5 luglio Folkest a San Daniele: finale Premio Alberto Cesa e Omar Pedrini

 


A chiudere le giornate di Folkest 2026 a San Daniele Del Friuli domenica 5 luglio con gli appuntamenti di musica internazionale, gli incontri, gli spettacoli per famiglie. Ma soprattutto con la finale del Premio Alberto Cesa, ospite speciale Omar Pedrini che salirà sul palco accompagnato da Davide Apollo. 

Il borgo friulano si conferma ancora una volta crocevia tra tradizioni musicali europee e canzone d'autore italiana, con un programma che attraversa le chiese storiche del centro, la Biblioteca Guarneriana e piazza Pellegrino. La domenica si muove lungo i due grandi percorsi che caratterizzano il festival: da una parte Folkest Showcase, la vetrina internazionale sostenuta dalla piattaforma europea UpBeat, che porta a San Daniele artisti provenienti da diversi Paesi europei; dall'altra la serata finale della 22ª edizione del Premio Alberto Cesa, dedicato alle nuove voci del folk italiano.
La giornata prende il via alle 10.00 alla Biblioteca Guarneriana con Go to market: come organizzare un tour all’estero insieme a David Sierra. Si prosegue alle 11.00 nella chiesa di San Antonio Abate con il primo appuntamento di Folkest Showcase, affidato agli estoni Lennak, seguiti alle 11.50 nella chiesa di Santa Maria della Fratta dalla performance dei finlandesi Junna. Due progetti che rappresentano la vocazione internazionale del festival e la sua capacità di mettere in dialogo culture musicali differenti.
Alle 14.15, nell'Area Segreteria, torna l'appuntamento con gli Speed Meeting, occasione di incontro e confronto tra artisti e operatori del settore musicale. Alle 15.00 la Biblioteca Guarneriana ospita invece La RAI e il ruolo della radio nel Friuli del terremoto, incontro condotto da Elisabetta Malantrucco per Rai Radio Techetè, dedicato al ruolo della radio nella memoria e nella ricostruzione culturale del territorio dopo il sisma del 1976.
Alle 15.30 la Loggia Guarneriana accoglie grandi e piccini con la Compagnia L’arte del gioco, spettacolo della compagnia catalana che porta a Folkest un momento dedicato alla creatività e alla partecipazione familiare.
Nel pomeriggio prosegue il percorso internazionale di Folkest Showcase: alle 17.00 nella chiesa di Santa Maria della Fratta arriva il progetto polacco Chrust, appuntamento realizzato in collaborazione con Nei suoni dei luoghi; alle 18.00 nella chiesa di San Antonio Abate sarà protagonista lo spagnolo Jorge Garrido, mentre alle 19.00 la chiesa di Santa Maria della Fratta ospita i polacchi Jarzmo.
La serata in piazza Pellegrino si apre alle 20.15 con Luisa Briguglio, vincitrice del Premio Andrea Parodi 2025, una delle voci più interessanti della nuova scena musicale siciliana. A seguire, alle 21.15, il palco ospita la serata finale del Premio Alberto Cesa, momento centrale del festival dedicato ai cinque artisti finalisti: Natalia Abbascià dalla Puglia, Lindal dal Piemonte, Ensemble du Sud (progetto tra Italia, Cina e Argentina), I Cani Sciolti del Mondo Roverso dal Friuli ed Elisa Carta dalla Sardegna.
A condurre la serata saranno Martina Vocci di TV Koper/Capodistria e Duccio Pasqua di RAI Stereonotte, accompagnando il pubblico alla scoperta dei nuovi protagonisti della musica folk italiana e delle loro storie artistiche.
A chiudere musicalmente la serata una delle figura carismatiche della musica italiana: Omar Pedrini. Cantautore, chitarrista e autore tra le figure più riconoscibili del rock italiano, Pedrini ha segnato una stagione fondamentale della musica nazionale prima come fondatore e leader dei Timoria, band nata alla fine degli anni Ottanta e diventata uno dei gruppi simbolo della scena rock italiana degli anni Novanta, poi attraverso una carriera solista costruita tra ricerca musicale, scrittura e nuove contaminazioni. Il suo percorso lo ha portato negli anni a muoversi tra musica, radio, televisione e cultura, mantenendo una forte identità autoriale e una costante ricerca artistica. Nel 2024 ha ricevuto il Premio Rosa Camuna della Regione Lombardia per il complesso delle sue produzioni artistiche e musicali, riconoscimento che ha celebrato una carriera capace di unire popolarità e sperimentazione. 

Il Premio Alberto Cesa — Cuore identitario delle giornate è la 22ª edizione del Premio Alberto Cesa, intitolato al grande musicista piemontese: un concorso che ha raccolto oltre 150 candidature da tutta Italia e selezionato, attraverso cinque tappe da Arezzo a Codroipo, cinque finalisti: la pugliese Natalia Abbascià, gli occitani Lindal, il gruppo multietnico Ensemble du Sud, la sarda Elisa Carta e i carnici I Cani Sciolti del Mondo Roverso. Tutti e cinque sono chiamati a confrontarsi anche con una prova identitaria, ovvero musicare e cantare un testo in lingua friulana del poeta Federico Tavan, in collaborazione con Morganti Editori. I primi tre classificati accederanno di diritto a Folkest 2027; il primo riceverà inoltre un premio dal Nuovo Imaie e parteciperà al Festival Ethnos di Torre del Greco, mentre la giuria assegnerà anche uno speciale riconoscimento per la miglior interpretazione di un testo di Tavan.

