Agosto rovente con Temporali Tropicali e Grandine Grossa. Il Fresco

 


Le proiezioni mensili del centro meteo europeo disegnano un'Italia molto più calda della norma, con Pianura Padana e Balcani nel mirino, mentre dopo Ferragosto crescono i segnali di temporali intensi e grandinate.

Anomalie termiche diffuse: cosa mostra la proiezione stagionale

Il primo elemento che analizziamo su MeteoGiornale.IT è una previsione di natura stagionale, l'aggiornamento mensile elaborato dal Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF) e rielaborato dal sistema EFFIS sulla base della corsa inizializzata il 1° agosto 2026. Non mostra il tempo che farà giorno per giorno, bensì le anomalie della temperatura, cioè lo scarto rispetto ai valori medi del periodo.

Ciò che si nota immediatamente è un caldo diffuso e insistente, che diventa addirittura marcatissimo sui Balcani. Significa temperature ampiamente superiori alla media, con scarti che nelle aree più accentuate si avvicinano ai 3-4°C. Non stiamo parlando di un dettaglio trascurabile: su base mensile, uno scostamento di questa entità corrisponde a settimane intere di caldo anomalo, esattamente come sta accadendo in questa fase con il dominio dell'anticiclone africano sul Mediterraneo.

Pianura Padana e Balcani, i due epicentri del caldo

Guardando l'Europa centro-meridionale, il segnale caldo si concentra soprattutto sulle zone interne e su tutta la Pianura Padana, dove alcune aree evidenziano picchi molto marcati: non ai livelli delle pianure balcaniche, che restano la fornace continentale, ma comunque particolarmente rilevanti. È la conferma di quanto già osservato nelle ultime settimane fra Milano, Torino e Bologna, dove l'aria stagnante e l'umidità elevata amplificano ulteriormente la percezione del caldo.

Anomalie robuste emergono anche in Francia, con Parigi inserita in un contesto termico decisamente superiore alla norma, mentre risultano meno accentuate nella Penisola Iberica. In Italia il segnale è comunque intenso praticamente ovunque: al sud gli scarti appaiono leggermente inferiori in valore assoluto, ma restano significativi rispetto a una climatologia già di per sé rovente, come sanno bene a Roma e a Palermo.

La Scandinavia, unica isola felice del continente

C'è una curiosità che salta all'occhio: il Nord Europa vede invece temperature sotto la media, con un'anomalia negativa che abbraccia Scandinavia, Mar Baltico e parte della Finlandia. Ben vengano per loro. Se potessi trasferirmi per tutto il mese di agosto in Scandinavia ci andrei immediatamente: a Stoccolma si respira. Quanti di voi lo farebbero?

Alcune aree scandinave mostrerebbero scostamenti negativi anche abbastanza importanti, nell'ordine di 2-3°C sotto la norma, mentre il resto del continente si scalda. È il classico schema a onde della circolazione atmosferica: dove scende aria fresca dalle latitudini polari, altrove si gonfia il promontorio subtropicale. E in questa estate il promontorio ha scelto stabilmente il Mediterraneo, come spiegato bene nell'approfondimento sul perché i modelli matematici faticano a individuare la fine delle ondate di calore.

Artico e Nord Africa ancora sopra la media

La stessa elaborazione segnala poi la zona dell'Artico, cioè il Polo Nord, con temperature sopra la media. Tanto per cambiare, verrebbe da dire. Il riscaldamento delle alte latitudini è ormai un tratto strutturale del Riscaldamento Globale e continua a incidere sul comportamento delle correnti a getto, rendendo le configurazioni più bloccate e persistenti.

Sopra la media anche tutto il Nord Africa, con il Sahara che resta il serbatoio da cui l'anticiclone attinge le masse d'aria più torride. Insomma, l'unica isola felice, con temperature sotto la media e di poco, resta la Scandinavia. Va però ribadito un concetto, e su MeteoGiornale.IT lo ripetiamo spesso: queste linee di tendenza hanno una notevole rilevanza, ma non descrivono il tempo atmosferico quotidiano. Da simili proiezioni non ricaverete la previsione dei temporali, eppure di temporali in Italia ce ne saranno davvero tantissimi.

