Dal 9 al 25 ottobre 2026 al Museo Nazionale d'Abruzzo il Festival Sguardi plurali con la mostra "Rigenerazioni. Persone, luoghi, sguardi"

Festival Sguardi plurali Mostra Rigenerazioni


(Videointervista a Ilaria Trafficante e a Federica Zagabra) Il Museo Nazionale d’Abruzzo ospita dal 9 al 25 ottobre 2026 Rigenerazioni. Persone, luoghi, sguardi, la mostra che segna la fase conclusiva del Festival “Sguardi Plurali. Pratiche fotografiche partecipative per la rigenerazione delle periferie. Raccontare i territori, costruire comunità, abitare il museo”, dedicato alla fotografia analogica che vede protagonisti i territori, le scuole e le Case famiglia dell’aquilano, sostenuto da Il Museo Rigenera – Ed. Fotografia, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, volto a incoraggiare iniziative di rigenerazione urbana delle periferie a base culturale da parte dei Musei e dei Luoghi della cultura statali afferenti al Ministero della Cultura, con il coinvolgimento delle comunità residenti attraverso la fotografia.

L’esposizione Rigenerazioni. Persone, luoghi, sguardi documenta, attraverso i materiali fotografici prodotti, le attività laboratoriali del Festival, tenutesi da giugno a ottobre 2026, che hanno coinvolto più di cento partecipanti tra cittadini, studenti delle scuole secondarie e minori di tre case famiglia del territorio della provincia dell’Aquila. Il progetto si sviluppa nell’arco di 5 mesi e coinvolge circa 100 partecipanti, 4 comuni, 2 luoghi della cultura, 4 cicli di laboratorio, 1 associazione di promozione sociale e 8 fotografi, attraverso un articolato programma di attività formative, fotografiche e culturali.

 

Tra gli esiti dei laboratori, La fotografia stenopeica e Fotografare il Castello, insieme vengono qui presentati accanto a Storie di rigenerazione, una selezione di fotografie realizzate da Settimio Benedusi e Guido Stazzoni e alle cianotipie, alle fotografie in bianco e nero e alle macchine fotografiche fai-da-te.

 

Il percorso espositivo è dunque il risultato di un programma articolato di attività che ha intrecciato formazione, pratica fotografica e partecipazione, coinvolgendo comunità, professionisti e giovani partecipanti in un processo condiviso di osservazione e narrazione dei territori. Le fotografie e i materiali prodotti durante i laboratori restituiscono non solo la memoria dei luoghi attraversati, ma anche le relazioni, gli sguardi e le esperienze che hanno preso forma attraverso il percorso condiviso del progetto.

 

Ad affiancare il percorso di Rigenerazioni, una selezione di progetti fotografici di autori che, attraverso linguaggi, pratiche e prospettive differenti, hanno sviluppato ricerche dedicate al territorio, al paesaggio, all’identità e alle trasformazioni sociali e ambientali. I loro lavori entrano in dialogo con le fotografie realizzate durante i laboratori, ampliando la riflessione sulla rigenerazione e mostrando come la fotografia possa diventare uno strumento di osservazione, interpretazione e relazione con i luoghi e le comunità. Sono presenti in mostra i progetti Storie di rigenerazione di Settimio Benedusi e Guido Stazzoni, Scampia Anno Zero di Robbie McIntosh, Spiagge Bianche di Niccolò Cozzi e ‘A Croce mia di Serena Salerno.

 

Attraverso pratiche fotografiche partecipative, il progetto intende favorire una rilettura del patrimonio storico, artistico e architettonico del territorio, confermando il Museo come spazio di relazione, inclusione e partecipazione culturale e come soggetto connettore tra istituzioni culturali, professionisti, associazioni e comunità, con particolare attenzione alle aree periferiche e ai contesti caratterizzati da fragilità sociale o da processi di trasformazione.

 

Il mezzo fotografico diventa quindi dispositivo che trasforma luoghi, persone e sguardi restituendo significati e nuove possibilità.

