
Headliner Piazza Roma - da in alto a sx: Jean-Michel Jarre, Joss Stone, Moby, Gregory Porter, Luca Carboni, Parov Stelar, Meute, Diana Krall, Jamie Cullum
Grandi star del firmamento mondiale dalla lunga carriera e astri nascenti della scena più alternativa, musicisti che rileggono la tradizione in chiave moderna e instancabili innovatori che non smettono di spingere lo sguardo oltre l’orizzonte.
Dopo trent’anni di successi in Germania, JAZZ OPEN, uno dei festival musicali più importanti d’Europa – nato a Stoccarda sotto la direzione artistica di Jürgen Schlensog - presenta la sua prima attesissima edizione italiana a Modena dal 13 al 18 luglio.
Per questo debutto nella Penisola, il festival sempre curato dal fondatore Jürgen Schlensog, conferma la sua tradizionale formula vincente Jazz & Beyond che abbraccia una vasta gamma di generi, dal jazz classico a quello più contaminato, dal pop al soul e al rock, fino ad arrivare all’elettronica.
Dal 13 al 18 luglio 2026 JAZZ OPEN Modena trasformerà il cuore della città emiliana in un palcoscenico a cielo aperto: ben tre i luoghi che ospitano il festival, a partire dallo straordinario scenario di Piazza Roma su cui si affaccia il maestoso Palazzo Ducale ora sede dell'Accademia Militare. Fra le meraviglie di questo patrimonio storico artistico ci sarà il main stage, un palco largo 29 metri e alto 16 metri pensato per le grandi produzioni internazionali, dove visual potenti e maxi schermi dialogano in tempo reale con impianti audio e luci di ultima generazione, progettati per stupire e trasportare il pubblico a 360° dentro la musica. Il parterre, flessibile cambierà a seconda dell’evento:: dalla configurazione con soli posti a sedere, a quella mista, fino alla versione "solo in piedi" per le serate in cui la parola d'ordine è ballare.
Ad alternarsi sul main stage nei 6 giorni del Festival gli headliner, vere e proprie icone della scena artistica contemporanea, che in alcuni giorni si esibiranno con la formula del doppio concerto: si parte il 13 luglio con Gregory Porter, una delle più autorevoli voci del jazz contemporaneo e vincitore di due Grammy Awards, e Diana Krall, tra le interpreti più eleganti e riconoscibili della scena jazz mondiale, artista che ha contribuito come poche altre a riportare il vocal jazz al centro del panorama internazionale, che nella sua carriera ha conquistato 2 Grammy, 10 Juno, 9 dischi d’oro, 3 di platino e 7 multi-platino; il 14 luglio arriva a Modena per la sua unica data italiana dopo anni di assenza dal nostro paese, Moby il musicista che ha portato l'elettronica al centro della cultura pop globale grazie a lavori seminali come Play, vendendo oltre 20 milioni di dischi nel mondo; il 15 luglio salgono sul palco Parov Stelar, il produttore austriaco che ha trasformato jazz e swing in un fenomeno da dancefloor, e Meute, l'esplosiva e rivoluzionaria techno marching band tedesca che ha conquistato il mondo reinterpretando la techno con fiati e percussioni; il 16 luglio tocca al funambolo del jazz-pop britannico Jamie Cullum, l'artista che ha avvicinato una nuova generazione al jazz grazie a una personale miscela di virtuosismo, energia rock e sensibilità pop, e a Joss Stone, tra le più iconiche soul singer del nuovo millennio, erede contemporanea della grande tradizione soul e rhythm & blues, che vanta oltre 15 milioni di album venduti nel mondo, 1 Grammy, 2 Brit Awards; il 17 luglio si torna in Italia con Luca Carboni, tra i protagonisti della canzone italiana degli ultimi quarant'anni e autore di alcune delle pagine più amate della nostra musica, mentre il 18 luglio nel pieno delle celebrazioni per i 50 anni di Oxygène, l’album del 1976 che ha rivoluzionato l’elettronica strumentale vendendo oltre 18 milioni di copie nel mondo, chiude il festival l’unica data italiana di Jean-Michel Jarre, il visionario pioniere della musica elettronica e dei grandi spettacoli audiovisivi immersivi, protagonista da decenni di concerti-evento che hanno ridefinito il rapporto tra musica, tecnologia e spazio urbano.

