Da Torino al Salento, passando per Roma, Bologna e la Toscana: otto progetti raccontano la nuova musica italiana.
Il 17 e 18 ottobre le semifinali al Teatro Borsoni di Brescia, il 15 novembre la finale al Der Mast. Una nuova formula in tre serate, con una giuria Next Gen, incontri e appuntamenti aperti alla città e quattro artisti che conquisteranno l'accesso alla finale. Oltre 500 le candidature arrivate da tutta Italia.
Brescia, 10 settembre 2026 – Otto progetti, otto identità musicali differenti e una geografia artistica che attraversa l'Italia da Torino al Salento, passando per Roma, Bologna e la Toscana. Sono Asja, CORE MATO, De.Stradis, ELSO, Fujiiro, Pallida Cavtat, RicordaCassandra, Tragic Carpet Ride, gli otto finalisti della 17ª edizione di Musica da Bere, il contest indipendente per musicisti emergenti organizzato da Il Graffio APS, che quest'anno ha raccolto oltre 500 candidature provenienti da tutta Italia.
Otto modi diversi di interpretare la musica contemporanea, tra cantautorato, rock, indie, elettronica, psichedelia, shoegaze e sperimentazione. Percorsi nei quali convivono formazione accademica e cultura underground, ricerca sonora e scrittura, esperienze maturate sui grandi palchi e progetti ancora giovanissimi. Un mosaico che restituisce quella pluralità della nuova scena italiana già emersa durante la prima fase di selezione. Dopo il lavoro di ascolto che aveva portato a individuare 82 progetti musicali tra gli oltre 500 candidati, la selezione arriva adesso al suo momento decisivo: gli otto finalisti si confronteranno dal vivo nelle due serate del 17 e 18 ottobre al Teatro Borsoni di Brescia. Quattro di loro conquisteranno l'accesso alla finale, in programma domenica 15 novembre al Der Mast.
ECCO CHI SONO GLI OTTO FINALISTI
ASJA – Dalla composizione alla sintesi analogica
Cantante, autrice e produttrice, Asja Cresci ha iniziato da bambina lo studio del canto e del pianoforte per poi trasferirsi a Roma, dove si è laureata in songwriting e composizione alla Saint Louis College of Music. Alla passione per la composizione e la scrittura orchestrale ha affiancato negli ultimi anni quella per la sintesi analogica e la produzione. Ha lavorato, anche come corista, al fianco di artisti quali Serena Brancale e Davide Shorty.
CORE MATO – Indie rock, dance e post-punk senza steccati
Un progetto che affonda le proprie influenze soprattutto nell'indie rock degli anni 2000 - 2010, contaminandolo con alternative dance e post-punk. CORE MATO costruisce la propria musica partendo da alcuni elementi volutamente essenziali – bassi, cassa dritta e voci pitchate – per lasciare poi spazio alla massima libertà compositiva. Il recente album this is not my first album but it is raccoglie canzoni inizialmente nate come singoli e diventate progressivamente un lavoro unitario. Dopo un'estate trascorsa in tour in Italia e alcune date internazionali, il progetto guarda già verso nuove canzoni e un secondo disco.
DE.Stradis – Dalla Puglia a Bologna, tra cantautorato ed elettronica
Cresciuto in Puglia «con il mare sempre addosso e la musica come casa», DE.Stradis individua nelle proprie origini le fondamenta umane del suo percorso e in Bologna la sua «mamma artistica»: la città nella quale ha costruito i primi progetti e affrontato i primi live. Tra i vincitori di Musicultura 2024, porta avanti una ricerca volutamente difficile da incasellare, nella quale convivono una dimensione intima e cantautorale e una più elettronica e sperimentale. La contaminazione non è soltanto una scelta stilistica, ma uno degli elementi che definiscono la sua identità artistica.
ELSO – Da Genova, elettronica e cantautorato nati da una ripartenza
Dietro il nome ELSO c'è un omaggio al nonno e una storia personale di cadute e ripartenze. Dopo lo scioglimento della band con cui aveva iniziato a costruire il proprio percorso musicale e un periodo particolarmente difficile, un trasferimento in Qatar per lavoro diventa il momento nel quale comincia a scrivere il primo disco del nuovo progetto. La sua musica si sposta verso l'elettronica mantenendo una vena cantautorale intensa e malinconica: synth, volumi alti e luci sono alcuni degli ingredienti con cui la descrive. Nel suo percorso ha condiviso il palco con Teatro degli Orrori, Ministri, Lo Stato Sociale e Zen Circus. Oggi è tornato a produrre nella sua Genova, dove ha realizzato Oltre.
