NEW YORK Mostra fotografica di Matilde Damele dal 10 giugno al Museo di Roma in Trastevere

 


Il Museo di Roma in Trastevere presenta la mostra NEW YORK di Matilde Damele, un viaggio fotografico e interiore lungo le strade della Grande Mela.

La mostra è promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ed è a cura di Giovanni De Angelis. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Nel lavoro di Matilde Damele la strada diventa uno spazio di introspezione e conoscenza, un palcoscenico urbano attraversato dallo sguardo di una flâneuse contemporanea. Come unosservatrice silenziosa immersa nel fluire incessante di New York, da Brooklyn alla West Side fino al Bronx, Damele sceglie di rallentare, di cercare lattimo sospeso in cui l’umanità si rivela nella sua fragilità.

Con la sua Leica M6 analogica, costruisce una relazione intima con la città, in un dialogo che richiama la poetica in bianco e nero di autori come Garry Winogrand o Helen Levitt, ma riletto attraverso una sensibilità profondamente personale, segnata dallesperienza dello sradicamento. I quindici anni trascorsi a New York lasciano emergere una narrazione fatta di solitudini, attese e gesti minimi. Ogni fotografia, pur radicata nella contemporaneità, sembra eludere il tempo storico, preservando una sensazione quasi sospesa che restituisce la città come luogo mentale. Le immagini di Damele non documentano New York: la attraversano, la respirano, la trasformano in metafora di un viaggio interiore.

A questo sguardo urbano si affianca la serie dedicata a Coney Island, dove la tensione della città si allenta in una dimensione più lenta e sospesa. Tra spiaggia e strutture decadenti del Luna Park, emergono figure eccentriche e momenti di quotidianità che sfiorano il surreale. In queste immagini si percepisce, in filigrana, uneco dello sguardo diretto e disincantato di Weegee, che proprio a Coney Island seppe restituire una umanità teatrale e senza filtri, qui rielaborata da Damele in una chiave più intima e contemplativa. Nelloscillazione tra distanza e coinvolgimento, la fotografa costruisce un codice visivo in cui la ricerca dellaltro coincide con la riscoperta di sé stessa.


 

 

 

La mostra è accompagnata da una serie di immagini realizzate a Roma in zona Porta Maggiore e dintorni che conservano la poetica dell’artista in uno sguardo unico e contemporaneo. In occasione della mostra sarà disponibile il libro edito da DCV dal titolo NEW YORK 1999-2014 MATILDE DAMELE

 

 

 

Rettangolo

 

MATILDE DAMELE

Matilde Damele nasce a Bologna nel 1969 e, laureata in Lingue, segue un corso di fotografia

e si trasferisce a New York spinta dal desiderio di approfondire questa passione. Qui trascorre quindici anni, vivendo la città con la curiosità di una straniera, immergendosi in un paesaggio umano in continua trasformazione. Frequenta lambiente stimolante dellInternational Center of Photography dove entra in contatto con fotografi di fama internazionale e inizia a percorrere i vari quartieri con la macchina fotografica, sulle tracce dei grandi autori della New York School, costruendo un racconto personale fatto di strade, volti e frammenti urbani.

La città diventa presto il suo terreno di ricerca. Espone in numerose mostre collettive e realizza una personale allEmpire State Building. L11 settembre 2001 fotografa il crollo delle Torri Gemelle e le immagini entrano a far parte del volume Here is New York: A

Democracy of Photographs, testimonianza corale di un evento che segna profondamente anche il suo percorso.

Alla scadenza del visto è costretta a lasciare gli Stati Uniti e si trasferisce a Londra, dove prosegue la sua formazione con un master alla Central Saint Martins University. Qui la sua ricerca si trasforma e si apre a nuove sperimentazioni. Nel 2017 Esili, il progetto di fotografie serigrafate su sacchetti di plastica, vince il Clifford Chance Printmaking Prize della Marlborough Gallery. Nel 2019 Esili viene esposto a Photo London e menzionato dal Guardian tra le proposte più innovative in mostra.

Nel 2020 sceglie Roma come nuova città di vita e di lavoro. Accanto alla pratica artistica, collabora con Trinity College Campus, AIFS e Officine Fotografiche.

Nel 2025 il volume New York 1999–2014 pubblicato dalleditore DCV di Berlino, presenta una selezione di immagini che raccontano la sua esperienza americana. Nello stesso anno partecipa al festival Narni Immaginaria con un progetto dedicato a Coney Island, luogo simbolo di una memoria personale e collettiva.

Le sue fotografie entrano a far parte di importanti collezioni internazionali, tra cui la New York Historical Society, Clifford Chance a Londra, il Centre Pompidou-Metz e la Bibliothèque Stanislas di Nancy.

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