ANADYOMENE. NASCENTE DALL'ACQUA
di Roberto Ghezzi
Lavatoi pubblici di Rio, isola d'Elba
Inaugurazione
sabato 18 luglio 2026, ore 18.00
A cura del Sistema
Museale dell'Arcipelago Toscano, S.M.AR.T.
Ai lavatoi pubblici di Rio, sull'isola d'Elba, l'acqua non
ha mai smesso di scorrere. Nella vasca centrale, alimentata ancora oggi da una
sorgente viva, si specchiano le travi scure del soffitto e la luce che entra
dalle finestre ad arco. È in questo luogo, custode per secoli dei gesti
quotidiani di una comunità, che approdano per la prima volta le Naturografie di
Roberto Ghezzi: opere che dall'acqua sono nate e all'acqua, in un lavatoio
ancora vivo, tornano a specchiarsi.
In questi spazi, per generazioni, si è consumata la vita
sociale del paese: le donne del paese si ritrovavano a fare il bucato, e qui,
al ritorno dal lavoro, i minatori si fermavano a lavarsi con l'acqua della
Fonte dei Canali prima di rientrare a casa. Un luogo di soglia, dove ci si
spogliava della fatica del giorno prima di tornare alla vita domestica: una
funzione che oggi, nell'accogliere le opere di Ghezzi, il lavatoio sembra
riproporre in altra forma, come spazio di passaggio tra ciò che si porta
addosso e ciò che si lascia emergere.
È la prima esposizione pubblica di Anadyomene. Nascente
dall'acqua, progetto ideato da S.M.AR.T., Sistema Museale dell'Arcipelago
Toscano.
Anadyomene, "nascente" o "che
emerge dal mare", è uno degli appellativi di Afrodite: nella mitologia
popolare è dalla collana della dea che nascono le sette isole dell'arcipelago
toscano, sette perle che invece di affondare risalgono in superficie. Una
leggenda di naviganti e di acque, di perdite che diventano luoghi, di rotte
impreviste che ridisegnano per sempre il paesaggio.
Le opere esposte a Rio sono Naturografie©, termine coniato dall'artista per un
processo in cui è la natura stessa a lasciare traccia di sé su supporti ecosostenibili, immersi per
mesi nelle acque dell'arcipelago. Umidità, minerali, luce, organismi
microscopici, sedimenti: tutto ciò che l'ambiente contiene diventa materia
pittorica. L'opera finale non è dell'artista nel senso convenzionale del
termine, ma il risultato di un accordo tra l'uomo e il luogo, in cui Ghezzi ha
posto le condizioni e la natura ha esercitato la propria libertà.
"Predispongo i supporti e poi mi faccio da parte", racconta
l'artista. "Lascio che sia la natura a compiere il gesto."
Il progetto nasce nel 2024 come residenza
artistico-scientifica promossa da S.M.AR.T., con il coinvolgimento di
ricercatori e professionisti chiamati a individuare, isola per isola, gli
ambienti più significativi da un punto di vista scientifico. Ghezzi ha
installato sei tele in luoghi salmastri, termali e d'acqua dolce
dell'arcipelago: il laghetto rosso delle Conche, presso Rio Marina, all'interno
del Parco Minerario; il porticciolo del Golfo di Mola e il bacino acquifero
delle Miniere del Ginevro, a Capoliveri, cinquantaquattro metri sotto il
livello del mare; le Terme di San Giovanni, a Portoferraio; il porto dell'isola
di Capraia; e quello di Cala Maestra, sull'isola di Montecristo, riserva naturale
dello Stato gestita dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Follonica, che per
la prima volta nella sua storia ha ospitato un'installazione artistica.
Dopo circa tre mesi di posa, le tele sono state ritirate
per una fase di studio scientifico condotta dal CNR di Pisa e dal biologo Guido
Silvano, dell'Università di Bologna, sui tessuti e sulle acque prelevate. I
risultati confluiranno nell'esposizione e negli sviluppi futuri del progetto,
seguito dal comitato tecnico scientifico di S.M.AR.T., composto da ricercatori,
docenti universitari, funzionari delle Soprintendenze, archeologi, geologi,
storici dell'arte contemporanea, paleontologi, architetti e museologi.
La prima tappa di Anadyomene coincide con la XII
edizione di Elba Book Festival, dedicata quest'anno al tema dei Naviganti: un
dialogo naturale, perché il
navigante non governa il mare, lo ascolta, mette in conto l'incertezza e
accetta l'attraversamento come condizione del movimento. È lo stesso sguardo
che Ghezzi porta nelle acque dell'arcipelago: non una conquista del paesaggio,
ma un ascolto prolungato, paziente, quasi scientifico.
