Roberta Modigliani a Fattitaliani: «'Sotto la pelle d'estate' è una canzone che parla di anime affini, di fiamme gemelle». L'intervista

 


a cura di Antonino Muscaglione per Fattitaliani

(video) Roberta Modìgliani è un'artista che nel corso della sua carriera ha saputo muoversi con naturalezza tra musica, televisione e recitazione. Dopo gli esordi nel mondo dello spettacolo e l'incontro con Gianni Boncompagni, che ne intuì il talento e le suggerì il nome d'arte con cui è conosciuta oggi, è diventata uno dei volti più amati di programmi iconici come Non è la Rai. Negli anni ha alternato la conduzione televisiva, il cinema e la fiction senza mai mettere da parte la sua passione per la musica, pubblicando brani capaci di affrontare temi diversi, dall'inclusione alla rinascita personale.

Oggi torna con il nuovo singolo "Sotto la pelle d'estate", disponibile in digitale dal 29 giugno e in radio dal 3 luglio. Il brano si presenta come una canzone dal ritmo coinvolgente e sensuale, ma va oltre il classico tormentone estivo: racconta infatti il contrasto tra la leggerezza dell'estate e le emozioni profonde che questa stagione sa far emergere. Tra atmosfere calde, un suggestivo assolo di chitarra flamenco e immagini di incontri destinati a lasciare il segno, Roberta Modìgliani canta quella scintilla improvvisa che può nascere tra due persone e restare "sotto la pelle" anche quando l'estate finisce. Un ritorno che conferma la sua voglia di raccontare storie autentiche attraverso la musica.

Come nasce "Sotto la pelle d'estate"? Ti sei riconosciuta subito in questo brano?

«Assolutamente sì. Io sono anche cantautrice, ma questa volta la canzone è stata scritta da altri e mi è piaciuta dal primo ascolto perché mi ci sono ritrovata completamente. È come se raccontasse qualcosa che ho vissuto io. È una storia che può capitare a chiunque e parla anche di anime affini, di anime gemelle, un argomento che mi affascina tantissimo.

Poi l'abbiamo resa ancora più mia, in sala d'incisione abbiamo modificato qualche parola che non sentivo del tutto naturale mentre la cantavo. Era già un bellissimo brano, ma così è diventato davvero mio. È nato da una collaborazione tra più persone e credo che il risultato finale sia molto riuscito.»

È una canzone estiva, ma dà l'impressione di poter vivere anche oltre la stagione...

«È proprio così. Quando parliamo di "canzone estiva" pensiamo subito all'atmosfera, al vestito che indossa. Nel mio caso ci sono sicuramente quelle sonorità, ma anche un assolo di chitarra che adoro. È stata un'idea di uno dei miei produttori e mi ha conquistata subito.»

Io sono innamorata della musica degli anni Settanta, Ottanta e Novanta, adoro tutto ciò che è vintage e quell'assolo mi ha riportato immediatamente ai Gipsy Kings, che ho sempre amato. Mi ha fatto tornare indietro ai ricordi dell'adolescenza. È stato un insieme di emozioni che mi ha fatto innamorare del pezzo fin dall'inizio e oggi mi piace ancora di più.

E poi il titolo dice "Sotto la pelle d'estate", ma il finale racconta qualcosa che resta. C'è quella frase, "sotto la pelle rimani", che parla di un incontro nato d'estate ma destinato a durare. Per questo penso che sia una canzone che si possa ascoltare anche in pieno inverno.» 

Attraverso la tua musica scegli anche di lanciare messaggi importanti. Quanto conta per te prendere posizione?

«Conta tantissimo. Ho voluto farmi portavoce, bandiera del mondo LGBTQ+, perché penso sia giusto esporsi e difendere l'uguaglianza. Purtroppo certi fatti di cronaca, avvenuti anche vicino a casa mia, fanno pensare che a volte si facciano dieci passi avanti e sette indietro. È doloroso.

