La cerimonia di consegna del Premio Nobel si tiene ogni anno il 10 dicembre, giorno dell'anniversario della morte del fondatore Alfred Nobel. I vincitori vengono invece annunciati durante la prima settimana di ottobre.
Tuttavia, da quando nel
1962 Watson e Crick vinsero il premio Nobel per aver scoperto la struttura del
DNA, il nostro codice genetico, che ci definisce in maniera unica in tutti i
particolari, responsabile della trasmissione dei caratteri ereditati dai nostri
genitori, la Medicina ha fatto molti passi in avanti. Il “Progetto genoma
umano” iniziato nel 1990 e conclusosi nel 2003 ha identificato e mappato i
circa 25.000 geni contenuti nel DNA.
Ma molti più passi in
avanti ne sta facendo l’Epigenetica.
“Una delle scoperte più
strabilianti è stata quella che ha dimostrato che il nostro destino non dipende
esclusivamente da ciò che abbiamo ereditato dai nostri genitori riportato nel
DNA, il nostro codice genetico, ma che siamo in larga misura co-creatori della
nostra salute. Infatti, la genetica è fortemente influenzata dall’ Epigenetica.
L'Epigenetica è l’insieme dei fattori che influenzano e regolano i geni,
lasciando intatto il DNA” ci ha riferito il Prof. Pier Mario Biava (https://www.biava.me/),
ricercatore autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche e numerosi libri .
Il professore si
interessa di epigenetica e di riprogrammazione cellulare dalla fine degli
anni '80, avendo pubblicato il suo primo articolo scientifico
sull'argomento (https://www.oncolife.it/in-prima-linea/riprogrammare-le-cellule-malate-il-metodo-innovativo-equipe-biavavita365/
agosto 1988) su Cancer Letters. In un'epoca in cui la ricerca mondiale
puntava quasi esclusivamente sul DNA, il suo lavoro ha iniziato a studiare i
fattori di differenziazione cellulare ed embrionale.
Ricordiamo che
all’interno di una cellula, c’è il nucleo, i cromosomi, il DNA e i geni,
secondo la foto che si riporta.
Il DNA (sigla che sta
per “acido desossiribonucleico”) è composto da due filamenti a forma
di elica, uniti l’uno all’altro dalle cosiddette basi azotate, i cui nomi
sono adenina (A), citosina (C), guanina (G) e timina (T). Queste 4 basi
costituiscono l’alfabeto con cui è scritto il codice genetico del DNA e si
succedono le une alle altre a costituire un precisissimo codice a cui
corrispondono specifiche informazioni che regolano tutto ciò che accade dentro
la cellula.
Più in particolare, un
gene è la porzione di DNA che contiene specifiche sequenze di A-C-G-T che
forniscono le indicazioni per creare un preciso prodotto cellulare, come ad
esempio una proteina.
L'epigenetica ha già
influenzato in modo decisivo le scelte del Premio Nobel. Più che una previsione
per il futuro, si tratta di una realtà consolidata: l'Assemblea del Karolinska
Institutet ha premiato a più riprese scoperte fondamentali legate alla
regolazione epigenetica e al controllo dell'espressione genica.
L'impatto di questa
disciplina sulle decisioni del comitato dei Nobel si articola in scoperte già
premiate e in ambiti ad altissimo potenziale per i prossimi anni.
Le pietre miliari
dell'epigenetica già premiate con il Nobel sono costituite dai meccanismi che
modificano l'attività dei geni senza alterare la sequenza del DNA che hanno
riscritto la biologia moderna, ottenendo i massimi riconoscimenti.
Nel 2024 il premio è
stato assegnato a Victor Ambros e Gary Ruvkun per la scoperta
del microRNA e del suo ruolo nella regolazione genica.
In precedenza, nel
2012, Shinya Yamanaka e John Gurdon sono stati premiati per aver dimostrato
che le cellule possono essere riprogrammate per diventare pluripotenti.
Tornando al nostro
italiano Prof. Pier Mario Biava, c’è un legame tra i suoi studi e applicazioni
e quelli di Shinya Yamanaka, in termini di notevoli miglioramenti.
Mentre il medico
giapponese Shinya Yamanaka ha vinto il Premio Nobel nel 2012 per aver
dimostrato che è possibile far regredire una cellula adulta allo stadio di
staminale attraverso una manipolazione genetica artificiale, il ricercatore
italiano Pier Mario Biava propone un metodo di riprogrammazione fisiologico e
naturale, che non modifica il DNA ma lo regola.
Le differenze
fondamentali tra le due linee di ricerca evidenziano i vantaggi ottenuti dal
prof. Biava.
Il Prof. Pier Mario
Biava, affronta il problema da una prospettiva prettamente epigenetica. Secondo
Biava, il cancro e l'invecchiamento cellulare non dipendono necessariamente da
alterazioni fisse del DNA, ma dal modo errato in cui i geni vengono
"letti" e attivati.
Per correggere questo
errore, le ricerche di Biava (condotte anche in collaborazione con l'Università
di Bologna, sfruttano i Fattori di Differenziazione Staminale (SCDSF) estratti
dall'uovo del pesciolino Zebrafish durante specifiche fasi di sviluppo
embrionale. Queste sostanze contengono il "codice epigenetico"
originario della vita, senza alterare il DNA, mantengono attivi in modo
naturale gli stessi geni della longevità stimolati da
Yamanaka e rieducano le
cellule malate comprese quelle tumorali, si
parla di riprogrammazione cellulare e rigenerazione dei tessuti, bloccando la
loro replicazione indefinita e spingendole a differenziarsi correttamente o a
entrare in apoptosi (morte cellulare programmata). Si è dimostrato che i
fattori di differenziazione delle cellule staminali prelevati dall’uovo di
Zebrafish, che ha oltre il 90% di proteine in comune con quelle umane, sono in
grado di normalizzare il ciclo cellulare e riprogrammare le cellule in modo fisiologico
senza alterazioni genetiche.
Infine per quanto
riguarda le applicazioni, mentre gli studi derivati da Yamanaka cercano oggi di
selezionare parzialmente i fattori biologici per evitare l'insorgenza di
tumori, le scoperte del Prof. Biava trovano già riscontro in ambito integrativo
con la produzione di integratori naturali (https://www.novacell.com/)
utilizzati in Oncologia, somministrati insieme ai chemioterapici
tradizionali per potenziarne l'efficacia e ridurre gli effetti collaterali;
nell’ Anti-Aging con formulazioni mirate a rallentare il
decadimento cellulare e a favorire il ringiovanimento biologico e nella Neurodegenerazione
con ricerche focalizzate sulla stimolazione e rigenerazione delle cellule
del sistema nervoso colpite da demenze o lesioni.
Vito Piepoli