L’inaugurazione ufficiale si è svolta oggi alle ore 11, alla presenza del Direttore del Servizio III della Direzione generale  Musei,  Tommaso  Serafini,  e  della  Direttrice  del  MUNDA,  Federica  Zalabra.

Il Direttore Serafini sottolinea il valore del ruolo del museo nella relazione con la comunità:

 

«Sguardi Plurali è la dimostrazione di come i musei possano essere luoghi di partecipazione, capaci di costruire relazioni significative con le comunità e di contribuire ai processi di rigenerazione culturale e territoriale. Attraverso un progetto che ha fatto leva sulla fotografia partecipativa, il Museo Nazionale d’Abruzzo è stato capace di coinvolgere cittadini, scuole e realtà sociali del territorio in un percorso di conoscenza e valorizzazione condivisa del patrimonio che oggi si presenta attraverso la mostra Rigenerazioni. Persone, luoghi, sguardi. Un’esperienza che interpreta pienamente la visione del museo contemporaneo promossa dalla Direzione generale Musei: un’istituzione aperta, inclusiva e profondamente connessa con il territorio e con le persone che lo abitano».

 

Una visione condivisa con convinzione dalla Direttrice Zalabra, che si sofferma sulle prospettive aperte dal progetto:

 

«Ponendo al centro dell’indagine il rapporto tra centro e periferia, il progetto Sguardi Plurali ci ha permesso di osservare il patrimonio e le comunità del territorio da prospettive diverse. La fotografia, in questo percorso, è stata uno strumento di conoscenza, espressione e confronto, capace di mettere in dialogo realtà e soggetti differenti e di dare spazio a sguardi e narrazioni spesso rimasti ai margini. Il progetto ha inoltre rafforzato il ruolo del Museo come luogo di incontro, aperto al dialogo con il territorio e capace di creare occasioni di scambio, partecipazione e condivisione».

Il Festival Sguardi Plurali è realizzato in collaborazione con l’associazione Slow Photo, che ha curato i laboratori e i percorsi fotografici sui territori di Pizzoli, Amiternum, Scoppito, Fossa, Ocre e L’Aquila, alcuni dei quali sono tuttora in corso, nell’ambito di un ricco programma di appuntamenti.


 

Nei mesi di luglio e agosto sono state condotte le attività laboratoriali rivolte a tre Case famiglia del territorio, svolte con l’ausilio dei volontari dell’associazione Slow Photo APS, con l'obiettivo di proporre ai minori non accompagnati l’utilizzo della fotografia come strumento di espressione personale, relazione e autorappresentazione, favorendo al contempo una diversa modalità di osservazione. Il laboratorio ha inoltre previsto visite guidate nel Museo e negli spazi del Castello. I ragazzi coinvolti sono stati invitati a osservare il luogo da un nuovo punto di vista e a costruire, attraverso la fotografia, una propria relazione con esso.

Da questi incontri nasce Fotografare il Castello, insieme: oltre 80 fotografie istantanee che, montate insieme, restituiscono una ricomposizione collettiva del Castello cinquecentesco dell’Aquila, attraverso gli sguardi di chi lo ha esplorato e vissuto durante il laboratorio.

 

Dal 4 al 19 settembre è stato svolto, articolato in sette incontri, il laboratorio sulla Camera Stenopeica abitabile, ideato e condotto dai fotografi Sergio Maritato e Giampiero Duronio.

L'installazione, concepita come dispositivo immersivo, ha consentito ai partecipanti di entrare fisicamente in una camera oscura a foro stenopeico, trasformando la pratica della fotografia in un’esperienza collettiva di osservazione e di sperimentazione diretta del processo di fotografia. Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra il dispositivo fotografico, il patrimonio del Museo Nazionale d'Abruzzo e il territorio, con l'obiettivo di produrre immagini dedicate a luoghi e beni rappresentativi del progetto, tra cui il Parco Archeologico di Amiternum, sede periferica del Museo, e il Mammut conservato nel Museo, ma proveniente da uno dei comuni confinanti con quello dell’Aquila.

