«In “Civili” la dimensione personale e quella politica si intrecciano costantemente. Parliamo di relazioni, memoria, amicizia, desiderio e fragilità, ma anche di guerra, indifferenza e bisogno di ritrovare un orizzonte comune. È un disco che prova a tenere insieme tutto questo senza separare l’intimo dal collettivo.» Dresda
“Civili” è il primo album dei Dresda, un lavoro che raccoglie e sviluppa il percorso iniziato con l'EP “Dresda” del 2024. Nove brani che condividono una stessa urgenza espressiva e che trovano il proprio equilibrio nel punto di contatto tra esperienza personale e realtà contemporanea.
Il disco nasce da una domanda ricorrente: come si vive e si costruiscono relazioni in un tempo attraversato da conflitti, disuguaglianze, isolamento e perdita di riferimenti condivisi? Le canzoni non cercano una risposta definitiva, ma provano a osservare queste tensioni da prospettive differenti, trasformandole in racconti, immagini e riflessioni.
All'interno di “Civili” convivono rabbia e desiderio di riconciliazione, critica sociale e bisogno di vicinanza. La title track porta al limite il tema dell'anestesia emotiva e della spettacolarizzazione della guerra, mentre “Maledetto orgoglio” racconta una generazione costretta a ridimensionare i propri sogni e osserva come l’orgoglio possa trasformarsi in una risposta distorta alla frustrazione e al disincanto. “Il mio amico” sposta invece lo sguardo sull'amicizia e sulla gratitudine come forme di resistenza al tempo e alle distanze.
Accanto ai singoli già pubblicati trovano spazio altri capitoli che ampliano il racconto del disco. “Spari?” riflette sulla possibilità della cura per l’altro come risposta alla crisi morale, sociale e politica. “Anima” è il cuore luminoso dell’opera: un desiderio di pace e giustizia che prende la forma di un fiume tranquillo tra campi di grano. “Mistero” e “Aiutami” indagano il rapporto tra fragilità individuale, ricerca di senso e dipendenza emotiva. In “Mira” e “Dov'è finito amore” emergono invece il rimpianto e la perdita ma anche la forza rivoluzionaria dei legami affettivi profondi, una forza quasi immortale poiché prosegue anche dopo la loro fine.
Musicalmente l'album rappresenta una naturale evoluzione del linguaggio della band. Partendo da una matrice alternative rock e post-punk, i Dresda ampliano il proprio vocabolario sonoro senza perdere immediatezza. Chitarre incisive, dinamiche contrastanti e tensione melodica restano elementi centrali, ma il disco apre anche a nuove soluzioni timbriche e di arrangiamento che includono archi, fiati, sintetizzatori e armonie vocali. Il risultato è un lavoro vario, costruito attorno a brani veloci, mid-tempo e ballad che mantengono sempre la canzone al centro.
L’album sarà presentato dal vivo sabato 7 novembre al Circolo Arci Bellezza di Milano, in un concerto che porterà sul palco l'intero universo narrativo e sonoro costruito dai Dresda nel corso di questi anni.
Registrato tra Milano e le Marche, prodotto da Giuliano Dottori, mixato da Max Lotti e masterizzato da Giovanni Nebbia. L’artwork del progetto è realizzato da Stefano Sartori in arte Satiro Sfrenato.


