Un percorso coinvolgente nel teatro, nell’immaginazione e nel patrimonio universale del Bardo attraverso tecnologie e linguaggi contemporanei.
Se è vero che “siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”, il Castello Carlo V di Lecce, la più grande opera fortificata di Puglia, si prepara a diventare la location quasi onirica di un’esperienza coinvolgente dedicata all’universo di William Shakespeare.
La materia dei sogni. Mondi e visioni dall’opera di Shakespeare è un progetto originale interdisciplinare e internazionale, promosso da Castello Svevo di Bari – Direzione regionale Musei nazionali Puglia, a cura di Peter Bottazzi e Silvia Rigon, realizzato con la consulenza scientifica di Michael Dobson, direttore dello Shakespeare Institute, in cui teatro, arti visive, installazioni e ricerca storica si intrecciano in un percorso capace di “mettere in scena” l’opera del grande drammaturgo inglese attraverso tecnologie e linguaggi contemporanei in modo accessibile, inclusivo e innovativo.
L’intero progetto artistico è stato ideato e realizzato da Peter Bottazzi e Silvia Rigon, che ne hanno sviluppato tutti gli elementi creativi – installazioni, sculture, opere video, musiche originali, paesaggi sonori e dispositivi multimediali – in dialogo con l’impianto scientifico elaborato dallo Shakespeare Institute.
La scelta del Castello Carlo V non è casuale. La forte tradizione teatrale della città, dall’anfiteatro romano al teatro romano, fino ai teatri più moderni sorti nei secoli proprio accanto alle mura del castello, rende i sotterranei di questo luogo, ancora poco conosciuti, il contesto ideale per vivere l’esperienza, in cui le installazioni trasformano spazi monumentali in ambienti sensoriali e culturali capaci di mettere in relazione passato e presente.
A rafforzare il dialogo tra la mostra e la città che la ospita contribuisce anche il legame simbolico con Shakespeare, che visse proprio negli anni in cui fu costruita l’attuale configurazione del castello all’interno del piano di ristrutturazione difensiva del territorio voluto dall’imperatore Carlo V.
L’esposizione si sviluppa attraverso sette grandi installazioni, ognuna concepita come una diversa porta d’accesso alla ricchezza dell’opera shakespeariana. Poesia, dialogo, monologo e canto diventano strumenti per restituire la complessità della produzione del drammaturgo in un ambiente multidisciplinare dove le sue parole tornano a risuonare in forme contemporanee.
Ad accogliere il pubblico è La Barca di Prospero, una grande installazione ispirata al protagonista de La Tempesta, composta simbolicamente da tutte le opere di Shakespeare. Attraversandola, i visitatori sono immersi in un paesaggio sonoro costruito da versi poetici letti in numerose lingue, a testimonianza della dimensione universale della sua eredità letteraria.
Con Tra le Crepe del Potere, il percorso affronta uno dei temi centrali del teatro shakespeariano: il potere e le sue fratture. Sculture luminose, installazioni sonore e proiezioni costruiscono un ambiente sospeso in cui dialoghi tratti dalle opere di Shakespeare restituiscono tutta la tensione drammatica delle congiure, dei conflitti e dei tradimenti.
Il Laboratorio Shakespeare accompagna invece il visitatore in un viaggio attraverso documenti, immagini, contenuti digitali e suggestioni dedicate alla biografia del drammaturgo, al contesto storico e all’analisi delle opere, con un impianto scientifico sviluppato sotto la direzione dello Shakespeare Institute di Stratford-upon-Avon.
Con Soliloquio, la mostra esplora la dimensione più intima del teatro shakespeariano attraverso il celebre monologo di Amleto, To be or not to be, trasformato in un ambiente multisensoriale che invita il pubblico a confrontarsi con i grandi interrogativi dell’esistenza.
Con Il Fantastico, il percorso si apre a uno spazio in cui videomapping e canzoni tratte da La Tempesta, Macbeth, Sogno di una notte di mezza estate e Amleto danno vita a un ambiente attraversabile, nel quale il visibile e l’invisibile si incontrano e la parola si trasforma in esperienza visiva e musicale.
Radio Shakespeare invita il pubblico ad ascoltare alcuni dei più celebri monologhi e dialoghi del teatro shakespeariano. Voci, traduzioni e immagini scenografiche in continua trasformazione costruiscono un paesaggio sonoro che restituisce il teatro come luogo dell’ascolto, della memoria e dell’immaginazione.
Con Attraverso le Parole, pagine, lettere e versi si dissolvono nella luce e attraversano le pareti del castello, trasformando il libro in un’esperienza che racconta come l’opera di Shakespeare continui a vivere attraverso la lettura, la voce e la trasmissione della memoria.