Folkest Showcase e UpBeat — Le giornate di San Daniele si confermano anche quest'anno la casa italiana di UpBeat, la piattaforma dell'Unione Europea che riunisce quattordici dei più importanti showcase festival continentali: un palcoscenico che porta a San Daniele artisti, operatori del settore, produttori e giornalisti da tutta Europa, e che quest'anno coinvolge musicisti da Lussemburgo, Romania, Estonia, Finlandia, Polonia e Spagna (con una rappresentanza che spazia dalle Isole Canarie alla Spagna continentale). Il cartellone UpBeat porta a San Daniele otto artisti internazionali distribuiti tra venerdì e domenica. Si apre venerdì alla Tavernaccia con la canaria Natalia Machín e il suo concerto speciale Piel y Sentidos, per poi proseguire in piazza Pellegrino con il lussemburghese Scheppe Siwen alle 22.15 e i romeni Catteh alle 23.10. Domenica la vetrina internazionale riprende al mattino con il Duo Lennak dall'Estonia e Junna dalla Finlandia, e si chiude nel tardo pomeriggio con i polacchi Chrust e Jarzmo e lo spagnolo Jorge Garrido, questi ultimi due showcase realizzati in collaborazione con Nei suoni dei luoghi.

Il Duo LennaK è un duo di kannel formatosi nel 2020 da Paulina Andrjeva e Miia Polding, con l’obiettivo di ampliare i confini artistici e tecnici dello strumento tradizionale estone, il kannel cromatico. Sebbene in Estonia il kannel sia tradizionalmente considerato uno strumento principalmente popolare, il Duo Lennak lo affronta da una prospettiva lungimirante. Le giovani musiciste sfidano attivamente le convenzioni, impiegando tecniche esecutive innovative, ampliando le possibilità sonore e utilizzando un linguaggio musicale contemporaneo. Il loro linguaggio sonoro è stato descritto come primordiale e cosmico, pur mantenendo un respiro nordico limpido e austero, ispirato da foreste sconfinate, paludi e mare.
Junna è un duo electro-folk fondato nel 2019 da Juha Seppänen e Anna Haaraoja. Il loro sound, che fonde le tradizioni folk con le sonorità della musica elettronica, dalla trance all’hardstyle e al drum’n’bass, combina il violino elettrico con sintetizzatori avvolgenti e una batteria incalzante in stile stadio, creando un mix eclettico tra amanti del folk e appassionati di rave. Nel 2025, i Junna hanno iniziato la collaborazione con l’attesissimo videogioco Road to Vostok, che ha portato il duo a raggiungere una notorietà internazionale.
 

Tre personalità distinte – folk, elettronica e rock – creano uno show che funziona altrettanto bene sul palco di un festival come in un club.

I concerti dei Chrust sono incentrati su emozioni intense, espresse nel linguaggio della musica alternativa contemporanea. La band ha vinto premi in prestigiosi concorsi (Rock May Festival, In Memoriam, Soundela), è apparsa a Must Be The Music e ha raggiunto la finale polacca per l’Eurovision 2025, il che li rende uno dei principali rappresentanti della nuova ondata folk nel panorama musicale polacco. È la scelta perfetta per i promoter che cercano qualcosa di più di una semplice rock band o un semplice gruppo folk...