FUJIIRO – Una nuova identità tra psych rock e suggestioni orientali
Il nome è nuovo, il sodalizio artistico ha radici più profonde. I Fujiiro nascono ufficialmente nel 2026 dall'esperienza precedente dei Malva, ma il cambio di nome segna soprattutto una netta trasformazione musicale: dall'alternative e dall'indie verso il rock psichedelico, con suggestioni orientali e mediorientali. Il loro primo album, ‘Tra mandrie e stormi hai un déjà vu’, è un lavoro interamente autoprodotto, successivamente affidato per il mix a Bruno Germano. King Gizzard and the Lizard Wizard, Queens of the Stone Age, CSI, Iosonouncane e Verdena sono alcuni dei riferimenti di una band che rivendica proprio l'impossibilità di essere rinchiusa dentro un'unica etichetta.
PALLIDA CAVTAT – Dal Salento, fragilità e muri di chitarre
Virginia Massi, Alberto Ruberti e Lorenzo Paiano sono le tre anime dei Pallida Cavtat, giovane band del Salento che trova nell'alt-indie e nel rock un riferimento, senza lasciarsene delimitare. Il loro primo disco alterna momenti melodici e dilatati a passaggi molto più rumorosi, fino ad accogliere influenze breakcore e drum'n'bass. Le chitarre distorte dialogano con parti più fragili, mentre nei testi ritornano distanza, assenza, desiderio di fuga, corpo e rapporto con gli altri. Anche il Salento entra nel loro lavoro, non come genere o citazione folklorica, ma come esperienza quotidiana, paesaggio e atmosfera.
RicordaCassandra – La Puglia incontra l'underground torinese
Nel nome d'arte c'è già una dichiarazione di appartenenza: Ricordacassandra lega il proprio progetto alla Puglia, ai luoghi e alle esperienze che ne hanno formato l'identità. Ma è l'incontro con Torino, dove vive da dodici anni, e con la sua scena underground e indipendente ad aver trasformato profondamente il suo linguaggio musicale. Gli studi in elettronica lo hanno avvicinato alla sintesi sonora e alla musica elettronica.
TRAGIC CARPET RIDE – Torino, psichedelia e ricerca sonora
Nato dall'evoluzione di un progetto solista di un membro del gruppo e diventato progressivamente una vera band, Tragic Carpet Ride riunisce quattro musicisti che lavorano professionalmente nel settore come produttori, fonici, insegnanti e turnisti. Il progetto fa base a Torino, città nella quale il gruppo ha trovato terreno fertile nella scena indipendente e nella cultura della musica dal vivo. Le radici affondano nella psichedelia e nell'alternative, con riferimenti che spaziano dai Beatles ai My Bloody Valentine, dai Deftones ai DIIV e ai Verdena. Dream-pop, shoegaze e sperimentazione si incontrano con l'uso della lingua italiana, alla ricerca di un suono capace di avere un respiro Internazionale.
TRE SERATE PER ARRIVARE AL VINCITORE
La fase conclusiva di Musica da Bere cambia formula e si sviluppa quest'anno attraverso ben tre appuntamenti. Il 17 e 18 ottobre al Teatro Borsoni di Brescia, le prime due serate, a ingresso gratuito, vedranno esibirsi quattro finalisti per sera. A valutarli sarà una Giuria Next Gen, composta da giovani appassionati provenienti dalle università e dalle scuole di musica del territorio, insieme al Direttivo di Musica da Bere e a una giuria di professionisti bresciani. Alla fine di ciascuna serata saranno selezionati due artisti, per un totale di quattro progetti ammessi alla finale. Al termine delle esibizioni in gara è prevista anche la partecipazione di un ospite speciale, protagonista di uno showcase musicale.
Il 15 novembre al Der Mast a Brescia è atteso il gran finale. Sarà infatti l'atmosfera più raccolta e diretta del club a ospitare l'ultimo atto della 17ª edizione di Musica da Bere. I quattro progetti selezionati torneranno sul palco davanti a una giuria formata da professionisti del settore – direttori artistici, giornalisti e operatori culturali – e dai referenti della Rete Live di Musica da Bere. La serata prevede inoltre la presenza di un ospite di rilievo nazionale e si concluderà con le premiazioni ufficiali e la proclamazione dei vincitori dell'edizione 2026. Durante la serata finale saranno inoltre annunciati i finalisti della categoria videoclip.
Con questa formula Musica da Bere amplia ancora di più la propria funzione: non soltanto selezionare nuovi talenti, ma creare occasioni di incontro tra artisti emergenti, professionisti, giovani e pubblico, riaffermando il valore della musica dal vivo come esperienza collettiva e di Brescia come luogo di produzione e diffusione della cultura contemporanea. Le tre serate sono realizzate anche grazie al sostegno della Provincia di Brescia e della Fondazione Comunità bresciana, con il patrocinio del Comune di Brescia.
Dal 2010 Musica da Bere rappresenta uno spazio indipendente e autorevole per la nuova musica italiana. Nel corso delle 17 edizioni ha coinvolto oltre 8.000 artisti provenienti da tutta Italia e ha contribuito alla scoperta di nomi come La Rappresentante di Lista, Angelina Mango, Iosonouncane, Ginevra ed Ettore Giuradei, solo per citarne alcuni.
Website: www.musicadabere.it
Media partner: Radio Bruno, Rockit e Le Rane


