Sanità e Intelligenza Artificiale, da Roma il messaggio di istituzioni e professionisti su opportunità e rischi

Fattitaliani
Fazzini, Fornelli, B. Bottari, Maselli, D. Bottari, Della Seta, Fontana


All’incontro promosso da Villa Pia International Hospital il dibattito con l’Assessore regionale Massimiliano Maselli e la Sen. Lavinia Mennuni. Al centro il ruolo dell’IA tra diagnosi, organizzazione, dati sanitari, welfare, sicurezza e responsabilità clinica

Da una terrazza romana, nel cuore di Monteverde, è stato rilanciato il confronto su uno dei temi più rilevanti per il futuro della sanità: l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei percorsi di diagnosi, cura, organizzazione dei servizi e presa in carico dei pazienti. L’occasione è stata l’incontro “IA in Sanità”, promosso da Villa Pia International Hospital, che ha riunito rappresentanti istituzionali, professionisti sanitari, esperti di innovazione, manager e operatori del settore.

 

ISTITUZIONI E PROFESSIONISTI A CONFRONTO - L’appuntamento, moderato dal giornalista scientifico Daniel Della Seta, ha messo al centro una domanda sempre più urgente: come introdurre l’intelligenza artificiale nei processi sanitari senza rinunciare a sicurezza, trasparenza, responsabilità clinica e centralità della persona? Al confronto hanno partecipato, tra gli altri, Massimiliano Maselli, Assessore all’Inclusione Sociale e Servizi alla Persona della Regione Lazio, Nils Fredrik Fazzini, CCO & Board Member di Aisma srl, Paolo Fornelli, Direttore Sistemi Informativi della Clinica Villa Pia, Daniela Bottari, Amministratore Unico di Villa Pia International Hospital, poi raggiunti dalla Sen. Lavinia Mennuni, membro della 5ª Commissione Bilancio.

 

IA, SANITÀ E WELFARE: IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI - Il ruolo delle istituzioni è stato richiamato anche in relazione alla necessità di accompagnare la transizione digitale con regole, investimenti e attenzione all’equità. L’IA, infatti, non è soltanto uno strumento tecnologico: può incidere sull’accesso ai servizi, sulla capacità di orientare meglio i percorsi assistenziali, sulla riduzione delle disuguaglianze e sulla possibilità di costruire interventi più rapidi, personalizzati e sostenibili. “L’intelligenza artificiale rappresenta una grande risorsa anche per le politiche sociali e sociosanitarie, ma deve restare uno strumento governato dall’uomo - sottolinea l’Assessore Massimiliano Maselli - Può rivelarsi uno strumento straordinario per aiutare a costruire il percorso più adeguato per arrivare a una soluzione. Nel piano sociale, infatti, abbiamo attribuito un ruolo importante all’innovazione e all’utilizzo intelligente dei dati, migliorando programmazione, servizi e presa in carico delle persone. Questo incontro rappresenta dunque un’occasione preziosa di confronto tra realtà pubbliche e private, professionisti, istituzioni e stakeholder su un tema sempre più centrale per il futuro della sanità e del welfare”.

 

POTENZIALITÀ E RISCHI DELL’IA IN SANITÀ - L’intelligenza artificiale è già oggi uno degli snodi principali della trasformazione sanitaria. Le sue applicazioni non riguardano soltanto i processi amministrativi, come prenotazioni, CRM, documentazione clinica e gestione dei flussi, ma coinvolgono sempre più anche gli ambiti clinici, diagnostici e terapeutici. Nella diagnostica per immagini, ad esempio, sistemi basati su algoritmi sono già integrati in molte apparecchiature e software medicali, con funzioni di supporto alla qualità delle immagini, individuazione di alterazioni sospette, segmentazione delle lesioni, prioritizzazione dei casi e analisi predittiva. Accanto alle opportunità, però, restano aperti nodi decisivi: protezione dei dati, responsabilità professionale, affidabilità degli strumenti, spiegabilità degli algoritmi, qualità delle decisioni e rapporto medico-paziente. Il messaggio emerso dall’incontro è stato chiaro: l’IA può rappresentare una risorsa importante, ma deve restare uno strumento di supporto, non una delega alla macchina.

Il vero obiettivo non è affidare la sanità agli algoritmi, ma liberare tempo medico – aggiunge Paolo Fornelli Se l’IA può aiutare a redigere lettere di dimissione, note di diario o referti, riducendo attività burocratiche e ripetitive, allora può restituire ai professionisti più tempo per la cura, la valutazione clinica e il rapporto con il paziente. A condizione che ogni soluzione sia supervisionabile, tracciabile e realmente utile nel lavoro quotidiano. È indispensabile che il medico possa comprendere il percorso dell’algoritmo, valutarne l’affidabilità, verificarne i limiti e, se necessario, discostarsene”.

 

LA SINERGIA TRA PUBBLICO E PRIVATO CON IL PAZIENTE AL CENTRO - L’incontro ha rappresentato anche l’occasione per ribadire il valore del dialogo tra pubblico e privato nella gestione dell’innovazione sanitaria. Villa Pia International Hospital, struttura ospedaliera romana attiva da 76 anni, ha ospitato il confronto nell’ambito di un percorso di crescita tecnologica e organizzativa che guarda alle nuove opportunità offerte dalla digitalizzazione e dall’intelligenza artificiale.

La nostra struttura negli ultimi anni ha intrapreso un percorso importante di innovazione tecnologica, strutturale e organizzativa, e con ingenti investimenti ambisce a ritagliarsi un ruolo preminente nella Sanità laziale – dichiara Daniela Bottari, Amministratore Unico di Villa Pia International Hospital – L’intelligenza artificiale rappresenta una nuova frontiera, non solo per rendere più efficienti i processi, ma anche per supportare in modo sempre più evoluto la diagnosi, la cura e la presa in carico del paziente. La Cartella Clinica Elettronica e la crescente disponibilità di dati sanitari ordinati e tracciabili possono costituire una base strategica per costruire percorsi diagnostico-terapeutici più integrati. Ma l’innovazione deve essere introdotta con responsabilità, attenzione alla persona e pieno rispetto del ruolo del medico. Per noi innovare significa capire quali strumenti possano davvero migliorare sicurezza, qualità e continuità dell’assistenza”.

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