Line up Il Baluardo - da in alto a sx: Emma Smith, Aaron Parks, Herve Samb & Band, Francesca Tandoi, Andrea Sabatino, Mammal Hands
Il Baluardo, storico e affascinante edificio della Cittadella fortificata di Modena, ospiterà invece la programmazione più propriamente jazz del festival, con alcuni tra i protagonisti più interessanti della scena internazionale contemporanea: Emma Smith, una delle voci più brillanti del jazz britannico, il 13 luglio; Francesca Tandoi, tra le pianiste europee più apprezzate della sua generazione, il 14 luglio; Andrea Sabatino, trombettista capace di coniugare tradizione jazz e sensibilità contemporanea, il 15 luglio; i Mammal Hands, il trio inglese che ha ridefinito i confini del jazz intrecciandolo con minimalismo ed elettronica, il 16 luglio; Aaron Parks, tra i pianisti più influenti e innovativi del jazz contemporaneo, il 17 luglio; e infine Hervé Samb & Band, il chitarrista senegalese pioniere del jazz sabar, originale punto d'incontro tra la libertà dell'improvvisazione jazz e le tradizioni musicali dell'Africa occidentale, il 18 luglio.
Il Giardino Ducale Estense, con i suoi viali alberati e la scenografica Palazzina Vigarani, infine, sarà il luogo degli Open Stages – concerti gratuiti degli artisti che spingono maggiormente l’acceleratore sul piano dell’innovazione, della ricerca, della contaminazione. Qui il jazz dialoga con elettronica, club culture, sonorità tradizionali, ricerca timbrica, songwriting e arti visive attraverso i percorsi di alcuni tra gli artisti più interessanti del panorama italiano e internazionale: dall'immaginario cinematografico e rétro del polistrumentista Alex Fernet sul palco il 13 luglio, all'electro-punk militante di R.Y.F. il 14 luglio, passando per il cortocircuito sonoro tra bossa nova, anti-folk ed egg punk degli Sleap-e il 15 luglio. Completano il programma le architetture elettroacustiche della sassofonista Laura Agnusdei in scena il 16 luglio, le esplorazioni tra house, hip hop e black music di Godblesscomputers il 17 luglio e l'universo transmediale dei C'Mon Tigre, collettivo di culto capace di fondere elettronica, jazz, afrobeat e ricerca visiva in un linguaggio unico e riconoscibile, il 18 luglio.
La line-up del Giardino Ducale, è stata realizzata in collaborazione con Emilia-Romagna Music Commission, nell’ambito di un percorso condiviso di valorizzazione della scena musicale regionale. Gli artisti selezionati sono tra quelli coinvolti nei progetti sostenuti con interventi regionali a supporto della produzione e della fruizione della musica contemporanea originale, a conferma dell’impegno nel sostenere e promuovere i nuovi talenti del territorio.
Oltre al suo valore artistico, JAZZ OPEN Modena rappresenta infatti anche un importante motore di attrazione turistica e di sviluppo economico per il territorio. Più del 20% del pubblico che assisterà ai concerti del festival arriva dall'estero, con una forte componente proveniente dalla Germania ma anche da tutta Europa e da Paesi come Messico, Australia, Sudafrica, Kazakistan, Giamaica e Taiwan, mentre il 47% arriva da fuori Regione. Un dato che testimonia la capacità del brand Jazz Open di attrarre visitatori da tutto il mondo e di generare ricadute concrete sull'economia locale, tra ospitalità, ristorazione, commercio, cultura e servizi. Per l'edizione modenese sono già coinvolte numerose realtà imprenditoriali del territorio, dalla fornitura di servizi al food & beverage, mentre il festival impiegherà decine di figure professionali specializzate.
Un ruolo centrale nell'accoglienza dei visitatori e nella valorizzazione del tessuto economico cittadino è affidato alla collaborazione con Modenamoremio, la società di promozione del centro storico di Modena. In occasione del festival sarà attivata una speciale rete di attività commerciali e pubblici esercizi convenzionati che offriranno promozioni ed esperienze dedicate ai partecipanti e ai numerosi turisti attesi in città durante la manifestazione. Tutte le attività aderenti saranno raccolte in una sezione dedicata del sito ufficiale del festival, contribuendo a creare una diffusa esperienza di ospitalità e a rafforzare il legame tra JAZZ OPEN Modena e il tessuto urbano che lo accoglie.
