Una storia di salvati e salvatori nella Roma occupata dai nazisti, quella raccontata nel nuovo appuntamento di "Sorgente di vita", il programma di vita e cultura ebraica prodotto da Rai Cultura e curato dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, in onda domenica 14 giugno alle 08.00 su Rai 3.
I salvati: Chiarella Pollitzer e i suoi genitori Renato e Nora. I salvatori: Maria Cristina Bezzi-Scali Marconi, seconda moglie del padre della telegrafia senza fili Guglielmo Marconi, che era scomparso nel 1937, e l’allora Ambasciatore di Spagna presso la Santa Sede Domingo de las Barcenas. Figli e nipoti ricostruiscono vicende e rapporti personali, che si intrecciano a partire dagli anni Venti del Novecento, quando Renato Pollitzer e Nora Prister, ebrei triestini, si incontrano e si sposano a Roma, e Renato diviene il medico della famiglia Marconi.Situata in posizione strategica, tra i Monti Ausoni e la costa tirrenica, nel cuore di una fertile pianura, l'antica Fondi è stata per secoli un crocevia di commerci, scambi e incontri tra culture. Qui ha vissuto a lungo una comunità ebraica, della cui presenza, documentata a partire dal 1280, permangono alcune tracce nell’antico centro storico, e che è raccontata in un piccolo museo ebraico locale. Una comunità la cui storia si concluse con la cacciata degli ebrei dalla Spagna, Sud Italia incluso, avvenuta nel 1541. Un itinerario con la storica e archivista Micaela Procaccia.
Fotografa, partigiana, audace: è il ritratto di Julia Pirotte, ebrea polacca a cui è dedicato il documentario “E’ coraggiosa, signora”, del regista israeliano Asaf Galay, presentato al Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara, nell’ambito del ciclo di incontri “Scatti di storia”. Dal suo piccolo paese polacco Julia si trasferisce prima in Belgio e poi a Marsiglia: documenta la guerra, partecipa alla Resistenza e scatta istantanee straordinarie e preziose dei partigiani al fronte, fino alla liberazione della città, nell’agosto del 1944. Continuerà a documentare il suo tempo, con una particolare attenzione per gli esclusi e gli emarginati. Ma ritrarrà anche grandi protagonisti del ’900 come Edith Piaf e Pablo Picasso.
Sculture, ceramiche, vasi, ciotole e oli su tela segnano il cammino artistico di Marina Ortona. Opere realizzate con materiali diversi: argilla, porcellana, gres, gesso e legno che danno forma a ricordi, emozioni e radici culturali. La prima mostra personale dell'artista, alla Galleria W. Apolloni di Via Margutta a Roma, fino al 4 luglio, è un viaggio tra memoria individuale e storia collettiva, permeato dei ricordi ebraici di Tripoli, da cui Marina Ortona dovette fuggire con la famiglia nel 1967 dopo i pogrom che subì la comunità ebraica.
"Sorgente di vita" è anche online su RaiPlay.it


