Antonino Muscaglione per Fattitaliani
Il 16 settembre al Teatro Pavarotti-Freni il concerto “Il
cambiamento era incessante”, progetto della Fondazione Leone Magiera per il
Modena Belcanto Festival. Sul palco l’Orchestra Canova diretta da Enrico
Pagano. Un percorso attraverso
alcune delle più intense e complesse figure femminili del teatro musicale di
Georg Friedrich Händel. È questo il cuore di “Il cambiamento era incessante”, il
concerto operistico in programma mercoledì 16 settembre 2026 alle ore 20.30 al Teatro
Pavarotti-Freni di Modena, realizzato nell'ambito del Modena Belcanto Festival
come progetto della Fondazione
Leone Magiera, a cura di Kenny Alexander Laurence ed Eloisa Magiera.
Il programma propone arie,
duetti e pagine orchestrali tratte da alcune delle opere più celebri del
compositore tedesco, attraversando titoli come Rinaldo, Giulio
Cesare, Rodelinda
e Alcina. Un
viaggio nel teatro di Händel che mette al centro personaggi femminili di
straordinaria forza e complessità: donne innamorate, maghe e regine, capaci di
attraversare sentimenti contrastanti e di trasformarsi continuamente,
restituendo una delle caratteristiche più moderne e affascinanti della
scrittura teatrale händeliana.
A dare voce a questo universo
sono Carmela
Remigio e il controtenore Raffaele Pe, accompagnati dall'Orchestra Canova,
fondata e diretta da Enrico
Pagano. Il concerto alterna momenti di grande virtuosismo vocale
a pagine di intenso lirismo e a importanti interventi orchestrali, costruendo
un itinerario attraverso il periodo più fertile della produzione teatrale di
Händel.
Il programma si apre con
pagine tratte da Rinaldo,
con la Sinfonia e le celebri scene musicali di Venti, turbini e Furie terribili. Seguono brani da Giulio Cesare, tra cui
l'Ouverture, Che sento? Oh
Dio! … Se pietà di me non senti, la celebre Da tempeste il legno infranto
e il duetto Più amabile
beltà. Da Rodelinda
vengono proposte l'Ouverture, Morrai
sì, l’empia tua testa e il duetto Io t’abbraccio, mentre la parte conclusiva del
percorso è dedicata ad Alcina,
con l'Ouverture, le danze de Il
ballo – Gavotta, Sarabanda, Menuetto e Reprise – e Ombre pallide.
Il titolo del concerto, “Il cambiamento era
incessante”, riprende una frase dal romanzo Orlando, pubblicato da Virginia Woolf nel 1928:
«Change was incessant, and change perhaps would never cease». Nel romanzo, il
protagonista attraversa i secoli e vive una continua trasformazione della
propria identità. Un riferimento che diventa la chiave ideale per rileggere
anche il teatro di Händel, popolato da personaggi che cambiano, si
contraddicono, soffrono, desiderano e reinventano continuamente se stessi. Le
vicende e le passioni dei personaggi sono inoltre inserite in un progetto
scenico ideato dall'artista e illustratore Riccardo De Biasi, pensato per
accompagnare visivamente il percorso musicale.
Tra le protagoniste della
serata, Carmela
Remigio rappresenta una delle interpreti più affermate della
tradizione vocale italiana. Insignita del Premio Abbiati dell'Associazione
Nazionale Critici Musicali, si è perfezionata con Leone Magiera e nel 1992 ha vinto la Luciano Pavarotti International
Voice Competition di Philadelphia. A partire dal 1997 ha inoltre
condiviso il palco con Luciano Pavarotti in oltre settanta concerti
internazionali, esibendosi in alcune delle sale più prestigiose del mondo,
dalla Royal Albert Hall di Londra alla Carnegie Hall di New York. Accanto a lei
è protagonista Raffaele
Pe, controtenore considerato tra i più raffinati interpreti
contemporanei del repertorio händeliano. Vincitore del Premio Abbiati per il
miglior disco grazie alla registrazione di Giulio Cesare, Pe affronta nel corso della sua
carriera numerosi ruoli delle opere di Händel, esibendosi nei principali
teatri.
A guidare la parte strumentale
è Enrico Pagano,
fondatore nel 2014 dell'Orchestra da Camera Canova. Nato nel 1995, Pagano dà vita
a una formazione che in pochi anni si afferma nel panorama nazionale,
conquistando l'invito di importanti istituzioni musicali italiane. L'Orchestra
Canova collabora con artisti provenienti da diversi ambiti e pubblica sei
album, due dei quali per Sony Music. Negli ultimi anni le principali riviste
italiane di musica classica dedicano ampio spazio alla formazione e al suo
fondatore, indicato anche da Forbes tra i giovani capaci di influenzare il
futuro.
Con “Il cambiamento era
incessante”, il Teatro Pavarotti-Freni ospita dunque una serata
dedicata a uno dei grandi protagonisti del teatro musicale barocco, attraverso
un programma che intreccia musica, drammaturgia e immagine. Un'occasione per
riscoprire la modernità di Händel e la straordinaria capacità delle sue opere
di raccontare, attraverso la voce e la musica, la complessità e il continuo
mutamento dell'esperienza umana.