L'approdo di un evento internazionale come JAZZ OPEN Modena nel cuore della città è reso possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni, partner privati e sostenitori che hanno condiviso la visione del progetto fin dalle sue prime fasi. Un contributo fondamentale che ha permesso di portare nel centro storico di Modena una manifestazione di livello europeo, capace di coniugare qualità artistica, valorizzazione del patrimonio urbano e sviluppo economico.
Il Festival è realizzato con il sostegno dei Main Sponsor Museo Enzo Ferrari, System Ceramics (Gruppo Coesia), Mastercard, SIXT e Allianz Bank Financial Advisors, con il supporto di STIHL, Dürr, BF Capital e LAPP e con il sostegno di Comune di Modena, Regione Emilia-Romagna, APT Servizi Emilia-Romagna e Camera di Commercio di Modena. Radio Montecarlo è media partner dell’evento.
Nato a Stoccarda sotto la direzione artistica di Jürgen Schlensog, JAZZ OPEN è diventato nel tempo un punto di riferimento tra i grandi festival estivi europei, grazie alla sua formula vincente “Jazz & Beyond” che abbraccia una vasta gamma di generi: dal jazz classico a quello più contaminato, fino ad arrivare al pop al soul e al rock. Ogni luglio, il cuore della città tedesca si trasforma in una grande arena musicale, con un pubblico che supera annualmente le 60.000 presenze e un programma che spazia dalla musica più ricercata alle sonorità mainstream. Anno dopo anno artisti del calibro di Christina Aguilera, Bob Dylan, Lionel Richie, John Legend, Lenny Kravitz e Sting si sono mescolati a leggende del jazz come Herbie Hancock, Marcus Miller, Gregory Porter, Dianne Reeves e Dee Dee Bridgewater.
Dopo trent’anni di successi in Germania, nel 2026, per la prima volta, questo straordinario e consolidato modello culturale – per il quale nel 2025 la società OPUS!LIVE che organizza il festival è stata insignita del prestigioso riconoscimento di Indie Champion dall'autorevole rivista IQ! che ogni anno premia le 20 realtà indipendenti che stanno rivoluzionando il settore a livello globale – sbarcherà in Italia con JAZZ OPEN Modena.
IL PROGRAMMA NEL DETTAGLIO CON I PROTAGONISTI DEL FESTIVAL
GLI HEADLINER SUL MAIN STAGE DI PIAZZA ROMA
Ad aprire JAZZ OPEN Modena, che per 6 giorni trasformerà la città emiliana in un meraviglioso palcoscenico a cielo aperto, saranno due star come Gregory Porter e Diana Krall, in un doppio live il 13 luglio in Piazza Roma, cuore pulsante dei grandi concerti, di fronte al maestoso Palazzo Ducale.
Artista di assoluto rilievo mondiale, la voce più soul del jazz contemporaneo, il californiano Gregory Porter, “il cantante con il passamontagna”, con i suoi album ha conquistato il mondo intero. Classe 1971, un’infanzia difficile alle spalle superata grazie alla passione per la musica e soprattutto per Nat King Cole, vanta ben 8 nomination e 2 vittorie ai Grammy Awards. Voce potente e melodica, le sue radici sono ben piantate nelle migliori tradizioni del jazz e della musica black, del gospel in particolare. Fra i nomi di punta della mitica Blue Note, Gregory Porter è oggi uno degli interpreti più apprezzati al mondo, capace di unire tecnica impeccabile, profondità artistica e grande calore umano. Porter, che recentemente ha firmato insieme a Ben Harlan la colonna sonora del film Goodbye June con cui l’attrice americana Kate Winslet ha esordito alla regia, è stato inoltre l’ospite di Serena Brancale all’ultimo Festival di Sanremo nella serata dedicata ai duetti.
Con 2 Grammy, 10 Juno, 9 dischi d’oro, 3 di platino e 7 multi-platino, la pluripremiata regina del jazz-pop mondiale Diana Krall è tra le voci più pregiate del panorama internazionale, amatissima per l’inconfondibile charme e l’intensità interpretativa che l’ha resa una delle artiste più riconoscibili del nostro tempo. La cantante e pianista canadese porterà a Modena la sua ricercata eleganza fatta di cool jazz, swing e ballad, in un imperdibile concerto che promette di essere un grande spettacolo teatrale denso di ritmo ma anche di narrazioni intime e delicate. Una preziosa occasione per ascoltare dal vivo le composizioni più celebri scritte in quasi 30 anni di carriera, fino ad arrivare ai brani del suo ultimo album This Dream of You. Ma soprattutto per ascoltare una voce che sembra quasi scolpire l’aria.
