Rai Teche e RaiPlay: "Campioni", i Mondiali del 1966. Il giallo del trionfo inglese

Fattitaliani


Rai Teche prosegue la riedizione d’archivio di "Campioni – Le più belle partite della nostra vita", lo storico ciclo di narrazione sportiva curato da note firme del giornalismo televisivo.

Disponibile da giovedì 11 giugno su RaiPlay, il nuovo appuntamento: “Mondiali 1966, il giallo del trionfo inglese” che accende i riflettori sulla celebre finale della Coppa Rimet del 30 luglio 1966 disputata tra Inghilterra e Germania Ovest nella suggestiva cornice dell'Empire Stadium di Londra, il mitico Wembley dell'epoca. Un’edizione, quella, rimasta indelebile anche per l'inattesa débâcle dell'Italia contro la Corea del Nord. La puntata selezionata è curata e condotta da Andrea Barbato che, subito in apertura, restituisce al match il respiro dell'epoca, inserendolo in un panorama storico, culturale ed economico ben preciso. Fu quello un anno in cui l’industria nostrana dell'auto fioriva – tra la targa novecentomila a Roma e l’apertura della Fiat a Togliattigrad – e nasceva la Montedison, mentre l'attenzione mondiale era catturata dalla celebre nuotata di Mao Tse-tung nello Yangtze, ostentazione di vigore alle soglie della Rivoluzione Culturale cinese.

In questo scenario si colloca la sfida allo stadio Imperiale, conclusasi con la vittoria dei padroni di casa per 4-2 ai tempi supplementari dopo il 2-2 dei regolamentari. Il match viene analizzato da Barbato, che orchestra un vivace dibattito con un qualificato parterre di ospiti. Tra i protagonisti in campo quel giorno, i tedeschi Helmut Haller e Karl-Heinz Schnellinger ridiscutono ancora, a distanza di tanti anni, l'assegnazione del celeberrimo "gol fantasma" del 3-2; di contro, l'attaccante inglese Geoff Hurst rievoca con signorile umiltà la tripletta decisiva che lo consegnò alla storia. Al confronto partecipano anche Nicola Pietrangeli, campione di tennis e grande appassionato di calcio, il CT azzurro dell’epoca Edmondo Fabbri e il cronista sportivo Gian Maria Gazzaniga.

La telecronaca di Niccolò Carosio restituisce lo stile inappuntabile del giornalista, il quale commenta il primo sigillo tedesco con un'anticipazione statistica. Ricorda infatti che, nelle precedenti edizioni dei Mondiali, la squadra capace di sbloccare il risultato era poi sempre andata incontro alla sconfitta – salvo che nella finale del 1938 a Parigi, che vide l'Italia trionfare sull'Ungheria per 4-2.

Il sigillo definitivo al documento d’archivio è rappresentato dalla consegna della Coppa dalle mani della giovane Regina Elisabetta II a quelle del capitano inglese Bobby Moore.

Nella discussione in studio risalta l’inconsolabile rimpianto di Edmondo Fabbri per l’eliminazione al primo turno della sua, pure forte, Nazionale. Nicola Pietrangeli analizza lo stile di gioco espresso dalle squadre finaliste, auspicando per il futuro un football che sappia offrire spettacolo attraverso il valore del gesto tecnico, e non tramite la sola esuberanza fisica. Gian Maria Gazzaniga attinge invece al suo taccuino di inviato per rievocare gli antefatti della finale londinese e della spedizione italiana, riassunta nel traumatico lancio di pomodori che accolse la squadra azzurra al ritorno in patria.

(www.raiplay.it/video/2026/06/Campioni-le-piu-belle-partite-della-nostra-vita---Mondiali-1966-il-giallo-del-trionfo-inglese-40d891b8-6fe6-4785-905a-4875c49765c0.html).

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