Nel corso della storia, l’umanità ha sempre cercato la felicità, ma non è mai riuscita a raggiungere un consenso su ciò che realmente la produce.
Alcuni l’hanno cercata nella ricchezza; altri nel potere, nel successo, nella fama o nella libertà personale. Questa ricerca si è intensificata, forse più che in qualsiasi altra epoca, nella civiltà moderna. Essa incoraggia le persone ad avere una carriera di successo, ad acquisire beni materiali, ad affermare i propri diritti individuali e a massimizzare la soddisfazione personale. Questi sogni non sono sbagliati e non sono irrilevanti. Essi rappresentano alcuni degli aspetti fondamentali dell’esistenza umana. Ma ogni civiltà si trova di fronte a una domanda:«È possibile che una persona sia felice in una società infelice?»
La risposta filosofica e pratica è: no.
La felicità degli esseri umani è sempre accompagnata dalla presenza degli altri. Essa è strettamente legata all’ambiente emotivo, morale e sociale della vita di ogni individuo. È possibile possedere tutta la ricchezza materiale del mondo, avere successo, svolgere un lavoro ben retribuito e vivere in una splendida casa, ma essere comunque prigionieri della solitudine, della sfiducia, dell’insicurezza e del vuoto morale. Per questo motivo la felicità va oltre i beni materiali che una persona possiede. Essa deve essere valutata anche in base alla qualità della società in cui quella persona vive.
Questa è la ragione per cui, nel corso dei secoli, i filosofi hanno discusso dell’importanza del bene comune. Il “bene comune” non è soltanto uno slogan politico né un obiettivo economico. È la condizione generale che permette a ogni essere umano di vivere una vita significativa con dignità, sicurezza, giustizia e speranza. Esso riconosce che, sebbene ogni individuo abbia sogni particolari, tali sogni non possono prosperare in una società divisa e tormentata, nella quale prevalgano l’ingiustizia, la paura o l’indifferenza.
Il Dr. Sethi K.C., ideatore della Filosofia Sethiana da lui concepita, sostiene che uno dei malintesi più diffusi della civiltà contemporanea è l’idea che la felicità personale sia separata dal benessere delle altre persone. La felicità sembra qualcosa che appartenga esclusivamente all’individuo. In realtà, il vero segreto della felicità risiede nelle virtù pubbliche. Ogni sorriso presente nella società poggia su pilastri invisibili costruiti dalle azioni responsabili di molte altre persone.
Il Dr. Sethi osserva:
«I mattoni e l’acciaio non sono le mura più forti che possono proteggere la felicità dell’anima umana; essa viene costruita con fiducia, compassione e responsabilità.»
In questa riflessione troviamo una delle grandi intuizioni della filosofia. La società non è soltanto un insieme di persone che condividono lo stesso luogo. È una partnership morale invisibile. Tutti influenzano l’atmosfera emotiva nella quale gli altri sono chiamati a vivere. La sincerità contribuisce alla costruzione della società. Ogni atto egoistico la danneggia. Così l’uomo contribuisce alla propria felicità senza nemmeno rendersene conto.
Fin dagli inizi della civiltà, la sopravvivenza dell’essere umano si è fondata sulla cooperazione. Le persone non erano in grado, da sole, di coltivare la terra, proteggere le proprie comunità, educare i figli e trasmettere la conoscenza. L’isolamento e i limiti delle possibilità umane hanno portato alla nascita della società, della cooperazione e dell’ampliamento delle possibilità. La cooperazione è passata dall’essere una necessità fisica per sopravvivere a diventare una necessità etica per vivere. Gli esseri umani hanno scoperto che la giustizia era la risposta ai conflitti, la compassione la risposta alla sofferenza e l’onestà la risposta alla fiducia. Così la ricerca del bene comune è passata dall’essere un semplice modo di agire a diventare un principio morale del vivere.
