Forlì: Dieci anni trascorsi accanto alle popolazioni Maasai, condividendone la quotidianità, le difficoltà e i cambiamenti. È da questa lunga esperienza umana e fotografica che nasce “Sorella Acqua”, la mostra di Stefano Lotumolo che sarà inaugurata mercoledì 16 settembre alle ore 19 all’Auditorium di San Giacomo, nell’ambito del Festival del Buon Vivere 2026, in collaborazione con il Comitato contro la fame nel mondo.
Un racconto per immagini che parte dal villaggio-riserva di Mkuru, in Tanzania, e mette al centro un elemento essenziale come l’acqua. Le fotografie documentano la durezza di una vita nella quale l’approvvigionamento può significare raccogliere acqua da pozze stagnanti, ma anche la trasformazione prodotta dalla realizzazione di nuovi interventi idrici e la gioia delle comunità che ne beneficiano.
Nato a Lucca nel 1987, Lotumolo ha fatto della fotografia uno strumento di ricerca umana e spirituale. Nel corso degli anni ha trascorso lunghi periodi in Africa, Asia e Sud America, prendendo parte a rituali religiosi e spirituali e, soprattutto, condividendo la vita quotidiana delle popolazioni incontrate nei suoi viaggi. Il suo obiettivo cerca l’essere umano nella sua dimensione più autentica, attraverso una fotografia costruita sull’immersione e sulla relazione prima ancora che sullo scatto.
LA MOSTRA SOSTIENE UNA RACCOLTA FONDI – Il suo lavoro di reportage ha ottenuto riconoscimenti internazionali, mentre dall’esperienza maturata sul campo è nata anche Radici Global, associazione di promozione sociale di cui Lotumolo è presidente. “Sorella Acqua” è legata a una raccolta fondi destinata a sostenere i progetti dell’associazione e, in particolare, la costruzione di pozzi d’acqua nel nord della Tanzania. In quattro anni l’attività ha consentito la realizzazione di due pozzi alimentati da energia solare, oltre ad altri interventi sviluppati a partire dall’ascolto dei bisogni delle comunità locali e, in particolare, dei Maasai.
Il percorso proposto al Buon Vivere allargherà inoltre lo sguardo dall’Africa all’India. Accanto a “Sorella Acqua”, Lotumolo racconterà infatti il Maha Kumbh Mela, il grande raduno spirituale che nel 2025 ha accolto, secondo i dati riportati nella presentazione della mostra, 650 milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo, riuniti in un rito purificatorio collettivo.
La presenza di Lotumolo al Festival proseguirà anche nell’appuntamento VAN – Voci, Ascolti e Narrazioni del Buon Vivere, con il fotografo protagonista di un incontro condotto dal giornalista Corrado Ravaioli all’Auditorium di San Giacomo.
Dopo l’inaugurazione, “Sorella Acqua” sarà visitabile per tutta la durata del Festival del Buon Vivere, dal 17 al 27 settembre, all’Oratorio di San Sebastiano, ogni giorno dalle 15 alle 22. È inoltre prevista l’apertura al mattino su prenotazione per le scuole, scrivendo a scuole@settimanadelbuonvivere.it.
Un’occasione, dunque, non limitata alla serata inaugurale: per undici giorni il pubblico del Festival potrà entrare nel racconto fotografico di Lotumolo e attraversare, attraverso i suoi scatti, luoghi e comunità lontane, osservando come attorno all’acqua possano intrecciarsi necessità, dignità, cambiamento e vita.