Jorge appartiene alla quarta generazione di una famiglia di musicisti dediti al folklore della loro regione, La Rioja. Dopo anni di ricerca, ascolto e osservazione di tutto ciò che lo circonda, Jorge ha costruito quasi involontariamente il suo universo, partendo da questo strumento così particolare. Ha studiato con Valentin Clastrier, Germán Díaz, Rafa Martín, prima di registrare il suo primo disco di sola ghironda, Cuerdas y teclas.
Lavora attualmente con altri progetti musicali come Armenia La Rioja Visa, insieme al maestro di duduk Noric Sahakyan e il duo con Cuerdas y teclas con la cantante Elena Aranoa, già presente a Folkest nel 2023.  Nel 2024 ha realizzato uno dei suoi sogni: portare la sua ghronda in Giappone e collaborare con musicisti locali, in questo caso il grande percussionista Leo Sai a Tokyo e il ghrondista Tomo Yoshikawa a Kyoto.
Jarzmo [ya-shmoh] è una storia raccontata da un duo di musicisti ambientata in una realtà pre-apocalittica: nebbiosa, fredda e sommersa da rifiuti elettronici, in cui risuona ancora la melodia di un oberek suonato cento anni fa da un musicista di paese ai margini di un campo… Il loro sound attinge sia alla musica classica e allo stoner rock, sia alla musica tradizionale polacca, trovando spazio sia sul palco di un fumoso rock club che nella scena folk.
 L’ispirazione principale per la nascita del progetto è venuta da uno strumento: una nyckelharpa, realizzata per Piotr da Monika Sobolewska nel loro laboratorio di liuteria. La nostalgia per i tempi antichi dei nostri antenati, che vivevano in armonia con il ritmo della natura, si sta trasformando in una crescente rabbia verso il genere umano, lanciato verso un’inevitabile sconfitta. Ma c’è ancora speranza. I Nomadi la inseguiranno.
Originaria di Messina, Luisa Briguglio nel suo progetto musicale solista, che include scrittura in dialetto siciliano, esplora radici culturali e letterarie, combinando tradizione e innovazione in una musica che riflette la complessità della sua terra d’origine, con al centro la partenza, la distanza e il dialogo ininterrotto con una terra benedetta e maledetta insieme – in continuità con le voci dei suoi antenati: migranti, cantautrici, poeti. La sua scrittura è in dialetto, la lingua delle emozioni, eredità antica capace di flettersi ai bisogni del presente. La sicilianità che traspare dai suoi brani accoglie, ma solo in parte, il linguaggio e gli stili della tradizione musicale popolare: un’altra Sicilia, urbana, incontro di culture, ma anche solitaria e mistica, anima le parole e la scelta dei suoni.
 La sicilianità che traspare dai suoi brani accoglie, ma solo in parte, il linguaggio e gli stili della tradizione musicale popolare: un’altra Sicilia, urbana, incontro di culture, ma anche solitaria e mistica, anima le parole e la scelta dei suoni.
La formazione dei Cani sciolti del mondo roverso nasce dalle diverse esperienze musicali dei singoli componenti. Siamo partiti dai brani di uno dei componenti, costruendo poi le nuove sonorità che ora contraddistinguono il repertorio di nostre canzoni in italiano, che combinano elementi di musica tradizionale con la musica popolare occidentale, come il rock e il pop, spesso utilizzando stili di diverse culture. Continuando nella nostra ricerca stilistica, abbiamo aggiunto di recente alcuni brani in friulano.
Natalia Abbascià arrangia e compone brani originali per voce e violino ispirandosi principalmente alla musica antica, classica, jazz e popolare di epoche diverse, lasciando spazio anche all’improvvisazione: una ricerca che opera parallelamente su corpo e voce: un corpo che rivela forze e debolezze e una voce che è suono dell’anima e strumento privilegiato delle emozioni. Folk, jazz e classica dialogano tra loro lasciando spazio all’improvvisazione, intrecciando il canto agli armonici sottili del violino e creando un universo sonoro delicato e vibrante.
LINDAL, dall’occitano soglia, principio di…
Le melodie, i ritmi e i suoni strettamente legati alla forte identità della musica occitana vengono elaborati e plasmati da filtri e campionamenti, oltre i confini più visionari e contemplativi generati dall’elettronica. Due musicisti con i piedi ben piantati dentro le radici della tradizione delle valli occitane, grazie alle molte collaborazioni con le più significative formazioni della cultura occitana, e un occhio puntato sulla sperimentazione.
Elisa Carta nasce a Sassari e si avvicina alla musica da bambina con lo studio del pianoforte classico al conservatorio della sua città. Si forma come cantante Jazz alla scuola ARPEJ di Parigi dove risiede per cinque anni.
Nel 2013 consegue il diploma accademico in canto jazz al conservatorio di musica Luigi Canepa di Sassari.
Nel suo primo lavoro discografico S’Incontru mescola lingua sarda con blues, jazz, elettonica e musica latina, collaborando anche con Pacifico.

 
L’Ensemble du Sud nasce dall’incontro tra musicisti di formazione internazionale, con l’intento di creare un ponte tra tradizione e innovazione, tra suoni antichi e linguaggi contemporanei.
La formazione combina strumenti acustici e timbriche inusuali – come il guzheng (arpa cinese), l’ocarina emiliana, il violino, la chitarra e le percussioni – con elementi folk e funky, dando vita a un nuovo genere musicale: un alternative pop multiculturale e coinvolgente.


 
Bresciano, è cresciuto in una famiglia dalla forte tradizione musicale: uno dei bisnonni materni era un liutaio, la nonna materna suonava la chitarra e la madre, vicina al movimento hippy, era solita portare i figli con sé ai concerti. Dopo varie formazioni giovanili, incidendo il primo disco con i Timoria nel 1990. Si dedica poi alla sua carriera solista, impegnandosi in vari laboratori e trasmissioni radiotelevisive, come conduttore e autore.
Molto impegnato sulle tematiche ecologiste, pubblica il suo primo libro, Angelo ribelle che contiene riflessioni dell’artista sia sul proprio percorso che su tematiche più di ampio respiro, quali il consumo di droga, la difficile situazione economica delle generazioni più giovani e il rapporto con la natia città di Brescia. Il 29 maggio 2024, riceve il Premio Rosa Camuna, istituito dalla giunta regionale della Regione Lombardia, per le sue produzioni artistiche e musicali, che lo hanno reso un protagonista indiscusso della scena rock italiana dagli anni Novanta a oggi.
Fattitaliani

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