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| Immagine creata con IA |
di Giovanni Zambito - C’è uno spot di un noto discount che gira in tv.
Scena 1: un’anziana riempie il carrello di bibite e sorride.
Scena 2: un bimbo sceglie felice i biscotti.
Scena 3: una donna prende “la sua merenda preferita”.
Scena finale: una cliente mostra orgogliosa un lunghissimo scontrino. Il cassiere la guarda, compiaciuto. Tutti felici. Tutti che risparmiano.
Il messaggio è chiarissimo: “Qui conviene. Qui puoi permetterti tutto. Qui sei normale”. Peccato che basti uscire dallo spot per ritrovarsi in un’altra realtà.
Il conto alla cassa
Nella vita vera il carrello si svuota prima di arrivare alle casse. Si fanno i conti a mente. Si rimettono a posto le cose.
Un litro d’olio, un chilo di carne, frutta e verdura per una settimana: 80 euro. E dentro c’è l’essenziale.
Molti escono col sacchetto leggero e la testa pesante.
Le scelte che nessuno racconta
Nello spot non si vedono le persone che centellinano.
Quella che lascia la confezione di prosciutto perché "la prossima volta".
Quella che compra l’olio di sansa perché l’extravergine costa troppo.
Quella che sceglie la carne "sottocosto" e si chiede da dove venga, ma la prende lo stesso.
Quella che paga in contanti, con le monetine, e trattiene il fiato finché la cassiera non dice "tutto ok". Non c’è nessuna gioia. C’è dignità, tanta. Ma non c’è gioia.
Il discount non è il problema. È lo specchio.
Sarebbe facile prendersela con i discount. Invece hanno fatto una cosa: hanno tenuto aperto.
Hanno abbassato i prezzi quando gli altri alzavano. Hanno dato a milioni di famiglie la possibilità di mangiare. Il problema è un altro: stipendi fermi da 20 anni e prezzi che corrono.
Il problema è che "risparmiare" è diventata una competenza, non una scelta.
Il problema è che fare la spesa, che una volta era un gesto quotidiano e anche piacevole, oggi è diventato un atto di resistenza.
La vera offerta
Quello spot funziona perché ci vende nostalgia. Ci ricorda quando si andava a fare la spesa senza paura.
Quando il carrello pieno non era un motivo d’orgoglio da mostrare al cassiere, ma la normalità. La vera offerta di cui abbiamo bisogno non è il 3x2 sui biscotti.
È poter comprare da mangiare senza ansia.
È non dover scegliere tra la qualità e la quantità.
È non dover spiegare a un bambino perché "quel biscotto no, questa volta".
Finché la spesa farà sospirare, nessuna pubblicità potrà farci sorridere davvero.


