“Spingere” è il nuovo singolo di Charlie Cinelli feat. Manuel Roccia Battaglia

Dal 26 giugno 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e dal 3 luglio sarà in rotazione radiofonica “Spingere”, il nuovo singolo di Charlie Cinelli feat. Manuel Roccia Battaglia.

Dall’incontro tra Charlie Cinelli, storico cantautore folk dialettale bresciano, e Manuel "Roccia" Battaglia, influencer agricolo e Campione Europeo di Braccio di Ferro (con oltre 100k follower su Instagram), nasce "SPINGERE".

Il brano è un vero e proprio inno alla determinazione, alle radici e all’orgoglio del territorio, caratterizzato da sonorità che richiamano la dance anni '90 di Gigi D'Agostino. Un progetto sostenuto con entusiasmo anche da Orgoglio Bresciano, la community social da 350k follower che dà voce a chi ama Brescia e i bresciani.

 

Spiega l'artista a proposito del brano: “Sono sempre stato affascinato da svariati generi musicali completamente diversi tra loro. Quando una melodia mi convince basta trovare la storia da abbinare e il personaggio del Roccia è proprio quello giusto da celebrare. Con il superbo arrangiamento di Cristian Piccinelli è nata questa power song che collocherei nel mio progetto musicale 'Cassomanfrega'".

Il videoclip di “Spingere” è decisamente psichedelico e frenetico, pensato proprio per omaggiare l'estetica dei video musicali di fine millennio. Girato interamente su green screen presso gli studi di Perfect Day Music, il video porta la firma del regista Cristiano Mondini per TRK Studio, che è riuscito a tradurre in immagini la carica ironica e l'energia travolgente del pezzo.

Biografia

Giancarlo Cinelli, in arte Charlie Cinelli, nasce il 21 novembre 1958 a Sarezzo, nella Valtrompia bresciana. Nonostante i primi approcci alle scuole elementari si rivelino poco inclini al solfeggio tradizionale, il suo legame con la musica diventa presto viscerale. Affascinato dalle canzoni dei Pooh, di Battisti e Celentano, la vera folgorazione scatta con il rock dei Led Zeppelin e la vista di una chitarra elettrica sul palco del teatro parrocchiale.

I primi accordi nascono nella bottega del barbiere del paese, per poi evolversi attraverso studi formali e lo scambio creativo con gli amici, tra il cantautorato di De André, De Gregori e Guccini e il progressive di Genesis e Jethro Tull. La scoperta del jazz (da Miles Davis a Charlie Parker) segna una svolta: Charlie imbraccia il basso e fonda la sua prima band, i Bluesettes. Frequenta per due anni la classe di contrabbasso al Conservatorio, un percorso interrotto solo dalla chiamata alla leva militare.

Al suo ritorno, la voglia di esplorare il mondo lo spinge verso la musica leggera. Entra nella band di Iva Zanicchi e dà il via a una lunga serie di esperienze internazionali che lo portano a girare l'Europa. In Inghilterra mette radici per qualche anno tra Londra e la Cornovaglia, esibendosi nei contesti più disparati: dai trii jazz alle formazioni country&western, fino alle big band in stile Glenn Miller.

È proprio la lontananza da casa a far nascere in lui l'esigenza di scrivere canzoni in dialetto bresciano. Al rientro in Italia, la sua carriera si sdoppia con successo: da un lato si afferma come stimatissimo turnista e session player televisivo (Rai, Mediaset) e in studio per i più grandi nomi della musica italiana — tra cui Mina, Zucchero, Ornella Vanoni, Renato Zero, Riccardo Cocciante e Mario Lavezzi — dall'altro dà vita ai Charlie & the Cats, un power trio capace di fondere rozzamente rock, ironia, inglese e dialetto.

Nel 1998, tornato stabilmente alla chitarra, pubblica il suo primo album solista, Törölölö, una raccolta acustica che introduce sonorità folk grazie a mandolino e fisarmonica.

Poliedrico e refrattario alle etichette, Charlie Cinelli si muove ancora oggi con totale disinvoltura tra i generi: passa dall'energia elettrica dei Cats alle atmosfere intime della sua Gibson J200 acustica, senza mai dimenticare l'amore per il basso (l'inseparabile Fender Jazz modificato in Inghilterra) con cui spazia tra funk, reggae e blues. Con una discografia ricca e una dimensione live incessante, Charlie continua a dimostrare che il dialetto, proprio come l'inglese, possiede una forza musicale universale capace di abbattere ogni barriera linguistica.

 

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