La nuova raccolta riunisce alcuni dei momenti più significativi del percorso del cantautore milanese. Ma dietro il titolo c'è qualcosa che va oltre la musica: una dichiarazione d'identità e, soprattutto, la voglia di non considerare mai concluso il viaggio.
Ci sono dischi che servono a presentare qualcosa di nuovo e altri che arrivano quando un artista sente il bisogno di voltarsi per qualche istante e osservare la strada percorsa. “Controcorrente”, la nuova raccolta di Gianluca Gemini, appartiene alla seconda categoria. Con una precisazione importante: qui non c'è aria di congedo e nemmeno quella nostalgia celebrativa che spesso accompagna le antologie.
Semmai c'è la necessità di mettere ordine nei ricordi prima di ripartire.
Gemini ha costruito negli anni una carriera particolare, muovendosi tra Italia e Spagna, melodia e contaminazioni latine, pop, elettronica e una scrittura nella quale il vissuto personale ha quasi sempre avuto un peso determinante.
Anche per questo il titolo scelto per la raccolta sembra raccontare l'uomo almeno quanto il musicista.
«“Controcorrente” non è soltanto il titolo di una raccolta: rappresenta molto del mio carattere e del mio modo di vivere la musica. Ho sempre cercato di seguire quello che sentivo veramente, anche quando significava prendere una strada diversa rispetto a quella più semplice o più conveniente».
Una dichiarazione che aiuta a comprendere meglio un percorso mai completamente allineato alle mode del momento.
Gemini arriva da una formazione musicale che gli ha consentito di frequentare linguaggi differenti. Nel suo bagaglio convivono gli studi, la tradizione melodica italiana, il pop-rock e quella passione per l'elettronica che continua ancora oggi a incuriosirlo. Nel tempo è arrivato poi l'incontro con la cultura musicale spagnola e latinoamericana, diventata molto più di una semplice opportunità commerciale.
«La musica italiana fa parte delle mie radici, ma il mondo latino mi ha regalato colori, ritmi e un modo diverso di vivere le emozioni», racconta. «Oggi, quando scrivo, non penso più a dove finisca la parte italiana e dove cominci quella latina. Fanno entrambe parte di me».
È forse proprio questa impossibilità di rinchiuderlo in una sola casella a spiegare meglio Controcorrente.
Nella raccolta le canzoni diventano fotografie di periodi differenti. Ci sono incontri, separazioni, entusiasmi, errori e ripartenze. Gemini non individua un solo brano capace di rappresentarlo completamente oggi, perché considera ciascuna canzone parte della stessa biografia.
«Quando riascolto questi brani ritrovo persone, situazioni, emozioni e anche diversi Gianluca che si sono succeduti nel tempo».
Una frase semplice, ma probabilmente la chiave migliore per entrare nel progetto.
Del resto gli ultimi anni hanno mostrato con particolare evidenza quanto vita privata e scrittura siano comunicanti nel suo lavoro. Brani come “Resta Qui” hanno trasformato esperienze difficili in musica, mentre “Non dico che non sbaglio mai” ha affrontato senza troppi alibi il territorio degli errori, dell'orgoglio e dei rapporti che possono cambiare proprio perché non siamo stati capaci di fermarci in tempo.
Poi c'è il presente. Un mercato nel quale una canzone può nascere, diventare virale e scomparire nell'arco di poche settimane. Gemini conosce perfettamente queste dinamiche, ma non sembra disposto a lasciare che siano i numeri a decidere completamente la direzione artistica.
«Gli algoritmi, gli streaming e i social oggi fanno parte del nostro lavoro e sarebbe assurdo ignorarli, ma non possono essere loro a decidere quello che devo provare o raccontare. Se una mia canzone riesce a rimanere nel cuore anche di una sola persona molto tempo dopo la sua uscita, per me ha già sconfitto la logica dell'usa e getta».
In tempi di classifiche aggiornate in tempo reale è una posizione che può apparire quasi anacronistica. O, appunto, controcorrente.
Ma sarebbe sbagliato leggere questa raccolta come un'operazione rivolta esclusivamente al passato.
Gemini ha ancora voglia di studio, palcoscenico e sperimentazione. Guarda con interesse crescente all'elettronica e alla dance, senza voler abbandonare la componente melodica che costituisce una parte essenziale della sua identità. E resta aperto quel ponte con la Spagna e il mondo latino costruito negli anni attraverso canzoni, pubblico e attività live.
Il futuro, quindi, non sembra avere ancora una forma definitiva. E forse è proprio questo ad attirarlo.
«Non voglio vivere di quello che ho già fatto. Voglio utilizzare tutto ciò che ho vissuto per costruire quello che ancora non ho fatto».
Alla fine è questa la frase che meglio restituisce il senso di Controcorrente.
Una raccolta di successi può facilmente trasformarsi in un album dei ricordi. Gianluca Gemini prova a utilizzarla in maniera opposta:come uno specchietto retrovisore. Abbastanza grande da vedere la strada lasciata alle spalle, ma non tanto da perdere di vista quella che ha ancora davanti.
Perché andare controcorrente non significa necessariamente andare nella direzione opposta agli altri.
A volte significa semplicemente continuare a scegliere la propria.


