Costruire
un'identità artistica significa trovare una voce riconoscibile senza smettere
di evolversi. È il percorso che Halley sta portando avanti attraverso i suoi
brani, nei quali convivono sensibilità pop, influenze urban e una scrittura
profondamente personale. "Chiamami", disponibile dal 3 luglio,
rappresenta un nuovo tassello di questa crescita.
Nel corso dell'intervista per Fattitaliani l'artista parla della propria evoluzione come autore, del rapporto con il produttore, della scelta di raccontare emozioni intime senza filtri e dell'importanza dell'estetica nella costruzione del suo progetto musicale. Un confronto che mette al centro il desiderio di restare sempre fedele a sé stesso.
Brano
dopo brano stai costruendo un'identità riconoscibile. Quali sono gli elementi
che desideri non manchino mai nella tua musica?
La possibilità di poter esprimere ciò che penso davvero credo sia la fortuna più grande legata alla musica, e l’unica cosa che non vorrei mai e poi mai perdere. E aggiungerei anche l’empatia che la musica può portare. Se parliamo invece prettamente di musica non esistono cose fisse che devono esserci non ne ho, mi piace sempre provare cose più diverse possibile e diversificare sia con il testo, sia di genere a volte. Io sono un appassionato di trap e mi piace un sacco scrivere canzoni di quel genere, ma amo ugualmente scrivere canzoni pop.
Quanto
è cambiato il tuo modo di raccontare le emozioni rispetto ai tuoi primi lavori?
Tantissimo
prettamente perché sono maturato come persona, perché ho fatto tante esperienze
e
probabilmente
anche perché sono migliorato. Detto ciò, raccontare emozioni e comunque sempre
stata una parte importantissima e la cosa che ho migliorato è che credo di poter sempre migliorare e fare in modo che le cose che scrivo siano più chiare possibili. Come ho detto tante volte per me è importante che il pubblico riesca a rispecchi arsi nei sentimenti quanto più nel singolo accaduto.
Ti
senti più autore, interprete o narratore quando scrivi una canzone come
"Chiamami"?
Autore assolutamente, diciamo che sono obbligato a fare tutte le parti però l’autore è sicuramente la mia parte preferita. quando chiudo una canzone che mi piace sono davvero contento e soddisfatto. Anche se in realtà l’autore in sé per sé come lavoro non lo farei mai perché voglio che ciò che scrivo sia interpretato da me, perché d’altronde lo potrei capire solo io al meglio. Poi perché i testi io gli scrivo basandoli sulla mia vita, quindi non avrebbe senso fargli cantare da altri.
Hai
mai paura che raccontare aspetti così personali possa esporti troppo davanti al
pubblico?
In realtà, con la musica non ho mai avuto paura di espormi, non so perché non c’è un motivo dietro a questa cosa, ma semplicemente perché ho sempre considerato belle le mie canzoni e degne di essere ascoltate da qualcuno solo che nelle mie canzoni, appunto parlo proprio di cose profonde e intime della mia personalità quindi viene da sé che se amo far ascoltare le mie canzoni devo anche apprezzare e accettare che la gente ascolti tutto questo.
Il
rapporto con il tuo produttore sembra molto creativo. Quanto è importante avere
qualcuno che riesca a valorizzare anche le idee lasciate in sospeso?
Tantissimo. Sono davvero fortunato a livello di produttori, un produttore e almeno il 50% della canzone e poi un produttore che ti sa capire davvero e che ti conosce, sale ai tuoi idee, sa cosa ti piace aiuta e facilita davvero tanto la produzione di un pezzo. io con un produttore sento proprio il bisogno di sentirmi capito, a volte a livello personale prima che prettamente musicale.
Nel
videoclip prevale una fotografia elegante e malinconica. Quanto peso
attribuisci all'estetica nella costruzione del tuo progetto artistico?
Abbastanza perché permette di vedere la visione che ho io del mio percorso, ritengo che ogni canzone debba essere interpretata dall’ascoltatore, e tramite l’immagini io riesco a dare la mia interpretazione, che attenzione non deve essere quella oggettiva è semplicemente la mia. I videoclip inoltre, secondo me sono importanti anche proprio come visualizzazione del suono, diciamo semplicemente come accompagnamento.
Quale
pensi sia il messaggio che rimane dopo aver ascoltato e visto il video di
"Chiamami"?
Non credo
di dover essere io a dire il messaggio che deve rimanere penso che ognuno debba
attribuirgli
il proprio, io il mio significato me lo tengo stretto e sono consapevole di
quale sia, ma ogni persona deve sentirsi più libera possibile di associare la
canzone a se stesso o alla propria vita.