Dopo questa doppia apertura di rara eleganza musicale, il parterre si trasforma per fare spazio alle danze nelle due seguenti serate ad alta intensità ritmica ed euforia sonora.
Assente dai palchi italiani da diversi anni, il 14 luglio arriva a JAZZ OPEN Modena per la sua unica data italiana un altro artista di fama planetaria: il musicista, compositore, cantautore, dj, producer e attivista americano Richard Melville Hall, in arte Moby, reduce da una clamorosa e memorabile esibizione al Coachella e con un nuovo dal titolo Future Quiet, fresco di pubblicazione. Un lavoro introspettivo che riflette sulla tensione tra la frenesia della vita moderna iperconnessa e il bisogno umano, sempre più urgente, di silenzio e contemplazione. Fra le 14 tracce che scorrono tra minimalismo pianistico e orizzonti ambient, spicca la traccia di apertura impreziosita dalla voce intensa e carismatica di Jacob Lusk: una nuova versione di When It’s Cold I’d Like To Die, brano pubblicato per la prima volta nel disco Everything Is Wrong del 1995 e che negli ultimi anni ha conosciuto una straordinaria popolarità grazie al suo utilizzo nella serie cult Stranger Things, diventando la canzone più ascoltata in streaming di Moby e virale su TikTok.
Figura centrale dell’elettronica globale, autore di brani che hanno segnato intere generazioni e di oltre 20 milioni di album venduti in tutto il mondo, atterra al festival con la sua astronave sonora fatta di dance, pop, punk, techno, chill-out, hip hop, gospel, big beat, riconfermando ancora una volta una versatilità creativa fuori dal comune. In oltre 30 anni di carriera ha collaborato con leggende come David Bowie, Public Enemy, Daft Punk e i Beastie Boys, oltre ad aver esteso la sua visione artistica al cinema con la produzione dei documentari Moby Doc e Punk Rock Vegan Movie. Il 2024 lo ha visto in giro per il mondo a celebrare i 25 anni del suo album di culto Play.
Per l’estate 2026 è prevista l’uscita del suo primo lungometraggio narrativo dal titolo Tecie, come il penultimo brano del suo album All Visible Objects.
Atmosfere ugualmente vibranti per la serata del 15 luglio in Piazza Roma con il duplice live del pioniere dell’electro swing Parov Stelar e della techno marching band Meute. Questa è la party night del festival: una serata ad alto tasso adrenalinico che promette di far ballare tutta la piazza.
Pluripremiato dj, producer ma anche artista visivo con una solida formazione pittorica, Marcus Fuereder, noto con lo pseudonimo di Parov Stelar, è uno degli artisti austriaci più conosciuti a livello internazionale e in oltre 20 anni di carriera ha suonato sui più grandi palchi e festival (Coachella, Glastonbury, Lollapalooza) sia in Europa che negli Stati Uniti, davanti a decine di milioni di persone. Considerato come uno dei precursori di quell’irresistibile combinazione fra jazz, swing, blues con l’elettronica e la dance music, Stelar ha collaborato con artisti come Lady Gaga, Lana Del Rey e Bryan Ferry. Ha un legame speciale con l’Italia che è stato il primo paese fuori dall’Austria a ospitarlo dal vivo, anche grazie a uno dei suoi primi singoli di successo, poi diventato un tormentone per l’utilizzo in un celebre spot televisivo. Lo scorso novembre ha pubblicato Artifact, un album (accompagnato da una serie di video realizzati con l’IA) che scrive un nuovo capitolo del suo percorso creativo: meno orpelli jazzy, meno glamour vintage, più intima emotività e stratificazione sonora, dal pop elettronico al sound cinematico, con maestosi inserimenti orchestrali. Ma senza tralasciare il ritmo, perché i bassi continuano a picchiare e i synth a mordere.
