La mostra propone una riflessione sul ritratto nell’età digitale.
Il volto non costituisce più l’unico centro della rappresentazione: l’identità si manifesta anche nello spazio abitato, nella luce, nella memoria e nel rapporto fra corpo, architettura e tecnologia. Il ritratto diviene così immagine di una condizione umana in trasformazione, sospesa fra presenza fisica e metamorfosi digitale.Nelle opere di Carotti la città assume la forma di un organismo mentale. Architetture brutaliste, torri, corridoi, scale, ponti e superfici di cemento costruiscono spazi sospesi, insieme reali e immaginari. Il cemento perde la propria apparente freddezza e si trasforma in materia sensibile, capace di custodire ombre, attese, ferite e possibilità di vita. L’intelligenza artificiale non viene celebrata come forza autonoma, ma impiegata quale strumento espressivo, sottoposto allo sguardo, alle scelte e alla responsabilità dell’autore.
«Carotti ripensa il ritratto oltre il volto», dichiara Andrea Carnevali, curatore della mostra. «La figura umana si prolunga negli ambienti, nelle architetture e nei dispositivi tecnologici, mentre lo spazio diviene parte integrante dell’identità. Questi lavori non descrivono semplicemente un futuro possibile, ma interrogano una trasformazione già in atto».
Un nucleo significativo dell’esposizione è dedicato alla maternità. Le immagini del rapporto fra madre e bambino introducono una dimensione intima e universale, nella quale il corpo, la luce e l’architettura diventano elementi di una meditazione sulla nascita, sulla custodia e sulla trasmissione della vita. Il tema materno, posto in dialogo con la metamorfosi digitale, restituisce alla ricerca dell’artista una profondità umana che attraversa la tecnologia senza esserne assorbita.
Il percorso espositivo sarà inoltre arricchito da una performance sonora di Andrea Accoroni, fondatore del progetto Riciclato Circo Musicale, e di Simon Medori. Accoroni ha ideato e costruito, mediante materiali di recupero, uno speciale strumento a fiato il cui suono richiama il respiro umano. Soffi, vibrazioni, rumori e risonanze entreranno in relazione con le immagini, gli spazi e le atmosfere della mostra, dando vita a un intervento musicale itinerante che potrà svilupparsi sia all’interno delle stanze del museo sia negli ambienti esterni.
La performance non costituirà un semplice accompagnamento sonoro, ma una vera e propria estensione percettiva delle opere di Carotti. Il respiro prodotto dallo strumento riciclato evocherà una presenza organica e corporea, capace di insinuarsi fra le architetture post-umane rappresentate nelle fotografie. Il suono interagirà con il carattere emotivo dell’esposizione, modificandosi in rapporto agli ambienti, alle immagini e alla presenza del pubblico. Ne nascerà un dialogo fra materia industriale e fragilità biologica, fra tecnologia, riuso, memoria e trasformazione.
«Il Museo Ghergo custodisce la memoria e dialoga con il presente», afferma Claudia Scipioni, presidente dell’Associazione Effetto Ghergo. «La mostra di Fabrizio Carotti conferma la volontà del museo di confrontarsi con le sperimentazioni contemporanee, mettendo in relazione la tradizione fotografica con nuovi linguaggi visivi, tecnologici e sonori».
La mostra Fabrizio Carotti. Ritratti post-umani si inserisce nel percorso di valorizzazione del Museo Arturo Ghergo come luogo di conservazione della memoria fotografica e, insieme, di confronto con le nuove forme della visione. Nel nome di Arturo Ghergo, maestro dell’immagine e della costruzione del volto pubblico, il lavoro del fotografo jesino apre una riflessione sul destino del ritratto nell’epoca contemporanea: non più semplice somiglianza, ma spazio di attraversamento, trasformazione e interrogazione del presente.
Informazioni
Mostra: Fabrizio Carotti. Ritratti post-umani
Artista: Fabrizio Carotti
Curatore: Andrea Carnevali
Inaugurazione: sabato 18 luglio 2026, ore 18.00
Sede: Museo Arturo Ghergo
Piazza Bracaccini, Montefano (MC)
Performance sonora: Andrea Accoroni – Riciclato Circo Musicale e [nome del secondo artista]
Per informazioni:
effettoghergo@gmail.com
Tel. 347 1422378
Sito: www.festivalarturoghergo.com/
Social: Instagram @museo_ghergo – Facebook: Effetto Ghergo / Museo Ghergo