Il progetto ha previsto la produzione di 4 fotografie stenopeiche in copia unica a immagine negativa dei luoghi più rappresentativi del Parco Archeologico di Amiternum e del Museo, tra cui lo scheletro del Mammut.

Dal 7 al 9 settembre si è svolto Progetto Nomade – Ritratti, una campagna fotografica dedicata al territorio aquilano e alle persone che lo abitano, condotta nei luoghi interessati da processi di trasformazione e rigenerazione. All’interno del Parco archeologico di Amiternum, a San Vittorino (L’Aquila), sede distaccata del Museo, i fotografi Settimio Benedusi e Guido Stazzoni hanno incontrato e ritratto cittadini del territorio aquilano e delle sue periferie, raccogliendo, attraverso le immagini e le interviste, le loro esperienze, memorie e prospettive.

Dall’incontro è nato Storie di rigenerazione, una selezione di ritratti fotografici accompagnati da brevi estratti delle interviste realizzate durante il progetto, che restituiscono la voce dei protagonisti e arricchiscono le immagini con frammenti delle loro storie.

Dal 18 settembre al 4 ottobre si è svolto Percorsi Fotografici, laboratorio di fotografia partecipata e racconto visivo condiviso, volto a promuovere una lettura consapevole del territorio attraverso la relazione tra patrimonio archeologico, architettura, paesaggio e memoria dei luoghi. Il percorso ha unito composizione e progettazione visiva, storia della fotografia e pratica analogica, dalle esercitazioni sul campo e dall’osservazione dei luoghi storici fino allo sviluppo della pellicola e alla stampa finale.

Alternative Process è il laboratorio condotto dal fotografo Niccolò Cozzi, in programma il 10 e 11 ottobre, dedicato alla sperimentazione di tecniche fotografiche alternative quali cianotipia, antotipia e clorotipia. Il percorso esplora le potenzialità delle emulsioni di origine vegetale, mettendo in dialogo fotografia analogica, ricerca sui materiali, pratica artistica e sostenibilità dei processi.


 

Note biografiche dei fotografi in mostra

Accanto agli esiti dei laboratori, il Festival presenta una selezione di progetti fotografici che mette in dialogo diverse prospettive sui temi del territorio, dell’identità, del paesaggio e delle trasformazioni sociali e ambientali.

 

Settimio Benedusi

Specializzato in moda, ritratti e pubblicità. È fondatore di Fotografia Popolare – Ricordi Stampati insieme a Guido Stazzoni.

 

Niccolò Cozzi

Specializzato in documentazione e ritratto, interessato alle persone e ai contesti sociali, con lavori pubblicati ed esposti in importanti festival e riviste.

Spiagge bianche è un progetto fotografico che racconta i finti tropici della Toscana, lungo una delle coste più inquinate del Mediterraneo

Attraverso uno sguardo sul paesaggio industriale, Spiagge bianche riflette sulle possibilità di rigenerazione di un territorio in cui bellezza, sviluppo economico, turismo e crisi ambientale convivono in una relazione complessa e contraddittoria e apre una riflessione sulle responsabilità legate allo sviluppo, alla cura dell’ambiente e al futuro dei territori.

 

Giampiero Duronio

Architetto e fotografo aquilano specializzato nel paesaggio contemporaneo, noto per i suoi lavori sull’Aquila dopo il terremoto del 2009 e per diverse pubblicazioni fotografiche.

 

Sergio Maritato

Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, concentra la sua ricerca su architettura, paesaggio e fotografia stenopeica, partecipando a numerose mostre e pubblicazioni.

 

Guido Stazzoni

Attivo nella moda, nel ritratto e nei progetti artistici ed editoriali, è co-fondatore di Fotografia Popolare – Ricordi Stampati.

 

Robbie McIntosh

Nato a Napoli, attraverso la pellicola, racconta con un approccio empatico la vita quotidiana e le persone, soprattutto nelle scene di spiaggia del progetto On The Beach.

