Nella cultura siciliana, il termine che richiama la leggenda delle Teste di Moro affonda le sue radici nel greco Basilikòs ("erba regale" o "erba dei re"), legato al celebre mito della fanciulla palermitana che, tradita dall'amato in procinto di partire, ne recise il capo per trasformarlo in un vaso in cui coltivare il basilico, bagnandolo quotidianamente con le proprie lacrime.
Nell'opera del maestro Alfonso
Siracusa Orlando, questo titolo si trasforma e si scinde graficamente in Basili
Kaòs 2026: uno stacco fonetico e semantico voluto che non è solo un gioco
di parole, ma la chiave di volta dell'intera installazione site-specific,
unendo la radice terrena e profumata del basilico al kaòs primordiale e
cosmico dell'universo, traghettando il mito mediterraneo direttamente negli
abissi insondabili dello spazio.
La ceramica siciliana trova in Siracusa
Orlando un interprete capace di scardinare i confini della tradizione per dar
vita a un'imponente installazione che fonde archeologia misteriosa, geografia
sacra, fantascienza e i recenti dossier sui fenomeni anomali non identificati
(UAP) rilasciati dal governo americano. Il percorso espositivo si anima di
presenze molteplici, dialogando non solo con la figura principale policroma, ma
anche con una testa femminile realizzata in una suggestiva versione monocroma color
argento, che evoca l'estetica tecnologica e i materiali aerospaziali.
Nel cuore dell'installazione, il vaso
antropomorfo smaltato di bianco lucido accoglie al suo interno una vera e
propria pianta di basilico fresco: un potente tassello olfattivo e simbolico
che restituisce vita al mito originario, fondendo il profumo della terra e
delle lacrime della leggenda con la vocazione futuristica dell'opera. Smettendo
di essere soltanto il custode di un tragico amore, il vaso si fa così
sentinella di mondi lontani. Il volto fiero, incorniciato da un imponente baffo
e da sguardi magnetici, si apre a una stratificazione di significati occulti.
Sulla nuca e tra i volumi plastici dell'opera prende vita una presenza
spiazzante: il volto scultoreo di un alieno grigio, che ribalta il punto di
vista dello spettatore e connette la terraferma a intelligenze extraterrestri.
La dimensione cosmica dell'installazione
si espande nello spazio circostante attraverso una scenografia immersiva: sul
copricapo della testa di moro sono innestati tre dischi volanti in ceramica, altri dipartono letteralmente
dal soffitto, fluttuando nell'aria e calandosi magneticamente verso le
rispettive teste come in un imminente contatto ravvicinato.
La superficie ceramica diventa così una
mappa cifrata. I motivi geometrici e le fitte linee colorate che solcano il
copricapo richiamano in modo inequivocabile le misteriose Piste di Nazca in
Perù, tracciati terrestri rivolti al cielo. A questa geometria celeste si
intrecciano i motivi decorativi dei serpenti rettiliani, firma stilistica e
archetipica del linguaggio di Siracusa: il serpente, simbolo primordiale di
trasformazione, kundalini e saggezza occulta, serpeggia lungo le forme della
terracotta grezza alla base per unire il mito ancestrale a una visione
futuristica.
Laddove le precedenti mostre di Alfonso
Siracusa Orlando avevano esplorato la ceramica come narrazione e memoria –
rileggendo la tradizione siciliana attraverso una raffinata ricerca formale
– con Basili Kaòs 2026 l'artista
compie il definitivo salto quantico. Non più semplice celebrazione del mito, ma
creazione di un vero e proprio campo di forza cosmico: un'installazione che
abbandona la quiete della contemplazione museale per farsi varco attivo tra la
terra e l'infinito, ridefinendo radicalmente i confini stessi della scultura
contemporanea.
Il progetto è stato sostenuto dalla preziosa disponibilità del Sindaco di Raffadali, dott.ssa Ida Cuffaro, che ha concesso in comodato d’uso gratuito il laboratorio comunale di ceramica, offrendo così uno spazio fondamentale per la sperimentazione e per la costruzione dell’opera. Un gesto che assume un significato particolare perché riconosce alla pratica artistica non soltanto una dimensione estetica, ma anche una funzione di ricerca, di aggregazione e di dialogo con il territorio.
All’interno di questo spazio si è
sviluppata la collaborazione con Nada Murena, ceramista e amica del
maestro Siracusa Orlando, il cui contributo è stato parte integrante del
processo creativo. La sua esperienza con la materia, la conoscenza delle
tecniche e la disponibilità a confrontarsi con una ricerca non convenzionale
hanno accompagnato la trasformazione dell’idea in materia.
Direttore
Museo MeTe
Stefano
Siracusa
L’evento
è inserito nel circuito di AMACI - Associazione dei Musei d'Arte
Contemporanea Italiani
INFO MOSTRA
● Titolo: Basili Kaòs 2026
● Artista: Alfonso Siracusa Orlando
● Sede: Museo MeTe, Via Picarella -
Siculiana (AG)
● Partner: Comune di Raffadali Sindaco
Ida Cuffaro / Nada Murena
● Date: Dal 10/10/2026 al 07/01/2027
● Inaugurazione (con apericena): Sabato
10 Ottobre, ore 19:30
● Orari di apertura: 11:00 - 15:00 /
18:00 - 23:00 (Tutti i giorni, tranne il martedì)
● Ingresso: Pagamento cumulativo museo




