costante e capillare in materia di controllo degli armamenti, in aderenza agli annessi IA e IB degli accordi Dayton.
Nel 2012 l'operazione è stata riconfigurata ed ha cambiato la
sua attenzione al supporto degli sforzi effettuati dalle istituzioni locali per
contribuire a creare un ambiente sicuro utile alla stabilizzazione dello Stato.
Il 2 novembre 2022 è stato nuovamente rinnovato il mandato dell'Operazione Althea, con la risoluzione del Consiglio di sicurezza ONU 2658. Attualmente il personale dell'Operazione Althea ancora dislocato in Bosnia ed Erzegovina ammonta a circa 1.100 unità, principalmente impegnate nell'assistenza al mantenimento di un ambiente sicuro nel paese e nell'addestramento congiunto con le forze armate locali.
Il 18 gennaio 2023 è avvenuto il passaggio di consegne tra il Comandante uscente, il Maggiore generale Anton Wessely, e il nuovo Comandante dell'Operazione Althea (EUFOR) Helmut Habermayer
Nel gennaio del 2026 è subentrato il nuovo comandante, il
generale di divisione dell'esercito italiano Maurizio Fronda.
Antonio Speranza reporter