Scampia Anno Zero è un progetto fotografico di Robbie McIntosh dedicato a uno dei territori più raccontati e, al tempo stesso, più fraintesi d’Italia. Lontano dall’immaginario che per decenni ha ridotto Scampia a simbolo di criminalità, marginalità e degrado, il lavoro sceglie di rivolgere lo sguardo alle persone e alla vita quotidiana che attraversa il quartiere.

 

Serena Salerno

Attiva tra Italia e Francia, esplora identità, introspezione ed emozioni, attraverso la fotografia analogica concentrandosi soprattutto sulla rappresentazione femminile.


 

‘A Croce mia è un progetto fotografico che racchiude tredici anni di ricerca e interrogazione sulla figura della femminilità e della donna.

L’artista si interroga su cosa voglia dire abitare il corpo di una donna, diventando anche un percorso di auto osservazione e trasformazione personale e una riflessione sulla possibilità di riconoscersi, esistere ed esprimersi attraverso ciò che realmente ci rappresenta.

Il calendario di appuntamenti del Festival si amplia con “La rigenerazione delle periferie”, un ciclo di incontri volti ad ampliare la dimensione formativa del progetto e a favorire il confronto tra professionisti e pubblico interessato.

-        Sabato 10 ottobre h. 19 – “La fotografia sociale”, seminario a cura dei fotografi Robbie McIntosh e Serena Salerno;

 

-        domenica 11 ottobre h. 19 – “Il ritratto”, seminario a cura dei fotografi Settimio Benedusi e Vincenzo Desiderio.

 

Il progetto prosegue fino a dicembre con una serie di incontri e laboratori dedicati agli studenti degli istituti scolastici del territorio.

Le attività saranno differenziate in base all’età dei partecipanti. Per gli studenti più piccoli saranno privilegiati percorsi dedicati alla creazione delle immagini e all’educazione allo sguardo, attraverso attività pratiche e sperimentali: dalla costruzione di fotocamere utilizzando materiali di recupero, come lattine e scatole di scarpe, all’esplorazione delle potenzialità narrative della fotografia. Saranno inoltre proposti laboratori dedicati alle tecniche di stampa fotografica con elementi naturali, come foglie e fiori, per avvicinare i bambini alla fotografia attraverso il gioco e la sperimentazione.

Agli studenti dai 14 ai 18 anni saranno invece proposte attività più approfondite di educazione all’immagine, con particolare attenzione all’utilizzo della fotocamera e allo studio della composizione. Il percorso comprenderà inoltre laboratori di storytelling fotografico, tecniche di stampa e sperimentazione, fino alla realizzazione di un progetto fotografico personale, sviluppato a partire dall’osservazione e dalla narrazione del proprio territorio.

 

Durante l’ultima settimana di apertura del Festival dal 19 al 25 ottobre è prevista la pubblicazione del catalogo che raccoglierà e documenterà l’esperienza complessiva di Sguardi Plurali.

 

 

Info utili

 

Museo Nazionale d’Abruzzo – Castello cinquecentesco, L’Aquila Durata: 9 – 25 ottobre 2026

Apertura mostra: dalle ore 15:00 del 9 ottobre.


 

Orari di apertura

•  dal martedì alla domenica: 9.00 – 19.00

•  chiusura biglietteria: ore 18.00

 

Aperture straordinarie:

10, 11, 17 ottobre dalle 19:00 alle 22:30, ultimo ingresso alle 22:00

23 ottobre dalle 19:00 alle 21:30, ultimo ingresso alle 21:00

 

Biglietti di ingresso museo e mostre:

•  10 €: biglietto intero

•  8 €: gruppi (min. 10 – max 25 persone)

•  2 €: ridotto (secondo le agevolazioni di ingresso previste dalla normativa per determinate categorie)

 

Ingresso gratuito agli eventi fino ad esaurimento posti

 

Per maggiori informazioni: https://museonazionaledabruzzo.it/

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