Si chiude dunque domenica 19 luglio il week end di apertura del 62esimo Macerata Opera Festival con la ripresa de Il Trovatore geometrico ed essenziale del regista messicano Francisco Negrin, già allo Sferisterio nel 2013 e 2016, con il Maestro Dmitri Jurowski sul podio ed un cast di grande solidità e comprovata esperienza a partire dal consolidato baritono Vito Priante come Conte di Luna e dal sempre più celebrato soprano marchigiano Marta Torbidoni come Leonora; nei panni del protagonista Manrico il giovane cinese Haiyang Guo, già assai apprezzato dal pubblico scaligero, teatro in cui è cresciuto professionalmente a partire dall’Accademia, e Sofija Petrovich come Azucena, artista in costante crescita dopo i significativi debutti ad Opera de Paris; quindi il Ferrando del giovane basso coreano Dongho Kim, già molto apprezzato nei ruoli verdiani, la giovanissima Alessia Camarin come Ines, una delle voci più interessanti della nuova leva; Simone Fenotti, altra nuova promessa di grande spessore, come Ruiz e infine Mauro Sagripanti come Messo.
Il cupo Trovatore di Negrin, animato soprattutto dai sapienti giochi di luce di Bruno Poet, ripresi per l’occasione da Marc Heimendinger, prosegue il progetto della Trilogia Popolare di Verdi lanciato dal Direttore Artistico Marco Vinco lo scorso anno con Rigoletto e che quindi si chiuderà nel ’27 con Traviata. Il regista messicano propone dunque un allestimento minimalista che nega qualsiasi citazione folkorica per concentrare l’attenzione dello spettatore sulla valenza atemporale dei dilemmi psicologici dei protagonisti, divisi tra il peso del passato e il bisogno di un presente libero da zavorre: “Il trovatore è il peso del passato: un passato che ci perseguita, un passato che distrugge ogni possibilità di un presente, di un futuro o dell'amore. Solo Leonora, come Leonore di Beethoven in Fidelio, capisce che l'amore e il presente sono l'unica strada da seguire. Leonora aiuta Manrico a percorrere questa strada con lei; ma Azucena, perseguitata dal ricordo della madre e del figlio bruciati vivi, è il canale attraverso il quale il passato getta la sua rete infuocata e arriva a consumarli. Gli errori che commettiamo quando rifiutiamo di vivere liberamente il nostro presente si ripetono, come i ritornelli delle ballate dei trovatori”.Al Macerata Opera Festival torna il Trovatore visionario di Francisco Negrin
20 luglio
E anche il direttore Jurowski ribadisce gli aspetti atemporali e assoluti della musica verdiana: “La musica del Trovatore ha una forza emozionale, una intensità melodiosa e una atmosfera scura che rispecchiano la tragedia e il conflitto persistente della drammaturgia.”
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