Ruben Coco: la consapevole fragilità delle cose e l'arte di non aver fretta

Un cantautorato intimo, schietto e intriso di quotidianità emotiva: Ruben Coco torna in radio con "Twin Peaks", un brano che affronta il tema dell'impermanenza e la perdita dei piccoli rituali di coppia senza rabbia, ma con estrema consapevolezza.

Attivo da oltre dieci anni nel panorama musicale, l'artista abruzzese si racconta in questa intervista esclusiva per Fattitaliani, svelandoci il retroscena dei suoi brani, l'evoluzione del suo sound elettroacustico — nato dalla collaborazione con Etrusko e Phonez —, i suoi punti di riferimento musicali (da Dalla a Brunori, fino ai sogni nel cassetto firmati Cremonini e Truppi) e la visione dietro il suo prossimo lavoro discografico

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Dal 3 luglio entra in rotazione radiofonica "Twin Peaks", un brano intimo e diretto nato per guardare in faccia la tua vulnerabilità, senza rabbia ma con estrema consapevolezza. Ci racconti com'è nata questa canzone e cosa rappresenta per te rimettere in discussione i piccoli rituali quotidiani quando una storia finisce?

Questa canzone nasce da più esigenze. La prima, quella di scrivere una canzone non legata strettamente alla mia condizione di vita attuale e l’altra poter comunque raccontare una storia nella quale potersi rivedere. Le mancanze di quei rituali che si erano dati per assodati, ci fa capire l’impermanenza delle cose. E’ proprio sotto questa nuova luce che si può tornare a vivere una storia con più consapevole fragilità.

Nel testo metti in scena i ricordi di piccoli gesti domestici e abitudini condivise, come l'ordinare il cibo o il risveglio al mattino. A quale idea e a quali atmosfere visive si ispira il videoclip per raccontare questo scenario affettivo rimasto ormai senza spettatori?

Il video uscito per questa canzone è un video in studio. Una registrazione video puramente live della canzone che non mira a voler raccontare con immagini le parole della storia. Abbiamo deciso di voler lasciare l’interpretazione delle immagini alle sensazioni degli ascoltatori.

Il tuo linguaggio unisce il cantautorato contemporaneo a un'estetica elettroacustica nata dal lavoro con i tuoi produttori Etrusko e Phonez. Quali sono le tue principali influenze musicali, sia storiche sia attuali, che hanno guidato questa evoluzione sonora?

Nei miei ascolti c’è gran parte del cantautorato italiano quale: Dalla, De Gregori, De Andrè passando attraverso i nuovi cantautori quali Fabi e Brunori. I miei ascolti sono però molto variegati in quanto ascolto molta musica strumentale ed elettronica.

Sei un cantautore abruzzese attivo da oltre dieci anni, cresciuto con la musica italiana ascoltata in famiglia e un forte legame con il pianoforte. Come e quando è iniziata esattamente la tua passione per la musica e la scrittura?

La mia passione per la scrittura è nata intorno ai 24 anni, quando vari eventi della vita mi hanno insegnato l’imprevedibilità della vita e l’importanza del doversi raccontare. La perdita di alcune persone e lo scontro con altre mi hanno fatto capire la vita in tutte le sue assurdità ed il suo inevitabile procedere senza guardare in faccia nessuno, come è giusto che sia.

La tua musica parla di quotidianità emotiva in modo molto diretto e narrativo. Guardando al panorama indipendente o pop italiano attuale, con quale artista ti piacerebbe collaborare e perché ritieni che i vostri mondi si sposerebbero bene?

Mi piacerebbe molto lavorare con Cremonini perché in questo periodo mi ci vedo molto affine “e non solo io”. Penso che dalla connessione dei nostri mondi, possa nascere qualcosa di veramente bello.

Un altro artista che ha sempre stuzzicato la mia attenzione e per il quale provo un immenso rispetto è Giovanni Truppi che, pur essendo molto lontano da me mi ha inconsapevolmente insegnato molto. Anche un feat con lui sarebbe “complicato” ma molto stimolante.

"Twin Peaks" e il precedente singolo "Forse è meglio stare male" sono i primi tasselli di un percorso più ampio. Quali sono i tuoi progetti futuri da qui a dicembre, mese in cui è prevista l'uscita del tuo nuovo album?

Il mio nuovo album “se tutto va bene” è previsto per la prossima primavera. La ricerca di nuove liriche e nuovi modi di raccontare, nonché nuove sonorità, sta rallentando un po’ il mio processo di creazione. Io però non ho nessuno alle calcagna e soprattutto non metto mai fretta alle mie canzoni.


Fattitaliani

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