Negli anni Federica Giorgia Giovanna Macciotta ha osservato persone cambiare volto davanti al potere, all’interesse, al bisogno di apparire. Ha visto rapporti umani trasformarsi in strategie, sentimenti diventare strumenti di controllo, legami consumarsi nella superficialità e nell’egoismo. Donne capaci di manipolare uomini per convenienza, uomini capaci di manipolare donne per nutrire il proprio ego. Tutti, in modi diversi, alla ricerca di approvazione, dominio, sicurezza, dimenticando spesso il valore più importante: la verità.
Da queste riflessioni è nato il suo libro “Rompere il silenzio. Storia di Potere” (Editore Youcanprint), un romanzo distopico e profondamente emotivo ambientato in un futuro dominato da sistemi di controllo, manipolazione e dipendenza tecnologica.
Più che una distopia tecnologica, il tuo sembra un romanzo sull'essere umano. È questa la sua vera anima?
La distopia resta la base della struttura del romanzo perché l’ordine sociale è orchestrato dalle lenti neurali, ovviamente però chi ha permesso tutto ciò è proprio l’essere umano che capitolo dopo capitolo viene analizzato attraverso le caratteristiche dei suoi personaggi, caratteristiche che ovviamente costituiscono l’anima della storia. Non siamo noi stessi, le società, le culture a dare significato alle nostre epoche?
Ci sono autori, filosofi o artisti che hanno influenzato maggiormente il tuo immaginario?
George Orwell mi ha ispirata per il modo in cui racconta un potere capace di insinuarsi in un pensiero; poi c’è Matrix che mi ha lasciato con una domanda: come possiamo sentirci liberi se non sappiamo “da che lato” stiamo vivendo? Ed in Blade Runner la fragilità di esseri che cercano un senso alla propria esistenza mentre qualcuno pretende di stabilire quanto valga la loro vita.
Hai dichiarato che il libro nasce anche dalla rabbia e dalla delusione. Quanto è stato difficile trasformare emozioni personali in letteratura?
Assolutamente non difficile, secondo me una volta che si ha chiaro quale sia il proprio nemico e si sa come volerlo affrontare è sufficiente avviare il processo di sfogo (in questo caso creativo) e lasciare che il lavoro termini a soddisfazione raggiunta.
C’è chi ti ha accusata di essere pessimista verso il futuro e l’umanità dopo la lettura?
In realtà niente affatto, anzi. Non è pessimismo analizzare un tema attraverso una storia, soprattutto con un finale come questo. La tecnologia ed il progresso saranno per sempre per l’essere umano una benedizione. Cosa avrebbero dovuto fare i nostri nonni? Demonizzare forse la televisione, la comunicazione, l’evoluzione delle macchine? Avessimo affidato ai pessimisti lo sviluppo mondiale saremmo ancora tutti a zappare le terre a mano.
Cosa pensi delle relazioni liquide che spesso finiscono tramite un messaggio quando va bene o, addirittura, con fenomeni di ghosting? Di chi è la colpa?
La colpa è della maleducazione e dell’egoismo. Una persona maleducata forse se venisse educata all’amore e al rispetto potrebbe farcela a non creare danni nel prossimo, ma l’egoista no. L’ego è il cancro morale dell’essere umano, un po’ di ego può essere benigno ma in grandi quantità degenera e distrugge tutto ciò che incontra.
Se dovessi riassumere il messaggio di “Rompere il silenzio. Storia di Potere” in una sola frase, quale sarebbe?
Rompere il silenzio è scegliere di non tradire la nostra integrità anche quando il potere ha il volto di qualcuno che amiamo.



