Davide Dionisi – Città del Vaticano, Vatican News dell'8 agosto 2026
Fu una delle sciagure minerarie più gravi mai avvenute nel mondo. Era il 1956 e Marcinelle, situata nel bacino carbonifero di Charleroi, in Belgio, era considerata una delle mete lavorative di maggior richiamo, con le possibilità offerte dalla miniera di carbone, soprattutto per gli italiani del sud d’Italia. Siciliani, calabresi, pugliesi, nonostante la fatica durissima di quel lavoro svolto a centinaia e centinaia di metri di profondità, potevano guadagnare onestamente di che vivere, superando la crisi provocata dalla mancanza di impiego nella loro terra.
La dinamica della tragedia
Solo dopo la tragedia si è cominciato a parlare delle terribili condizioni di lavoro dei minatori, pagati a cottimo, costretti a muoversi in strettissimi varchi, fino a 25 cm, per spalare più carbone possibile. La disgrazia si produsse nel pozzo chiamato “Bosco del Cazier” (Bois du Cazier), a novecento metri di profondità. Secondo quello che in seguito fu possibile ricostruire dalle dichiarazioni dei pochissimi superstiti, la tragedia ebbe inizio dall’urto di un carrello contro i fili elettrici di un montacarichi. Ne scaturirono alcune scintille che appiccarono il fuoco ad un vagoncino carico di carbone. In pochi attimi le fiamme si estesero anche alle pareti della miniera e fu l’inferno. In quel momento sottoterra vi stavano lavorando circa trecento operai, a perdere la vita furono 262 minatori di dodici diverse nazionalità, tra loro 136 italiani. Per tre giorni, dal cappello della miniera continuarono ad uscire lingue di fuoco e nubi di fumo denso. Ad assistere a tale disastro, i familiari degli operai, in tragico silenzio, impegnati a scrutare il volto di chi, sopravvissuto al disastro, risaliva in superficie, nella speranza di riconoscere un padre, un marito, un fratello.
La Giornata europea dedicata
La tragedia di Marcinelle è la più grande dell’emigrazione italiana all’estero, parlando in termini di vittime. La data dell’8 agosto, giorno del disastro, è stata scelta, su impulso del governo italiano, dalla Commissione europea per onorare la memoria di tutte le persone che hanno perso la vita o sono rimaste vittime di infortuni sul lavoro e per questo ufficialmente è stata istituita la Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro e per la tutela della dignità dei lavoratori. Lo scopo è quello di promuovere standard di sicurezza più elevati all’interno dell’Unione europea per avvicinarsi all’obiettivo di azzerare gli incidenti mortali sul lavoro e di riaffermare che la sicurezza e la protezione dei lavoratori costituiscono principi fondamentali e non negoziabili per tutti gli Stati membri.
Monsignor Felicolo: il richiamo di Marcinelle
“Marcinelle ci ricorda, con un’attualità che deve sollecitare tutti, tre capisaldi della convivenza umana, che sono da tempo consolidati anche nella voce del Magistero della Chiesa: il diritto a un lavoro sicuro e a un alloggio decoroso; la dignità di tutti i migranti e il primato della persona sul profitto”, commenta il Direttore generale della Fondazione Migrantes, monsignor Pierpaolo Felicolo, sottolineando che “dopo la doverosa e ancora commossa memoria, la tragedia di Bois du Cazier ci richiama a un impegno per il presente e per il futuro che non possiamo lasciare solo alle parole dei discorsi di rito. Servono scelte, da quelle piccole della quotidianità di ciascuno a quelle grandi dei leader politici e dei governi, che tramutino l’impegno in cambiamenti. Una risposta indispensabile all’economia dello scarto, alla globalizzazione dell’indifferenza e a quella dell’impotenza, per usare le immagini incisive di Francesco e papa Leone XIV”.
Il 30 novembre del 1988, Giovanni Paolo II rivolse un particolare saluto, durante l’udienza generale nell’ Aula Paolo VI, a 56 fedeli di Marcinelle. Vestiti da minatori con i classici caschi muniti di torce elettriche fecero benedire al Papa un quadro di San Camillo de Lellis, loro protettore, e una lampada, ricordo che venne poi portato in miniera.
Il ricordo di Mattarella
La memoria di Marcinelle è stata evocata oggi anche dal presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella: «Nel ricordo dei tragici fatti di Marcinelle — si legge nel messaggio del capo dello Stato — l’Italia si unisce nel fare memoria dei lavoratori nostri concittadini che, assieme ai loro colleghi di altre undici diverse nazionalità, persero la vita nelle viscere del Bois du Cazier». «In questa giornata, dedicata dalla Repubblica al sacrificio del lavoro italiano nel mondo — aggiunge — onoriamo gli emigrati che, con il loro lavoro, hanno contribuito al progresso del Paese e alla crescita delle comunità nelle quali sono stati accolti e hanno operato».