Nelle società moderne, tuttavia, spesso esiste una relazione problematica tra libertà e indipendenza dalla responsabilità. Le società moderne onorano i diritti individuali e, talvolta, dimenticano che ogni diritto esiste soltanto perché qualcuno ha un dovere corrispondente. La sicurezza sulle strade è possibile perché milioni di persone rispettano le regole del traffico. Il rispetto dei cittadini verso le istituzioni costituisce la linfa vitale della democrazia. La vita familiare prospera quando i membri della famiglia si prendono cura gli uni degli altri non soltanto in senso giuridico, ma anche in quanto membri della stessa famiglia. La vita quotidiana delle persone è fatta di innumerevoli atti di onestà che spesso non vengono riconosciuti, eppure sono proprio essi a permettere alle comunità di prosperare.
La Filosofia Sethiana ci invita a ricordare che non esiste alcuna contraddizione tra responsabilità e libertà, perché non può esistere libertà senza responsabilità.
Il Dr. Sethi scrive:
«I diritti possono prosperare soltanto in una società che riconosce e compie silenziosamente i propri doveri e le proprie responsabilità. I diritti possono davvero fiorire solo quando le responsabilità vengono adempiute con discrezione.»
Nel mondo di oggi, in cui il successo personale viene spesso definito senza considerare le conseguenze sociali che esso produce, questo pensiero assume un significato ancora più profondo. La competizione ha certamente favorito l’innovazione e il progresso economico. Ma quando la competizione supera i limiti dell’etica della buona convivenza, lentamente trasforma i vicini in concorrenti, le relazioni in transazioni e le comunità in mercati. L’uomo può diventare più ricco e più prospero, ma anche più triste.
Parte II-A
Il ventunesimo secolo è l'epoca di una connettività digitale senza precedenti e, tuttavia, molte persone sperimentano la solitudine più di quanto sia mai accaduto prima. Sebbene le città siano cresciute, la tecnologia si sia sviluppata e la comunicazione sia diventata istantanea, le relazioni umane autentiche risultano spesso fragili. Lo sforzo di progredire ha prodotto una conseguenza non intenzionale: sempre meno occasioni per vivere insieme, essere accuditi dagli altri e sentirsi parte di una comunità.
Questo paradosso dimostra che la tecnologia non può creare la felicità e che il consumo non può acquistarla. La felicità nasce da rapporti fondati sulla fiducia, sull'empatia e sulla cooperazione. Queste qualità non sono beni che il mercato possa produrre; esse scaturiscono dalla natura stessa dell'essere umano.
Il bene comune è quindi molto più del semplice interesse collettivo. È lo spirito di integrità e di rettitudine che permette a ogni persona di vivere in libertà senza il timore di essere sfruttata o abbandonata. La fiducia di un bambino cresce quando è circondato da adulti premurosi. La dignità di una persona anziana si manifesta attraverso la benevolenza che la società dimostra verso i più vulnerabili. I lavoratori operano con onestà quando i datori di lavoro praticano l'equità. Le istituzioni ispirano fiducia, e non paura, nei cittadini, i quali così rispettano le leggi.
Ognuno di questi esempi riafferma lo stesso principio: la felicità degli individui è favorita nel modo migliore dal bene comune. Il più grande nemico del bene comune è l'individualismo eccessivo. Essere individui è necessario per essere creativi, innovativi e per crescere come persone. Tuttavia, l'aspetto distruttivo dell'individualismo consiste nel credere che la felicità possa essere raggiunta soltanto isolandosi dagli altri. Questo modo di pensare consuma lentamente l'empatia, facendo sì che gli altri vengano considerati rivali anziché compagni di vita.
La Filosofia Sethiana respinge questa illusione. Essa afferma che la realizzazione umana è relazionale, non isolata. Il meglio che una persona può diventare acquista pieno significato soltanto quando viene posto al servizio degli altri.
Come afferma con profonda sensibilità il Dr. Sethi:
«L'ambizione può essere soddisfatta dal successo, ma soltanto la coscienza può essere soddisfatta dal contributo agli altri; e la felicità raggiunge la sua forma più elevata quando la vita di qualcun altro diventa migliore grazie alla nostra presenza.»