Amati da mostri sacri come Laurent Garnier e Trentemoeller, celebrati con entusiasmo dalla stampa di tutto il mondo, i MEUTE sono una Techno Marching Band tedesca composta da undici musicisti, fra percussioni e fiati, che, fondendo la techno ipnotica e pulsante con la forza espressiva della musica da banda, strappano il clubbing dalla consolle per sprigionare l’energia direttamente sul palco o in mezzo al pubblico, che non smette mai di accoglierli con grande euforia, come ha notato una testata autorevole come Libération. Trasformare ciò che nasce in digitale in analogico, riarrangiare con strumenti acustici brani cult della scena techno non è cosa da tutti. E infatti Variety li ha descritti come una delle cose più interessanti in programma al Coachella, Billboard parla di “fervore tale da alterare il clima” e DJ Mag di “concept rivoluzionario e musica unica”. A settembre 2025 hanno pubblicato Jubel, un best of che sintetizza i primi 10 anni di carriera.
La formula del co-bill anima il 16 luglio il festival con un altro doppio concerto in Piazza Roma grazie all’esibizione di Jamie Cullum e Joss Stone.
Cantautore e polistrumentista di fama mondiale, noto per la sua miscela unica di jazz, pop e rock, per la presenza scenica e uno straordinario talento musicale, Cullum ha raggiunto il successo internazionale con l’album Twentysomething, uno dei dischi britannici più venduti di sempre. Tra i musicisti più innovativi della sua generazione, ha firmato leggendarie performance in oltre quaranta paesi e sui palchi dei più importanti festival globali, da Glastonbury a Coachella fino al Fuji Rock in Giappone, oltre ad esibirsi alla Casa Bianca per Barack Obama e a Buckingham Palace per la Regina Elisabetta II.
Grandi numeri e riconoscimenti segnano anche i due decenni di carriera della cantante e attrice britannica Joss Stone che vanta oltre 15 milioni di album venduti nel mondo, 1 Grammy, 2 Brit Awards e numerose uscite ai vertici delle classifiche internazionali. Contemporary soul, R&B, funk e reggae disegnano l’orizzonte di una voce tra le più iconiche degli ultimi anni, che trae ispirazione da autentici miti come Aretha Franklin, pur mantenendo uno stile assolutamente personale, grazie anche a una magnetica presenza scenica e ad elettrizzanti esibizioni dal vivo, veri e propri rituali collettivi e intergenerazionali fatti di groove e profondità emotiva unica. Tutti tratti che conquisteranno anche il pubblico di JAZZ OPEN Modena.
Dopo 7 anni di assenza da Modena, è attesissimo il ritorno in città di Luca Carboni che sarà il protagonista della serata del 17 luglio sul main stage di Piazza Roma per una nuova tappa del suo tour RIO ARI O LIVE nei festival e nei luoghi storici di straordinaria bellezza della nostra penisola. Accompagnato da una band di otto elementi, Luca Carboni porta in scena un grande racconto tra musica, parole e immagini, alternando momenti di grande festa ad altri di intimità acustica, attraverso le più belle canzoni del suo lungo viaggio artistico: “RIO ARI O” è infatti il primo suono della voce dell’artista arrivato agli ascoltatori, ancora prima delle parole in Ci stiamo sbagliando ragazzi, la canzone che apre il suo album d’esordio … intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film. Un suono che è diventato un simbolo.
Infine, l’ultimo giorno del festival sarà sicuramente segnato dall’esibizione di un autentico gigante come Jean-Michel Jarre, il 18 luglio sempre in Piazza Roma per la sua unica data italiana. Il pioniere della musica elettronica porterà dal vivo uno speciale spettacolo audiovisivo immersivo tra laser monumentali, mapping architetturale, schermi giganti, realtà virtuale, audio tridimensionale e visual generativi. Il concerto si inserisce nel pieno delle celebrazioni per i 50 anni di Oxygène, l’album del 1976 che ha rivoluzionato l’elettronica strumentale con il suo sound atmosferico e futuristico, vendendo oltre 18 milioni di copie nel mondo.
Artista visionario, innamorato del futuro e dell’ambiente, il compositore, performer e produttore francese è un instancabile innovatore ed esploratore tecnologico, come dimostrano anche le sue più recenti esplorazioni nelle performance in realtà virtuale e nel metaverso. Il suo catalogo conta oggi 22 album in studio che hanno superato 85 milioni di copie vendute nel mondo e gli hanno fatto vincere numerosi premi e riconoscimenti. Nell’arco della sua incredibile carriera Jarre ha lasciato un segno indelebile esibendosi davanti a milioni di spettatori in maestosi concerti-evento in alcuni dei luoghi più iconici di tutto il pianeta e in siti patrimonio UNESCO, trasformandoli in vere e proprie tele per la sua musica e per i suoi messaggi ambientali, dalle Grandi Piramidi d’Egitto al Deserto del Sahara, da Piazza Tienanmen alla Torre Eiffel e alla Galleria degli Specchi del Palazzo di Versailles. A questi luoghi straordinari si aggiungerà anche la monumentale esibizione a Modena per la chiusura del festival.

