(videointervista) In vista dell'arrivo del Pontefice sull'isola, previsto per il 4 luglio, i media vaticani raccolgono la testimonianza del primo cittadino, Filippo Mannino. Racconta un'accoglienza fondata sulla profonda umanità e sulla sinergia tra la comunità locale e il presidio della Croce Rossa. Ricorda le parole di Francesco e guarda con speranza alla visita di Leone XIV, auspicando una benedizione che dia forza nell'affrontare le drammatiche situazioni che si presentano ogni giorno
Gabriella Ceraso e Franco Piroli - Lampedusa
Lampedusa si prepara ad abbracciare Papa Leone XIV, che il prossimo 4 luglio visiterà l'isola simbolo dell'accoglienza nel Mediterraneo. Un appuntamento dal forte valore spirituale e umano che, secondo il sindaco Filippo Mannino, rappresenta la continuità del messaggio lanciato da Papa Francesco durante la sua storica visita del 2013. Per il primo cittadino, intervistato dai media vaticani, Lampedusa resta "un presidio di umanità". Dalla Porta d'Europa, affacciata verso l'Africa, l'isola continua a ricordare sia chi è riuscito a raggiungere la terraferma in salvo sia le migliaia di persone che hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo alla ricerca di un futuro migliore.
Prima l'aiuto, poi tutto il resto
Mannino sottolinea come l'esperienza di Lampedusa abbia insegnato che, davanti a chi arriva chiedendo aiuto, la priorità sia il soccorso. "Quando una persona ti tende la mano, prima la aiuti, poi viene tutto il resto", afferma, ribadendo come il fenomeno migratorio assuma un significato diverso rispetto ai dibattiti politici affrontati lontano dall'isola. Il sindaco evidenzia anche il cambiamento avvenuto negli ultimi anni nella gestione degli sbarchi. Se in passato Lampedusa viveva una condizione di emergenza permanente, oggi l'organizzazione, grazie anche alla presenza della Croce Rossa, consente una gestione più strutturata e dignitosa dell'accoglienza. Restano però impressi nella memoria momenti eccezionali, come il 12 settembre 2023, quando sull'isola arrivarono circa 10 mila migranti in una sola giornata, quasi il doppio della popolazione residente. In quell'occasione, ricorda Mannino, fu determinante la solidarietà della comunità locale, che si mobilitò per distribuire viveri, raccogliere giochi per i bambini e offrire assistenza ai nuovi arrivati.
Impossibile restare indifferenti
Mannino ricorda con emozione le vittime delle traversate. Nei cimiteri dell'isola sono sepolte oltre 300 persone e, proprio per questo, è stato necessario realizzare un nuovo spazio destinato alle sepolture. "Quando vedi genitori affrontare il mare con bambini piccoli, capisci che non avevano alternativa", osserva il sindaco, spiegando come sia impossibile restare indifferenti davanti a queste tragedie. Il primo cittadino riconosce anche le difficoltà che l'isola ha vissuto negli anni, comprese le ripercussioni sul turismo a causa dell'immagine spesso restituita dai media. Tuttavia ribadisce che chi arriva a Lampedusa è prima di tutto una persona in cerca di salvezza e ricorda il ruolo svolto dai pescatori dell'isola, protagonisti di numerosi soccorsi in mare anche a rischio della propria vita.
Una benedizione che dia forza
Guardando alla visita del Pontefice, il sindaco legge nell'arrivo di Leone XIV la volontà di proseguire il percorso avviato da Papa Francesco, la cui frase "a voi, abitanti di Lampedusa, ringrazio per la solidarietà" rimarrà "scolpita su questa terra". Mannino ricorda la lettera inviata Leone dopo l'ennesima tragedia in mare, nella quale chiedeva: "Aiutaci ad aiutare". Per la visita del 4 luglio, conclude, si aspetta soprattutto una benedizione per chi raggiunge l'isola con la speranza di salvarsi e per la comunità lampedusana, chiamata ogni giorno ad affrontare il peso umano e morale di una delle frontiere più delicate d'Europa.
Vatican News del 30 giugno 2026


