Per Bruxelles, i prodotti dell’industria dell’arredamento sono quelli a maggior impatto ambientale dopo tessili e calzature
Ripensare
il ciclo di vita dei mobili, promuovere il riuso, favorire nuovi modelli di
consumo e rafforzare la competitività delle imprese europee: sono questi gli
obiettivi di CIRCOLINK (Circular Revolution through Collaborative LINKs in
Furniture Ecosystems), il progetto di ricerca e sperimentazione finanziato
con contributo di circa 5 milioni di euro nell’ambito del programma Horizon
Europe dell’Unione Europea, coordinato dall'Università LUMSA e presentato oggi
presso la sede dell’Ateneo. CIRCOLINK, secondo la classificazione di Horizon
Europe contribuisce al 100% al raggiungimento degli obiettivi di “Climate Action”, a conferma della forte rilevanza del
progetto rispetto alle politiche europee di mitigazione e adattamento ai
cambiamenti climatici.
CIRCOLINK riunisce
17 partner provenienti da 7 Paesi europei con l’obiettivo di accompagnare il settore
del mobile verso un’economia realmente circolare, attraverso attività di
ricerca, innovazione e sperimentazione sul campo. Questa transizione si
inserisce pienamente negli obiettivi dell’European Green Deal e della
Biodiversity Strategy europea, che mirano a ridurre la pressione sulle risorse
naturali attraverso il Piano d’azione per l’economia circolare (CEAP) e il
Regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (ESPR).
A
confermarne la rilevanza è anche il Joint Research Centre (JRC) della
Commissione europea, che individua il prodotto dell’industria dell’arredamento
come quelli con il maggiore impatto ambientale dopo quello il tessile e le
calzature (Fonte: JRC, 2024). Con
una produzione nel 2025 di 104 miliardi di euro e consumi pari a 110 miliardi
di euro (Fonte: CSIL, 2026), il
settore genera ogni anno circa 10,78 milioni di tonnellate di rifiuti, dei
quali tra l’80% e il 90% viene incenerito o conferito in discarica, mentre
circa il 10% viene riciclato (Fonte: Cordis, 2022). Questo
modello lineare determina un significativo spreco di risorse e contribuisce
alle emissioni globali di carbonio attraverso la deforestazione, l’impiego di
combustibili fossili e l’incenerimento dei prodotti a fine vita. Sebbene il
quadro normativo europeo stia evolvendo − con iniziative come il Right to
Repair (R2R), il regolamento EUDR, il REACH e il nuovo regolamento ESPR −
strumenti fondamentali quali l’Ecolabel europeo e i criteri per gli appalti
pubblici verdi e circolari restano ancora volontari in molti paesi europei,
limitando la diffusione di pratiche di ecodesign specifiche per il settore.
«Nonostante
le numerose iniziative già avviate, la diffusione su larga scala dei modelli di
business circolari nel settore del mobile continua a essere frenata da barriere
di natura normativa, economica e organizzativa. Alla carenza di incentivi
fiscali e di investimenti omogenei nelle infrastrutture per il riuso e il
riciclo si aggiungono la mancanza di materiali standardizzati, sistemi di
progettazione modulare e logistica inversa sufficientemente sviluppati,
elementi che rendono questi modelli meno competitivi rispetto alla cosiddetta
fast furniture». Ha evidenziato il responsabile scientifico CIRCOLINK la professoressa
Laura Michelini, ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università
LUMSA che ha aggiunto: «Permangono inoltre criticità legate alla limitata
diffusione della simbiosi industriale, agli elevati costi operativi, alla
scarsità di competenze specialistiche e alla limitata integrazione tra i
mercati dell’usato e le principali catene del valore. Anche il comportamento
dei consumatori rappresenta una sfida: la ridotta disponibilità di informazioni
sulla durabilità, riparabilità e riciclabilità dei prodotti continua, infatti,
a favorire modelli di consumo orientati all'acquisto di mobili a basso costo e
a breve durata».
Mentre
la professoressa Valentina Cucino, associato di Economia e Gestione delle
Imprese e referente CIRCOLINK per l’Università LUMSA, ha spiegato l’obiettivo
del progetto: «Accelerare la transizione del settore arredamento in ambito
europeo verso un modello di economia circolare, riducendo i rischi sistemici e
superando le principali barriere attraverso un approccio basato sui dati e
orientato all’intero ecosistema. Attraverso il coinvolgimento di piattaforme
digitali, attori dell’economia sociale e percorsi di capacity building e
trasferimento delle conoscenze, CIRCOLINK mira a favorire modelli di
transizione circolare inclusivi, scalabili e replicabili. Il progetto colma,
inoltre, una lacuna ancora presente nella ricerca, che finora si è concentrata
prevalentemente sugli aspetti tecnici della circolarità, dedicando minore
attenzione alle dinamiche sociali, ai comportamenti dei consumatori, al ruolo
delle politiche pubbliche e al coinvolgimento degli stakeholder».