Questa riflessione ci invita a domandarci quale sia il vero significato della civiltà. Una civiltà non si misura soltanto dai suoi grattacieli, dalla forza della sua economia o dal livello della sua tecnologia. Per quanto straordinari possano essere questi risultati, essi non garantiscono la saggezza. Una società dimostra la propria saggezza nel modo in cui tratta i più deboli, risolve i conflitti, protegge la giustizia e promuove il rispetto reciproco. Le nazioni vengono costruite attraverso lo sviluppo materiale; le civiltà vengono costruite attraverso lo sviluppo morale.
Come la storia dimostra ripetutamente, le società non falliscono soltanto a causa delle crisi economiche; esse falliscono quando si perde la fiducia. La corruzione sostituisce l'integrità, l'egoismo prende il posto del servizio e il vantaggio personale sostituisce il bene comune. Quando questi valori morali iniziano a deteriorarsi, anche le società più prospere vengono colpite dall'ansia, dall'alienazione e dalla frammentazione. Le persone possono essere circondate da ogni comodità, ma continuare a vivere prive di pace.
Infatti, il Dr. Sethi esprime questo concetto con una semplice ma profonda affermazione:
«Quando il carattere di un uomo si deteriora, nessuna ricchezza potrà proteggerlo dall'infelicità. Il denaro può riempire una casa, ma sono i valori a trasformarla in una vera dimora.»
La più grande illusione del nostro tempo consiste nel credere che l'egoismo sia una filosofia valida. L'egoismo sembra offrire vantaggi nel breve periodo, promettendo un profitto personale immediato. Tuttavia, si tratta di una vittoria destinata a durare poco. Una persona egoista può accumulare ricchezza, potere o fama, ma spesso al prezzo della fiducia. Le relazioni si spezzano, la cooperazione diminuisce e, con il passare del tempo, l'isolamento emotivo prende il posto della vera compagnia. Cercando di ottenere tutto soltanto per sé, l'individuo rischia di perdere proprio ciò di cui aveva più bisogno per vivere una vita piena e felice. L'approccio del bene comune propone una filosofia diversa. Esso non invita l'individuo a rinunciare ai propri sogni. Al contrario, lo incoraggia a perseguire il successo senza dimenticare il proprio dovere verso gli altri. Gli insegna che una nobile ambizione trova il suo significato più autentico quando la prosperità viene condivisa attraverso l'equità, la compassione e il servizio.
La Filosofia Sethiana afferma che ogni nostra azione produce conseguenze che influenzano l'intera società. I pensieri diventano abitudini; le abitudini formano il carattere; il carattere determina la cultura; e la cultura plasma il destino della società. Nessuna azione è completamente privata. Ogni scelta lascia un'impronta, e l'insieme di tutte queste impronte crea il clima morale del futuro.
Il Dr. Sethi osserva:
«Ogni pensiero diventa un'abitudine, ogni abitudine diventa una cultura e ogni cultura diventa il destino di una nazione.»
Questa riflessione sposta l'attenzione dall'attribuire colpe agli altri alla responsabilità personale. Nessun governo, nessuna legge, nessuna politica pubblica e nessun tribunale possono sostituire la coscienza individuale. Il bene comune nasce innanzitutto nella mente dell'essere umano. Comincia quando ogni persona sceglie liberamente di essere onesta anziché opportunista, compassionevole anziché indifferente e responsabile anziché egoista.
Parte II-B
L'empatia costituisce un altro elemento fondamentale del bene comune. Essa ci permette di comprendere che la sofferenza degli altri non è qualcosa di completamente estraneo a noi; è parte della nostra stessa umanità. Trasforma gli estranei in compagni di viaggio. Contribuisce a ridurre i pregiudizi, ad eliminare l'odio e a favorire la cooperazione. Una società priva di empatia può diventare efficiente, ma rimarrà priva di umanità. L'empatia unisce anche le comunità più ordinarie e dona speranza.
