Claudia Campagnola in "Flora e li mariti sua" le date estive. L'attrice a Fattitaliani: "ogni volta il racconto diventa diverso"

 

foto Ariele Vincent

Grande prova d’attrice per Claudia Campagnola, protagonista della commedia Flora e li mariti sua, scritta da Toni Fornari e ispirata al romanzo passionale “Dona Flor e i suoi due mariti” di Jorge Amado, diretta da Norma Martelli. Le musiche sono composte da Stefano Fresi.

 

Un adattamento ambientato nella Roma trasteverina dei primi del Novecento. Flora, vedova del suo amato e “scellerato” marito Nino, dopo un periodo di lutto si risposa con il dottor Teodoro, un pacifico e bonario farmacista, uomo istruito e soprattutto “co ‘na bona posizione”, come diceva la madre di Flora.

Dopo un periodo di “normale” vita coniugale Flora è però assalita da una strana sensazione di disagio della quale non sa darsi una spiegazione.

Sarà una zingara a far capire a Flora la ragione del suo malessere: con uno strano sortilegio libera lo spirito del lussurioso marito Nino, che appare a Flora completamente nudo, mentre lei sta facendo l'amore con il dottore. In quel preciso istante Flora capisce che quella sensazione strana era dovuta alla voglia di rivedere Nino. 

Da quel momento però Flora si troverà alle prese con i suoi due mariti! 

 

La poesia “Nostalgia notturna” è di Lavinia Antonietti. Le musiche sono state composte da Stefano Fresi che ha sottolineato: “Ho deciso di fare le musiche per "Flora e li mariti sua" perché conosco il romanzo carico di quelle atmosfere magiche del Brasile di Jorge Amado, ricche di amore e passione, e ho amato come Toni Fornari le abbia tradotte e restituite, trasportandole in una Roma di inizio secolo, la Roma di Trilussa e di Pascarella, tanto care all'autore e anche a me. La serenata romana è l'espressione che rappresenta di più la passione e l'amore della Roma di quel tempo, e quindi non poteva mancare, ed è anzi il pezzo musicale più rappresentativo della colonna sonora dell'opera”.

 


Intervista di Fattitaliani del 4 febbraio 2018:


Partendo dal testo di Jorge Amado che rilettura è stata data? 
Toni Fornari ne ha fatto una rilettura dei primi del '900 e all’interno del testo siamo partiti dalla Poesia di mia nonna Lavinia, “Nostalgia notturna” scritta in romanesco ed è stato il pretesto per la nascita del progetto e per fare tutto il riadattamento.
Quanto c’è di tuo nel personaggio? 
Molto perché è una storia che mi appartiene ed ha il senso della vita.
Mi ha colpito molto la frase “Amore e morte so na cosa sola”. Che mi dici? 
È vero! La vita è l’amore, non riesco a pensare la vita senza l’amore, perché non potrebbe esistere l’uno senza l’altro. La vita è anche la morte. La vita, l’amore e la morte è tutto qui.  È un gioco, un passaggio, un battito di ciglia. 
L’amore inteso in senso lato, so che hai una famiglia che ti ha sempre supportato. Quanto è importante nel tuo lavoro, il loro supporto? 
È importante avere una cuccia, una protezione, un posto dove sai che puoi rifugiarti nei momenti di difficoltà e dove trovi incoraggiamento, confronto, critica ma anche lo stimolo. È fondamentale soprattutto in questo mestiere avere un punto fermo, avere qualcosa che ti riporta sulla terra altrimenti sei sempre lì a volare fra le nuvole. Ogni tanto c’è bisogno di capire e di ricordarsi cos’è la vita e anche la quotidianità.
Sono un po’ di anni che porti in scena questo spettacolo, le reazioni del pubblico sono identiche o sempre diverse?  
Ha debuttato nel 2010 anche se non l’abbiamo fatto tutti gli anni. Avrà seguito perché è uno spettacolo che ogni volta che riallestiamo per rimetterlo in scena, ci ricorda che non si deve mai smettere di raccontare perché ogni volta il racconto diventa diverso, Il personaggio cresce con me, sia umanamente, sia fisiologicamente e anche artisticamente. Ogni volta il pubblico si riconferma nelle emozioni, nelle risate e devo dire che in quest’ultima versione ho avuto tantissime soddisfazioni perché ho fatto tantissimi cambiamenti e insieme alla regista Norma Martelli abbiamo capito che erano giusti e che dobbiamo seguire la direzione del racconto intimo e spontaneo.



Elisabetta Ruffolo


11 LUGLIO ore 21.30 

All’interno della rassegna FROSINONE A TEATRO

Quartiere Cavoni (ingresso libero)


20 LUGLIO ore 21.30 

SUI SENTIERI DEGLI DEI - AGEROLA (NA)

(Parco Belvedere)


28 LUGLIO ore 21.30

SABAUDIA (LT)

STORIE A PALAZZO, TRA MUSICA E TEATRO 

(Scalinata Palazzo Mazzoni, via Piemonte 4, Sabaudia)


6 AGOSTO CHIOSTRO SANTA LUCIA - RIETI

Fattitaliani

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