Le
attività di CIRCOLINK saranno articolate in sette linee di lavoro integrate che
accompagneranno l’intero percorso di transizione verso un’economia circolare
nel settore del mobile. Il progetto partirà dall’analisi dell’ecosistema
europeo del settore e dei principali ostacoli alla diffusione dei modelli di
business circolari, per poi progettare, sviluppare e validare sette modelli di
business innovativi attraverso altrettanti progetti pilota (SHIFTERs) in
Italia, Austria, Danimarca, Polonia, Irlanda e Repubblica Ceca. Parallelamente
saranno promosse iniziative di coinvolgimento dei consumatori e di cambiamento
dei comportamenti, sviluppati strumenti per la valutazione degli impatti
ambientali, economici e sociali delle soluzioni sperimentate e realizzati
percorsi di formazione e riqualificazione professionale destinati a imprese e
lavoratori. Il progetto produrrà inoltre strumenti operativi, raccomandazioni
di policy e roadmap per favorire il trasferimento e la replicabilità delle
soluzioni sviluppate in altri territori europei, con particolare attenzione
all’innovazione sociale e al coinvolgimento delle imprese sociali e delle
categorie più vulnerabili.
L'elemento
distintivo di CIRCOLINK è il suo approccio sistemico e multidimensionale, che
coinvolge tutti gli attori del settore arredo − consumatori, imprese, filiere
produttive ed istituzioni − per sviluppare modelli di business circolari
innovativi, inclusivi e replicabili. Attraverso la mappatura, l’integrazione
delle scienze comportamentali, l’impiego di strumenti digitali e la valorizzazione
degli appalti pubblici come leva di cambiamento, il progetto promuoverà
soluzioni capaci di generare benefici ambientali, economici e sociali,
accompagnando imprese e organizzazioni nei processi di transizione verso
l’economia circolare.
I
partner:
Università
LUMSA (Coordinatore), Scuola Superiore Sant’Anna, Università di Maastricht, Università
di Economia di Cracovia, Università di Aalborg, Università di Scienze applicate
BFI di Vienna, Regusto, Comune di Aalborg, SHOPCENTER furniture design &
production, The Rediscovery Centre, Braida, Impact Hub Vienna, Reuse federace
CZ, ACR+ Association of Cities and Regions for sustainable Resource management,
Irish Bioeconomy Foundation, RREUSE
Reuse and Recycling European Union Social Enterprises, ATA Rifiuti
provincia di Ancona.
I sette
progetti pilota (SHIFTER) di CIRCOLINK:
SHIFTER #1 –
Italia | REGUSTO
Una piattaforma digitale basata su Intelligenza
Artificiale e blockchain per favorire il riutilizzo dei mobili. Il sistema
ottimizzerà l'incontro tra domanda e offerta, migliorerà la logistica del riuso
e misurerà gli impatti ambientali e sociali delle operazioni.
SHIFTER #2 –
Austria | Impact Hub Vienna
Un modello innovativo di appalti
pubblici circolari, che consentirà alle amministrazioni di acquistare,
riutilizzare e gestire arredi in modo più sostenibile attraverso registri
digitali, criteri di riuso e sistemi di monitoraggio delle emissioni di CO₂.
SHIFTER #3 –
Danimarca | Comune di Aalborg
Un laboratorio urbano per
sperimentare nuovi modelli di economia circolare negli acquisti pubblici,
con hub logistici per il riuso degli arredi, strumenti digitali per la
tracciabilità e il coinvolgimento diretto dei dipendenti pubblici nella
transizione circolare.
SHIFTER #4 –
Polonia | Shopcenter
Realizzazione del primo hub
polacco per il ricondizionamento di mobili, integrato con una piattaforma
digitale che consentirà la vendita, il noleggio, la donazione e il monitoraggio
delle prestazioni ambientali degli arredi rigenerati.
SHIFTER #5 –
Repubblica Ceca | Reuse Federace
Sviluppo di Reuse Recognizer,
un sistema di Intelligenza Artificiale capace di riconoscere
automaticamente i mobili attraverso immagini, valutarne lo stato di
conservazione e supportarne il riutilizzo tramite un marketplace dedicato.
SHIFTER #6 –
Irlanda | Rediscovery Centre
Introduzione di un sistema di tracciabilità
tramite QR Code che seguirà ogni mobile lungo il suo ciclo di vita,
raccogliendo dati su riuso, riparazione, rigenerazione e benefici ambientali e
sociali, in preparazione al futuro Passaporto Digitale del Prodotto.
SHIFTER #7 –
Italia | Braida – Distretto della Sedia
Il Distretto della Sedia
diventerà un laboratorio di manifattura circolare grazie a una banca dati
digitale dei materiali, strumenti di manutenzione predittiva, smart
refitting e pratiche di simbiosi industriale per prolungare la vita dei
prodotti e ridurre gli sprechi.