Line up Open Stages - da in alto a sx: Slap-e, Alex Fernet, C'mon Tigre, Godblesscomputer, RYF, Laura Agnusdei
IL PROGRAMMA AL BALUARDO
Sempre fra il 13 e il 18 luglio, JAZZ OPEN Modena abiterà il Baluardo (uno spazio culturale nato all’interno dell’ultimo residuo dell’antica fortificazione cittadina) con una programmazione dedicata alle varie sfumature dell’espressione jazzistica e una line up di assoluto profilo. Il programma al Baluardo si apre il 13 luglio con il live della poliedrica artista britannica Emma Smith. Vincitrice nel 2024 del Parliamentary Jazz Vocalist of the Year, si è esibita ovunque, dalla Royal Albert Hall di Londra ai più importanti jazz club del mondo e ha collaborato con artisti del calibro di Michael Bublè e Quincy Jones Orchestra. Esponente della formazione cult The Puppini Sisters e del Ronnie’s Scott All Stars, è considerata una delle voci più entusiasmanti del jazz contemporaneo. Dopo una trionfale tournée con la superband americana Postmodern Jukebox, la scorsa estate ha pubblicato il suo ultimo album dal titolo Bitter Orange.
Ormai un vero e proprio punto di riferimento nel panorama europeo per la sua capacità di reinterpretare il bebop e l’hardbop con una sensibilità moderna, la pianista Francesca Tandoi si esibirà al Baluardo il 14 luglio. Fra virtuosismo, improvvisazione pianistica e scrittura contemporanea, in pochi anni ha calcato i palchi dei club e teatri più prestigiosi del mondo, dal Blue Note di Milano al Duc des Lombards di Parigi, dal Bimhuis di Amsterdam allo Zigzag di Berlino.
Il 15 luglio sarà invece la volta di un puro talento della tromba jazz, il musicista pugliese Andrea Sabatino, già al fianco di nomi altisonanti della scena internazionale come Dee Dee Bridgewater, Sergio Cammariere, Mario Biondi, Fabrizio Bosso, Paolo Fresu, Javier Girotto e Roberto Gatto, per citarne soltanto alcuni. Sabatino ha appena pubblicato il suo nuovo album Fatata, un lavoro nel solco del contemporary jazz, in cui confluiscono varie declinazioni stilistiche, dalla musica mediterranea al funk, con echi di musica colta e un utilizzo deciso e consapevole dell’elettronica.
Dalla nuova scena british arrivano i Mammal Hands, in programma al Baluardo per JAZZ OPEN Modena il 16 luglio. Dai concerti memorabili al Barbican di Londra ai tour in Asia, la band è rinomata per le performance dal vivo coinvolgenti e ipnotiche, fatte di ritmi incalzanti, texture magnetiche e un’atmosfera meditativa. Dopo cinque album acclamati dalla critica, sono in procinto di pubblicare il nuovo album Circadia, un’ulteriore evoluzione della loro inconfondibile miscela di jazz, musica classica contemporanea, elettronica, folk, post-rock e minimalismo.
Il 17 luglio sul palco del Baluardo salirà il musicista americano Aaron Parks, fra i pianisti più influenti e rispettati della sua generazione. Con diversi album pubblicati per Blue Note Records e ECM, Parks crea un perfetto equilibrio fra elementi di modern jazz, indie rock e modalità orientali, in un suono unico e personale caratterizzato dalla bellezza lirica, dalla complessità ritmica e dalla sofisticazione armonica.
La programmazione al Baluardo si chiude in grande stile e nel segno della contaminazione il 18 luglio con il concerto del visionario chitarrista senegalese Herve Samb & Band accompagnato dalla sua band. Samb è un vero pioniere del jazz sabar, un particolare genere musicale che mette in dialogo la libertà del jazz con il sabar, ovvero una danza ma anche un insieme di percussioni ancestrali utilizzate nelle cerimonie Wolof.
