![]() |
| foto di Piero Tauro |
Si chiude con la proclamazione di IL CORPO DI MATTEOTTI come Migliore Spettacolo Roma Fringe Festival 2026 la XIV edizione del Roma Fringe Festival, che dal 13 al 24 luglio ha trasformato il Teatro Vascello in uno spazio di incontro, confronto e scoperta dedicato al teatro indipendente contemporaneo.
Dodici
giorni di programmazione, quindici spettacoli in concorso, nuove drammaturgie,
linguaggi differenti, compagnie provenienti da tutta Italia e un numero di
candidature raddoppiato rispetto alla passata edizione hanno confermato ancora
una volta la vitalità di una scena che continua a cercare nuove forme di
racconto e nuovi modi di abitare il presente.
Il
riconoscimento di Migliore Spettacolo conclude un percorso che, più che
premiare un vincitore, restituisce il valore di una comunità artistica in
continua trasformazione. Perché il Fringe, fin dalla sua nascita, non è il
luogo delle gerarchie, ma quello dell'incontro tra poetiche, della libertà
della ricerca, del rischio creativo e della possibilità di sperimentare
linguaggi ancora in divenire.
Il
premio principale, assegnato dalla giuria composta dalle direttrici e dai
direttori dei teatri del circuito Zona Indipendente, consentirà allo
spettacolo vincitore di intraprendere una tournée nella stagione 2026/2027
all'interno della rete nazionale dei teatri aderenti al circuito, trasformando
il riconoscimento in un'opportunità concreta di circuitazione e crescita.
I tre
finalisti che si sono contesi la vittoria finale sono stati:
-
Ex
Pose Me – (Brindisi)
con Ilenia Sibilio e Giulia
Alò
Ideazione, drammaturgia e regia David
Marzi
aiuto regia Teresa Cecere
musiche originali Alessandra
Orlando e Giulia Alò
coreografia Francesco Biasi
-
Masnada
Quest – Trova Margherita
– (Roma)
drammaturgia Leonardo Alberto
Lutrario
con Leonardo Alberto Lutrario
e Giacomo Toccacelli
-
Il
corpo di Matteotti
– (Roma)
regia Andrea Baldoffei
con Andrea Baldoffei e Matteo
Vairo
liberamente ispirato al libro omonimo
di Italo Arcuri
con il patrocinio della
fondazione Giacomo Matteotti ETS
Accanto
al premio principale sono stati assegnati anche tutti gli altri riconoscimenti
della XIV edizione.
I
PREMI DEL ROMA FRINGE FESTIVAL 2026
Premio Migliore Spettacolo
Il Corpo di Matteotti
regia Andrea Baldoffei
con Andrea Baldoffei e Matteo Vairo
Premio
Migliore Regia
Pigiama Party regia e
drammaturgia di Martina Badiluzzi
con Viviana Barboni, Camilla Benzi
Alice Casales, Tiziana Di Tella, Caterina Petrarulo
Premio
Migliore Drammaturgia
Il Corpo di Matteotti
Premio Migliore Attrice
Manuela Fischietti (Mi chiamavano Tina)
di e con Manuela Fischietti
regia Maura Pettorruso
Premio
Migliore Attore
Giacomo Toccacieli (Masnada Quest – Trova Margherita)
Premio Speciale Off
The Kisser – Divoratrice di bocche
di e con Martina Gabrielli
Premio della Critica
Masnada Quest – Trova Margherita
drammaturgia Leonardo Alberto Lutrario
con Leonardo Alberto Lutrario
e Giacomo Toccacelli
Premio Alessandro Fersen
Ex Pose Me
con Ilenia Sibilio e Giulia Alò
Ideazione, drammaturgia e regia David Marzi
Premio Spirito Fringe
(Masnada Quest – Trova
Margherita)
La
XIV edizione del Roma Fringe Festival si chiude così confermando la propria
vocazione: essere uno spazio dedicato alle nuove drammaturgie e alle compagnie
indipendenti, un luogo in cui il teatro possa ancora esercitare la propria
funzione più autentica, quella di interrogare il presente senza rinunciare alla
complessità, attraversando forme, linguaggi e visioni differenti.
Anche
quest'anno il Festival ha restituito una geografia ampia della scena
contemporanea, offrendo visibilità a esperienze artistiche eterogenee e
favorendo il dialogo tra artisti, operatori, critici e pubblico. Un ecosistema
in cui il concorso rappresenta il punto di arrivo di un percorso condiviso e,
al tempo stesso, l'inizio di nuove possibilità di incontro, produzione e
circuitazione.
Con
la conclusione della XIV edizione si rinnova così l'impegno del Roma Fringe
Festival nel sostenere una scena indipendente viva, plurale e necessaria,
continuando a investire su quei percorsi artistici che, spesso ai margini dei
circuiti consolidati, sono capaci di anticipare le trasformazioni del teatro di
domani.


