"Iuventa" di Michele Cinque esce il 27 luglio su Netflix: la storia dell'ONG Jugend Rettet che ha ispirato il film "23.000 vite"

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Sopravvissuti sulla Iuventa (c) Cesar Dezfuli


Arriva su Netflix, lunedì 27 luglio, il documentario Iuventa di Michele Cinque che racconta la storia della nave umanitaria della ONG tedesca Jugend Rettet che, tra luglio 2016 e agosto 2017, ha tratto in salvo 23.000 persone.
Il documentario Iuventa, che ha ispirato il film 23.000 vite, prodotto da Netflix Germania e di cui Michele Cinque è co-sceneggiatore e produttore creativo, è diventato un manifesto contro la criminalizzazione dei soccorsi in mare. Il processo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a carico degli attivisti della nave si è finalmente concluso il 19 Aprile 2024 con il proscioglimento di tutti gli imputati e con la storica sentenza del GUP di Trapani che non solo ha sancito il non luogo a procedere ma ha anche sottolineato come aiutare chi fugge da torture, detenzioni arbitrarie, violenze sessuali, maltrattamenti, sfruttamento sessuale e lavorativo sia un dovere universale.
 
Dopo sette anni di sequestro e nessuna manutenzione, la nave è ormai un relitto che non può più navigare, ma rappresenta un simbolo dei nostri tempi. La storia della Iuventa ribadisce uno dei valori fondanti della nostra società, quello di soccorrere e di salvare chi si trova in pericolo in mare come stabilito dai trattati internazionali e dalla legge del mare. Il film esce in uno degli anni più mortali nel Mediterraneo dal 2014, nei primi sei mesi del 2026 sono già morte 990 persone, ricordandoci che non si tratta solo di una storia vera ma di una realtà con cui l’Europa deve fare i conti.

“La prima volta che ho sentito parlare della Iuventa è stato nella tarda primavera del 2016 quando Jugend Rettet, fondata nel 2015 dal diciannovenne Jakob Schoen e da alcuni suoi coetanei di Berlino, ha lanciato pubblicamente il suo programma di azioni. Sono stato colpito immediatamente da questa storia percependo la sua importanza sia da un punto di vista simbolico che reale. Erano già presenti tutti gli elementi chiave: la giovanissima età dei protagonisti, lo slancio utopico che li aveva spinti a lanciarsi in questa impresa, il desiderio di cambiare il mondo e una grande forza di volontà che, come era prevedibile, li avrebbe portati a un certo punto a scontrarsi con la durezza della realtà. Ho sentito fortemente la necessità di scavare più a fondo nella storia. Non mi interessava l’aspetto sensazionalistico dei salvataggi in mare ma ero piuttosto interessato a capire i protagonisti di questo progetto umanitario: i loro sogni, le loro speranze ma anche le loro delusioni. In Iuventa il focus non si concentra su un singolo personaggio, ma racconta un’esperienza collettiva e la nave diventa in qualche modo la vera protagonista del film. Con questo film sono tornato alle origini, trovandomi personalmente dietro la macchina da presa, affrontando da solo una realtà complessa e dolorosa, dovendo trovare il modo di restituirla in una forma narrativa. Il film è nato dalla convinzione della sua intrinseca necessità e dalla decisione di volerlo raccontare”, racconta il regista.


SINOSSI Iuventa
Iuventa racconta gli eventi di un anno cruciale della vita di un gruppo di giovani europei, tutti con differenti ruoli impegnati nel progetto umanitario della ONG Jugend Rettet: dal primo viaggio della nave Iuventa nel Mediterraneo fino alle pesanti accuse che oltre un anno dopo hanno portato al sequestro preventivo della nave nell’ambito di un’indagine sull’immigrazione clandestina. L’obiettivo della ONG dalla sua formazione è sempre stato quello di dimostrare che un programma di salvataggio nel Mediterraneo è non solo necessario ma è anche un dovere morale dell’Europa: i giovani di Jugend Rettet non hanno mai pensato di rappresentare niente di più che una soluzione temporanea al vuoto lasciato dall’Europa all’indomani della chiusura di Mare Nostrum. La narrazione del film è costruita a partire dalla prima missione della Iuventa: dalla partenza dal porto di Malta al ritorno della nave al porto della Valletta dopo 15 giorni in mare in cui sono state salvate oltre 2000 persone. Dopo la prima missione il film ci porta a Berlino e in Italia dove il futuro di Jugend Rettet viene messo in discussione. Iuventa, proprio per la giovane età dei protagonisti, assume i tratti di un racconto di formazione: il trovarsi davanti all’orrore della tragedia che si consuma quotidianamente nel Mediterraneo e la graduale presa di coscienza della complessità dei problemi socio politici connessi al grande tema della migrazione portano i giovani protagonisti a mettere in dubbio il senso dell’intero progetto che, in qualche modo, determina per loro la perdita dell’innocenza.
Iuventa ha riscosso successo non solo nei festival cinematografici e nelle sale in Italia e Germania, dove è diventato un cult, ma anche in eventi speciali quali la proiezione presso il Parlamento Europeo di Febbraio 2019, quella presso la Columbia University di New York, oltre ad essere stato selezionato dalla SIAE per un tour mondiale nel 2019.

Regia: Michele Cinque
Produzione: Lazy Film


Biografia Michele Cinque
Michele Cinque (27 marzo 1984) è un regista e produttore cinematografico italiano. Laureato in Filosofia presso l’Università La Sapienza di Roma, lavora nel settore audiovisivo dal 2004. Nel 2009 ha fondato la casa di produzione Lazy Film. Ha diretto documentari e progetti televisivi premiati a livello internazionale. Il suo lungometraggio documentario Sicily Jass (2015), co-prodotto con Rai Cinema, è stato presentato in anteprima al New Orleans Film Festival e selezionato in numerosi festival internazionali. Nel 2016 è stato ospite del festival Multiplicidade a Rio De Janeiro, realizzando due mostre interattive sul tema dell’Utopia. Il cortometraggio Jululu (2017) ha ricevuto un premio alla 74ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ed è stato presentato in oltre trenta festival internazionali. Il documentario Iuventa (2018), co-prodotto con Rai Cinema e ZDF/3Sat, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, ed è stato distribuito nelle sale in Germania, in Italia e in Grecia ed è stato presentato al Parlamento Europeo nel 2019. Tra i lavori successivi figurano il film sperimentale Quand on sera seuls (2020) e il documentario Cose che accadono sulla terra, vincitore del premio per il Miglior Documentario alla 65ª edizione del Festival dei Popoli, del premio Libero Bizzarri e presentato in anteprima internazionale all’IDFA e premiato al 58° Houston Film Festival. Dal 2023 collabora con il progetto SolRoutes, finanziato dall’Unione Europea, sviluppando opere artistiche e di ricerca dedicate ai temi delle migrazioni e dei confini. Dal 2023 al 2026 ha lavorato come co-sceneggiatore e creative producer del film Netflix 23000 lives, ispirato a Iuventa. Attualmente sta sviluppando due lungometraggi documentari: Les Aventuriers e The Open House.
 
 
Info sul caso Iuventa: https://iuventa-case.org/
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