Io credo che dovremmo imparare a volerci più bene. So che non è semplice, ci sono guerre e tante situazioni difficili, ma bisognerebbe guardare gli altri con uno sguardo più benevolo. La musica, da questo punto di vista, è un linguaggio universale: unisce le persone e crea punti d'incontro.»

La tua carriera è iniziata prestissimo. Che ricordi hai di quell'avventura televisiva?

«È stato davvero un sogno. Mi sono ritrovata catapultata dal mio paesino a Roma, in televisione, senza aver mai vissuto nulla di simile. Avevo fatto qualche concorso di bellezza, studiavo danza e canto, ma sempre nel mio paese.

All'improvviso mi si è aperto un mondo meraviglioso. Ho avuto la possibilità di frequentare scuole d'eccellenza di canto, danza, recitazione e dizione. Mi sono sentita subito una privilegiata. Certo, ero un'adolescente e vivevo tutto con l'incoscienza della mia età. Oggi probabilmente farei alcune scelte con maggiore consapevolezza, ma non ho rimpianti. Si vive una volta sola e si impara anche dagli errori.

Ricordo quell'esperienza come un salto nel vuoto, ma un vuoto bellissimo. Ho conosciuto autori, presentatori, attori e ambienti che fino a quel momento avevo visto soltanto in televisione.»

E tutto è iniziato quasi per caso...

«Sì. Ho cominciato con l'edizione estiva di Non è la Rai, che si chiamava Bulli e Pupe, con Paolo Bonolis. Ero arrivata lì dopo aver vinto Miss Teenager nella categoria ballo. Inizialmente entrai come ballerina, poi il mio ruolo cambiò.

Alla fine del programma mi proposero subito un contratto in esclusiva e la possibilità di frequentare la scuola che avevano organizzato per noi. All'inizio ero molto indecisa e quasi non volevo accettare. È stata mia nonna a convincermi, mi diceva sempre: "Vai, vai... vinci per noi!". Lei aveva visto lungo, tutta la mia famiglia mi ha sempre sostenuta.»

Hai lavorato con Gianni Boncompagni. C'è un insegnamento che ancora oggi porti con te?

«Sì, ed è qualcosa che non dimenticherò mai. Gianni Boncompagni mi diceva sempre che non avrei mai dovuto smettere di avere paura. Quel piccolo brivido prima di salire sul palco o prima di andare in onda, secondo lui, era la parte più bella del nostro lavoro.

Io a volte avevo davvero l'ansia, temevo di dimenticare le parole, e lui mi ripeteva: "È questa la magia, non perderla mai". Oggi mi accorgo che aveva ragione. Anche prima di questa intervista avevo un po' di emozione, anche prima dell'uscita del singolo. Quelle sue parole continuano a risuonarmi nella testa. È un'emozione che ti spinge a migliorare, a studiare, a fare sempre qualcosa di nuovo. Credo che lui ci abbia sempre voluto bene e sono sicura che, ovunque sia, continui ancora a sostenerci. Magari in questo momento starà sorridendo mentre racconto questi ricordi.»

Che cosa c'è oggi sotto la pelle di Roberta?

«C'è una persona molto sensibile, empatica, che ha sofferto come tutti, perché ognuno di noi ha un vissuto che lo rende quello che è. Ma c'è anche una donna senza rimpianti. Tutto quello che ho vissuto l'ho vissuto fino in fondo e oggi sono felice della persona che sono diventata.

Mi sento privilegiata per tutto ciò che la vita mi ha regalato e questo brano mi rappresenta proprio perché parla del guardare avanti, del lasciare sempre aperte le porte al futuro e di vivere pienamente il presente. Credo molto nella forza degli incontri, nella chimica che nasce tra le persone, nel lavoro, nell'amicizia e nell'amore. Credo nel destino.

E mentre "Sotto la pelle d'estate" continua il suo percorso, noi stiamo già lavorando al prossimo singolo. Speriamo che questo venga accolto bene, ma intanto non ci fermiamo e continuiamo a costruire nuove emozioni.»


Fattitaliani

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