La mostra resta aperta ai lavatoi di Rio fino al 25
luglio. Dal 28 luglio (opening ore 18.00) al 19 agosto si sposta a
Portoferraio, negli spazi dell'Open Air Museum Italo Bolano (informazioni e
orari su www.italobolano.com); per il finissage, il 19 agosto alle
ore 18.00, è previsto un talk con l'artista. Tutti gli appuntamenti sono a
ingresso gratuito. In virtù di un protocollo scientifico siglato tra la
direzione di S.M.AR.T. e i Musei Civici di Siena, il progetto sarà presentato a
Siena all'inizio del 2027.
"Il risultato", racconta Ghezzi, "sono opere in cui la natura e il paesaggio manifestano autenticamente se stessi, innescando un inedito dialogo tra arte, scienza ed ecologia." Ai lavatoi di Rio, quel dialogo prende la forma più semplice: l'acqua che un tempo lavava i panni della comunità oggi restituisce, sospese sopra la stessa vasca, le immagini che il mare ha lasciato emergere.
Roberto Ghezzi (1978, Cortona)
La sua formazione ha inizio nello studio di scultura di
famiglia e si perfeziona all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Esordisce
negli anni Novanta con la pittura. Per il valore scientifico della sua ricerca
ha collaborato con istituti e università italiani e stranieri, tra cui CNR ISP,
CNR ISMAR, CNR IOM e ARPA.
Tra le mostre recenti: Padiglione
Italia, 19. Biennale Architettura, a cura di Guendalina Salimei
(Venezia); Greenland Blurring, a cura di Mara Predicatori, Istituto
Italiano di Cultura di Copenaghen; The
Mountain's Eyes, Gallery MCube (Kathmandu); White
Fades, a cura
di Mara Predicatori, Istituto Italiano di Cultura di Oslo; Life on mARTS, a cura di CasermArcheologica, Museo di Storia Naturale
di Creta (Heraklion); Thybris, il fiume eterno,
a cura di Davide Silvioli e Cristian Porretta, Galleria Nazionale d'Arte
Moderna e Contemporanea, Roma; L'impronta dell'acqua,
a cura di Mara Predicatori, Museo di Palazzo della Corgna, Castiglione del
Lago; Aquae, a cura di Start Cultura e
EContemporary, Fondaco dei Tedeschi, Venezia (2023); Contemporary Ecosystems, a cura di Bojana Janeva e Davide
Silvioli, Museum of Contemporary Art of Skopje.
Tra le principali residenze e spedizioni internazionali: Iceland Still, Islanda centrale (2025); Legarti, Ulassai (2025); The Mountain's Eyes, Annapurna Base Camp, Nepal (2024); Life on mARTS, Creta (2024); The Polar Stream, Longyearbyen, Isole Svalbard (2023); The Greenland Project, con CNR ISP, Tasiilaq, Groenlandia (2022); North Macedonia Project, Art as Nature, Skopje (2022); L'Planeta de Origen, Ushuaia, Argentina (2019); Kunstkvarteret Artist House, Isole Lofoten, Leknes (2019); OAW, Tunisi e Hergla (2018); South Africa Project, Blyde River Canyon e Mossel Bay (2018); Alaska Project, Talkeetna, McCarthy, Alaska (2015).
Il Sistema Museale dell'Arcipelago
Toscano
Un arcipelago, sette isole, un patrimonio da scoprire:
nasce così, nel 2020, S.M.AR.T., il Sistema Museale dell'Arcipelago Toscano, la
rete che unisce le meraviglie culturali e naturalistiche di questo angolo del
Mediterraneo.
Le strutture della rete custodiscono esperienze
storico-artistiche e culturali eterogenee: parchi e musei archeologici, antiche
fortezze, musei geo-mineralogici, collezioni d'arte moderna e contemporanea,
miniere e raccolte che testimoniano la varietà di un arcipelago abitato fin
dall'antichità, dove storie di Etruschi, Romani e pirati si intrecciano a
quelle di Cosimo I de' Medici, Napoleone Bonaparte, Sandro Pertini, Pietro Gori
e molti altri.
Un sistema vivo, che invita ad attraversare l'arcipelago tra mare e memoria: un viaggio secolare attraverso luoghi che hanno sempre fatto del mare un'opportunità, mai una distanza.