«Più che raccontare Shakespeare, abbiamo cercato – spiegano i curatori Bottazzi e Rigon – di restituirne la straordinaria capacità di generare, ancora oggi, nuove domande, nuove interpretazioni e nuove forme di immaginazione. Le installazioni mettono in dialogo teatro, arti visive, ricerca e sound design, trasformando i sotterranei del Castello Carlo V in un luogo dove parole, immagini e voci continuano a risuonare».
«È stato entusiasmante contribuire a ideare – sottolinea Michael Dobson, direttore dello Shakespeare Institute – un’installazione che traduce il ricco, metaforico e polifonico universo del teatro di Shakespeare non sulla scena, ma in un luogo: per permettere a Shakespeare di “infestare/abitare” un castello con tutta la forza visionaria dei sogni della sua immaginazione».
L’obiettivo del progetto è trasformare la visita in un’esperienza emozionale ed emozionante ma anche didattica e formativa, nella quale rigore scientifico e creatività artistica si incontrano. Tutte le opere presenti in mostra sono creazioni originali di Peter Bottazzi e Silvia Rigon, che ne hanno curato ideazione, progettazione e realizzazione in ogni componente artistica: dall’architettura installativa alle sculture, dalle opere video ai paesaggi sonori, fino ai contenuti multimediali. Durante il periodo di apertura, la mostra potrà, inoltre, ospitare workshop, incontri con artisti e studiosi, attività dedicate alle scuole, performance e una mostra sul making of del progetto, trasformando il Castello Carlo V in un laboratorio permanente di ricerca e creazione culturale.
«Con La materia dei sogni – dichiara la direttrice del Castello Svevo di Bari – Direzione regionale Musei nazionali Puglia Anita Guarnieri – prosegue il nostro impegno nella promozione di progetti capaci di coniugare ricerca scientifica, valorizzazione del patrimonio e linguaggi contemporanei, costruendo occasioni di dialogo tra istituzioni culturali, mondo della ricerca e comunità. La collaborazione con lo Shakespeare Institute e il carattere interdisciplinare dell’iniziativa testimoniano la volontà di sviluppare proposte di respiro internazionale, in grado di far dialogare luoghi di straordinario valore storico con nuove forme di narrazione e partecipazione. È particolarmente significativo che il progetto venga presentato il prossimo 21 luglio al congresso internazionale shakespeariano di Verona, un importante riconoscimento del valore scientifico e culturale della mostra e un’occasione per promuovere, in un contesto internazionale, il patrimonio culturale della Puglia e il lavoro di valorizzazione portato avanti dai Musei nazionali».
«Con questa mostra – aggiunge il direttore del Castello Pietro Copani – rilanciamo il Carlo V di Lecce come luogo che, oltre alle attività previste nel progetto Open Castle, si propone di ospitare grandi appuntamenti di richiamo nazionale e internazionale. In questo caso coniugando il nome più celebre del teatro mondiale riletto attraverso l’arte contemporanea e le declinazioni rese possibili dalle nuove tecnologie. Il tutto in un racconto articolato in cui la storia e le opere di Shakespeare dialogano in modo armonioso con i sotterranei dell’opera fortificata più grande di Puglia».
«Siamo particolarmente felici che Lecce accolga "La materia dei sogni. Mondi e visioni dall'opera di Shakespeare" – dichiara il sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone - Non è semplicemente una mostra dedicata a un grande autore. È un invito a entrare in un universo che continua a generare domande, emozioni, curiosità. Ospitare Shakespeare significa offrire ai giovani un'occasione di scoperta, agli studiosi nuovi spunti di riflessione, ai visitatori un'esperienza culturale di respiro internazionale. Significa dire che Lecce vuole essere una città che non smette di interrogarsi e di confrontarsi con le grandi voci della civiltà europea. E poi c'è un legame che sentiamo particolarmente nostro. È anche grazie a figure come Carmelo Bene se comprendiamo quanto Shakespeare non sia un monumento da contemplare, ma un autore che continua a provocare, a dividere, a ispirare. Questa mostra è un'opportunità preziosa. E il titolo ci consegna forse la definizione più bella. Shakespeare scriveva che siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni. È una frase che continua a emozionare perché ci ricorda che la cultura, l'arte e il teatro nascono proprio da quella materia invisibile che alimenta l'immaginazione, la libertà e persino il futuro di una comunità».
La mostra è stata inaugurata venerdì 17 luglio e resterà aperta al pubblico fino al 10 gennaio 2027.
Per info e biglietti https://www.ilcastellodilecce.


