Il Buio esistenziale è la costante di Michelangelo Merisi, sin dal momento in cui viene al mondo.
È poi la peste a segnare la sua precoce sensibilità con l’esperienza dell’Orrore e della Morte. Il suo grande talento artistico lo porta a frequentare i salotti aristocratici, anche se sembra ineluttabilmente prediligere bassifondi e malaffare. Il Peccato lo sprofonda nella Tenebra, ma la sua tensione emotiva lo riporta sempre verso la Salvezza. Sino a comprendere che non esiste per l’Uomo la Luce senza il Buio. A meno dell’intervento salvifico di Dio.Giancarlo Mele (Milano, 1954), giornalista e scrittore, con la compagnia teatrale Alchimia, fondata vent’anni fa con un gruppo di amici, mette in scena suggestive rievocazioni storiche, scrivendone i testi, in larga parte tratti dai suoi successi editoriali. Per Meravigli ha pubblicato svariati volumi dal taglio divulgativo dedicati al territorio e una fortunata serie di romanzi storici sulla “saga degli Sforza”: L’artiglio della mangusta (protagonista Francesco Sforza); Il Rapace (protagonista Galeazzo Maria Sforza); Il Moro – Splendori e ombre del Ducato. Da anni Mele collabora con il musicista Maurizio Feregalli, per il quale scrive anche i testi di suoi brani musicali.

