La scrittrice abruzzese Annarita Stella Petrino torna con “Non quando esso vive”



Dalla provincia di Teramo alla fantascienza italiana: la due volte vincitrice del Premio Vegetti pubblica una nuova raccolta di cinque racconti dedicati alle sfide etiche poste dalla tecnologia

Che cosa significa essere vivi? Fino a che punto la tecnologia può intervenire sull'esistenza umana senza cambiarne il significato? E cosa accade quando intelligenza artificiale, medicina e nuove tecnologie ci mettono di fronte a decisioni per le quali, forse, non siamo ancora pronti?

Sono alcune delle domande al centro di “Non quando esso vive”, il nuovo libro della scrittrice abruzzese Annarita Stella Petrino, pubblicato da Selfpro Editore.

Nata a Giulianova e residente a Montorio alVomano, Petrino è una voce ormai consolidata nel panorama della fantascienza italiana. Insegnante di scuola primaria presso l'I.C. Montorio-Crognaleto e scrittrice, ha legato gran parte della propria produzione narrativa alle trasformazioni scientifiche e tecnologiche e alle conseguenze che queste possono avere sull'identità e sulla società.

Un percorso che le è valso per due volte uno dei principali riconoscimenti italiani dedicati alla letteratura fantastica: il Premio Ernesto Vegetti per il Miglior Romanzo di Fantascienza, conquistato nel 2020 con “Quando Borg posò lo sguardo su Eve” e nuovamente nel 2023 con “Le città galleggianti”.

A questi riconoscimenti si è aggiunto, nel giugno 2026, il primo premio al concorso letterario Horafelix ottenuto con il racconto “Cronolinea”.

Ora l'autrice abruzzese torna ai lettori con una raccolta che porta ancora più decisamente la fantascienza sul terreno delle grandi domande del nostro tempo.

 

CINQUE STORIE PER INTERROGARE IL PRESENTE ATTRAVERSO IL FUTURO

“Non quando esso vive” raccoglie cinque racconti di fantascienza filosofica nei quali il futuro non è soltanto uno scenario narrativo, ma diventa uno specchio del presente.

Intelligenza artificiale, eutanasia, coscienza digitale, ricostruzioni olografiche, fecondazione artificiale ed eugenetica entrano nelle vite dei protagonisti, costringendoli a confrontarsi con un confine sempre più difficile da individuare: quello tra ciò che la tecnologia rende possibile e ciò che l'essere umano è disposto ad accettare.

In “Judy Bow”, il lettore viene coinvolto in un processo chiamato a stabilire dove termini il diritto alla vita e dove possa iniziare quello alla morte.

Nel racconto che dà il titolo alla raccolta, “Non quando esso vive”, un giovane in coma da anni torna a comunicare attraverso una ricostruzione olografica. Ma quella voce, quell'immagine e quella presenza possono essere considerate ancora una persona? La tecnologia trasforma così una possibilità apparentemente straordinaria in una domanda sull'identità, sulla sofferenza e sul significato stesso dell'esistenza.

Gli altri racconti conducono il lettore lungo strade differenti ma legate dallo stesso interrogativo. Una telecamera impiantata nell'occhio di una ragazza modifica il modo di osservare la realtà e la verità; il dolore per la perdita di una persona amata si confronta con la possibilità tecnologica di prolungarne artificialmente la presenza; un viaggio in automobile diventa invece la metafora di una società che, affidando porzioni sempre più grandi della propria esistenza alla tecnologia, rischia di perdere qualcosa di sé.

La tecnologia, però, non è la vera protagonista del libro. Al centro rimane l'essere umano, con la sua libertà e la responsabilità delle proprie scelte.

La fantascienza diventa così uno strumento per anticipare domande che stanno già entrando nella nostra quotidianità: non soltanto quali tecnologie saremo capaci di creare, ma soprattutto che cosa diventeremo noi quando quelle tecnologie faranno definitivamente parte delle nostre vite.

 

UNA SCRITTRICE ABRUZZESE NELLA FANTASCIENZA ITALIANA

Annarita Stella Petrino nasce a Giulianova, in provincia di Teramo. Laureata in Lingue e Letterature Straniere all'Università “G. D'Annunzio” di Pescara, è insegnante di scuola primaria.

Il suo incontro con la fantascienza avviene molto presto. A tredici anni la lettura di “Destinazione cervello” di Isaac Asimov segna l'inizio di una passione destinata ad accompagnarla prima come lettrice e successivamente come scrittrice.

Esordisce nel 2004 con il romanzo “Ragnatela dimensionale”, pubblicato da Delos Books. Seguono le raccolte “You God” e “Racconti nascosti nei sogni”, il romanzo “Immateria – Al di là della Matrice” e numerosi racconti pubblicati su riviste, webzine e antologie.

Nel 2020 “Quando Borg posò lo sguardo su Eve”, pubblicato da Tabula Fati, vince il Premio Ernesto Vegetti nella categoria Miglior Romanzo di Fantascienza.

Tre anni dopo arriva un risultato particolarmente significativo: anche “Le città galleggianti”, edito da Tabula Fati, conquista il Premio Ernesto Vegetti 2023 come Miglior Romanzo di Fantascienza.

Nel giugno 2026 un altro riconoscimento premia la sua produzione più recente: “Cronolinea” conquista il primo premio al concorso letterario Horafelix.

Dagli esordi fino a “Non quando esso vive”, il filo conduttore della narrativa di Petrino rimane il confronto fra essere umano e progresso: intelligenza artificiale, identità, coscienza, libertà individuale e implicazioni etiche delle innovazioni scientifiche diventano materia narrativa attraverso la quale osservare un futuro che appare sempre meno lontano.

Con il nuovo libro, questa ricerca torna alle origini del racconto fantascientifico: immaginare ciò che ancora non esiste per comprendere meglio ciò che sta già accadendo.

 

IL LIBRO

Titolo: Non quando esso vive

Autrice: Annarita Stella Petrino

Editore: SelfPro Editore

Genere: Fantascienza – Fantascienza filosofica – Speculative fiction

Formato: raccolta di cinque racconti

Prezzo di copertina: €18,00

Non quando esso vive è disponibile online e attraverso i canali di vendita indicati dall'editore.

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