GLI OPEN STAGES
La programmazione della prima edizione di JAZZ OPEN Modena si arricchisce ulteriormente con gli Open Stages al Giardino Ducale Estense che ospitano i live gratuiti degli esponenti della scena più contaminata e di ricerca, mescolando le sonorità jazz con l’elettronica, il punk e l’ambient. Nel solco di quella nuova onda di artisti che negli ultimi anni ha avvicinato il pubblico più giovane a un genere tradizionalmente più adulto come il jazz.
Il primo artista ad aprire le danze il 13 luglio sarà il polistrumentista e astro nascente dell’orizzonte alternative Alex Fernet con il suo originalissimo mix di soul, funk e new wave immerso in atmosfere felliniane e in un’estetica cinematografica noir, come dimostra il suo ultimo album Modern Night, in cui Bowie sta al fianco dei Gaznevada, David Sylvian passeggia con Scott Walker e gli Human League dialogano con gli Style Council.
Protagonista degli Open Stages il 14 luglio sarà invece un’artista abituata a calcare i palchi dei migliori boutique festival internazionali, la cantautrice e musicista R.Y.F. (acronimo di Restless Yellow Flowers, nome d’arte di Francesca Morello) che vanta collaborazioni con artisti come Moor Mother e Skin degli Skunk Anansie ma anche con una delle realtà più importanti della scena performativa contemporanea come i Motus, avendo firmato le musiche dell’acclamato spettacolo Tutto Brucia. Tra femminismo e attivismo politico, il suo album più recente, Deep Dark Blue è un’esplosione dance-electro-punk intrisa di sovversione queer che vuole dare voce alla diversità, alle persone non binarie e “a tutte le favolose creature della Terra”.
Il giorno seguente, 15 luglio, luci puntate sull’esibizione di Sleap-e, power trio guidato dell’eclettica, talentuosa e irriverente musicista Asia Martina Morabito, insieme a Daniele Tramuto (Komarov Magnificent Backflip) e Carlo Cornacchia (Bazaar,Yolao). La musica della band è un irresistibile cortocircuito tra bossa nova, anti-folk ed egg punk.
Ancora una donna protagonista del palco allestito al Giardino Ducale Estense il 16 luglio, la sassofonista e musicista elettronica Laura Agnusdei, già in forze alla band indie Julie’s Haircut e oggi con due album da solista all’attivo (l’ultimo, del 2025, è Flowers Are Blooming In Antarctica). La caleidoscopica artista bolognese si muove in un territorio ibrido in cui convergono composizione elettroacustica, ricerca timbrica, free impro e retaggi jazz: vertiginose architetture soniche al servizio di una costante indagine sulle potenzialità del sassofono.
Il 17 luglio invece, spazio a Godblesscomputers, ultradecennale progetto del beatmaker, producer e dj Lorenzo Nada, instancabile ascoltatore e collezionista di suoni dalle salde radici nell’hip-hop, che in questi anni ha esplorato i vasti orizzonti dell’elettronica mantenendo però il calore e il groove della black music. Nei suoi due ultimi lavori, Late Night Dance e Dance Until Dawn, a dettare il ritmo è la musica house, nelle sue sfumature jazz, deep e retrò.
Anche la programmazione più alternativa che segna gli Open Stages ha la sua chiusura in grande stile: il 18 luglio al Giardino Ducale Estense a farla da padrone sarà una delle realtà più acclamate dalla critica internazionale: i C’mon Tigre, un duo che sviluppa la propria identità attraverso un collettivo di musicisti e artisti visivi provenienti da tutto il mondo. Più che semplice musica, quella dei C’mon Tigre è un linguaggio stratificato e transmediale che dal punto di vista sonoro si esprime in una commistione di afro-beat, jazz, funk e hip-hop, fortemente segnata da un immaginario cinematografico. Nel 2025 sono stati in tour per celebrare i primi 10 anni di una carriera che li ha visti collaborare con artisti diversi come Sean Kuti, Arto Lindsay, Xenia Franca e Giovanni Truppi, per citarne soltanto alcuni. Dopo il loro ultimo singolo K//A\K//A porteranno Jazz Open un nuovo live che mette al centro l’elettronica come linguaggio autonomo. Un rave da ascoltare e da ballare, dove i brani più spinti verso il dancefloor convivono con momenti di ascolto profondo e dove elettronica e tradizione dialogano senza gerarchie, tra sintetizzatori, sequencer oud, chitarre, basso, violoncello, xilofono, batteria e percussioni acustiche.
Link ufficiali:
https://www.jazzopen-modena.