Le piogge dei prossimi quindici giorni

Abbiamo aggiornato anche le proiezioni delle precipitazioni sui successivi quindici giorni, e il quadro merita attenzione. L'elaborazione delle piogge accumulate, inizializzata il 9 agosto e valida fino a mercoledì 19 agosto, propone quantitativi tutt'altro che trascurabili sulle regioni italiane, in particolare sul settore alpino e prealpino, con picchi che localmente superano i 40-50 millimetri e un massimo assoluto di 90,7 millimetri sull'area alpina occidentale. Segnale intenso anche sui Balcani settentrionali e sull'Arco Carpatico.

Attenzione però a leggere il dato nel modo corretto. Il quadro delle anomalie di precipitazione a quindici giorni, valido al 24 agosto, resta dominato dal segno negativo, quindi da un deficit rispetto alla climatologia: su gran parte dell'Europa centrale e dell'Italia pioverà comunque meno del normale. Sulle Alpi lo scarto negativo appare il più ampio in valore assoluto, semplicemente perché lì la norma di agosto è molto elevata; in termini relativi, però, quelle precipitazioni non sono affatto poche, soprattutto per i ghiacciai alpini, che di ogni singolo episodio nevoso in quota hanno un disperato bisogno. Segno positivo, con surplus anche marcati, solo lungo la costa norvegese e sulla Scandinavia settentrionale.

Il messaggio complessivo, dunque, è duplice e va valutato con cura. Da un lato avremo giornate con rovesci e temporali, anche organizzati, soprattutto dove il rilievo aiuta l'innesco della convezione; dall'altro il bilancio idrico di fine mese rischia di chiudersi ancora una volta in rosso, perché pochi episodi concentrati in poche ore non compensano settimane di assenza totale di piogge. È la differenza fra pioggia utile, quella che penetra nel terreno, e pioggia che scorre via in superficie provocando allagamenti lampo. Un tema che riguarda l'agricoltura padana quanto i bacini alpini e appenninici.

Caldo e temporali insieme: la firma di un clima tropicale

Vedremo cosa succederà davvero, anche perché parliamo di proiezioni a lunghissimo termine e, tra le altre cose, una decina di giorni del mese sono già trascorsi. Nel frattempo abbiamo davanti una nuova ondata di calore, mentre le proiezioni relative al dopo Ferragosto cominciano a ridimensionare il raffrescamento ipotizzato nei giorni scorsi: si intravede un calo termico meno vigoroso, ma si vedono molte precipitazioni e moltissimi temporali, in linea con l'ipotesi avanzata dal modello europeo.

E questo abbinamento, temperature elevate e temporali frequenti, francamente non mi piace. Perché? Perché può voler dire fenomeni di forte intensità, temporali molto importanti, grandinate. Si tratterebbe di una situazione di notevole anomalia: si andrebbe praticamente a instaurare un clima tropicale, dal momento che l'associazione fra temperature elevate, umidità altissima e precipitazioni temporalesche frequenti e intense richiama molto più i tropici che il Mediterraneo. Il meccanismo è quello descritto nell'analisi sui temporali di calore che esplodono sotto l'anticiclone africano: energia accumulata per giorni sotto un coperchio anticiclonico, che quando si rompe si libera tutta insieme.

Non si tratterebbe, sia chiaro, di una rottura della stagione estiva. Anzi. Questa è la tendenza che sembrerebbe palesarsi attraverso i principali modelli matematici, in questo caso il centro meteo europeo ma anche quello americano, e sostanzialmente non andiamo mica tanto bene. Il confronto fra i vari supercalcolatori, del resto, era già stato affrontato su MeteoGiornale.IT quando si discuteva della possibile fine del caldo africano, e le conclusioni non sono cambiate granché.

Perché parliamo di tendenze e non di previsioni puntuali

Questo è quello che penso osservando questi dati, ma restano pur sempre elaborazioni di previsione, e come tali possono sbagliare. Non significa un errore da parte dell'essere umano, bensì della macchina, delle elaborazioni costruite attraverso milioni e milioni di calcoli che prospettano delle linee di tendenza. Sono soltanto ed esclusivamente tali: linee di tendenza, da non prendere come previsioni puntuali.

Il valore di simili proiezioni sta nel segnale di fondo, non nel dettaglio. Ci dicono che il mese resterà molto più caldo della norma, che il Nord Europa vivrà una situazione opposta alla nostra e che l'instabilità, quando arriverà, rischia di farlo in modo violento. Per la scansione giorno per giorno servono altri strumenti, ed è per questo che su MeteoGiornale.IT continueremo ad aggiornare le tendenze a breve termine, come nell'analisi sui primi temporali e sul calo termico che non ha comunque fermato il caldo africano.

fonte Meteo Giornale.it.

Fattitaliani

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