Con l'evoluzione degli studi di psicologia, un numero sempre maggiore di ricerche ha confermato ciò che la filosofia sostiene da secoli: le relazioni significative rappresentano una delle fonti più importanti di una felicità duratura. Il bisogno di sentirsi necessari, amati e riconosciuti è molto più profondo del desiderio di possedere beni materiali. Il primo desiderio del cuore non è "avere", ma "diventare". È questa la ragione per cui la solitudine continua a esistere perfino nelle società più prospere. Nessuna abbondanza materiale può sostituire i veri legami affettivi.
Secondo la Filosofia Sethiana, quindi, la felicità non è un traguardo che si raggiunge accumulando ricchezza, ma uno stato dell'essere che si sviluppa partecipando alla vita degli altri. È naturale essere felici quando sperimentiamo la gioia personale, ma una felicità ancora più grande nasce quando contribuiamo a rendere felici gli altri e ad arricchire la loro esistenza.
Il Dr. Sethi scrive:
«La vera misura di una vita pienamente realizzata non è la felicità che conserviamo dentro di noi, ma la speranza che abbiamo saputo infondere nel cuore degli altri.»
Ciò non significa affatto sminuire il valore dell'individuo. Al contrario, lo eleva. Ogni artista, scienziato, insegnante, imprenditore o filosofo rende il più grande servizio all'umanità quando realizza al meglio il proprio talento. Non esiste alcun conflitto tra l'eccellenza individuale e il bene comune; entrambe rappresentano due espressioni della stessa capacità umana. Il servizio al bene comune prepara anche la società al futuro. Le istituzioni, i valori e le opportunità create dalle generazioni precedenti vengono trasmesse a quelle successive. Allo stesso modo, ogni generazione ha il dovere morale di lasciare un'eredità etica a quelle future. Se l'egoismo domina il nostro tempo, le generazioni future erediteranno divisione e sfiducia. Se invece le nostre azioni saranno guidate dalla responsabilità, esse erediteranno fiducia e speranza. Per questo motivo il bene comune non riguarda soltanto il presente, ma anche il futuro dell'umanità.
La vera domanda non è se dobbiamo scegliere tra la felicità individuale e il bene comune. La realtà è che nessuna felicità duratura può esistere senza il bene comune. Essi non sono concorrenti che si contendono la nostra fedeltà; sono alleati che si sostengono reciprocamente. La salute personale, la giustizia e la compassione non possono essere realmente sicure finché la società nella quale viviamo non è essa stessa sana, giusta e compassionevole.
La Filosofia Sethiana proclama che il più grande risultato di una civiltà non consiste semplicemente nel produrre uomini e donne straordinari, ma nel creare condizioni tali da permettere alle persone comuni di vivere una vita straordinaria, fondata sulla dignità, sul rispetto reciproco e sulla speranza. Quando la giustizia è rispettata, la compassione è praticata e la responsabilità è custodita come un valore prezioso, la felicità fiorisce. In quel momento il bene comune non è più un ideale astratto, ma diventa la realtà quotidiana dell'umanità.
Questa visione è racchiusa nelle parole conclusive del Dr. Sethi:
«Una società felice non è quella nella quale ognuno possiede tutto ciò che desidera. È quella nella quale ogni persona si sente importante, la sua voce viene ascoltata con dignità, le sue mani ricevono responsabilità e ciascuno comprende che la propria felicità trova la sua espressione più autentica nella felicità degli altri.»
La grande lezione della filosofia e il messaggio eterno del Pensiero di Seth affermano che il bene comune non rappresenta il sacrificio della felicità individuale, ma il terreno fertile nel quale essa cresce e si sviluppa. Quando il nostro lavoro è rivolto al bene degli altri, non si tratta di rinuncia personale, bensì di un ampliamento delle possibilità dell'essere umano. Alla fine, l'umanità scopre la sua felicità più autentica non elevandosi al di sopra degli altri, ma camminando insieme a loro, rimanendo nell'amore di Dio e crescendo unità.
Dr. Sethi K.C.
Autore - Ideatore della Filosofia Sethiana
Daman, India - Auckland, Nuova Zelanda

