La seconda serata dell’Ischia Film Festival ha attraversato storie di guerra, memoria e sopravvivenza, con un programma che, nei luoghi del Castello Aragonese, ha tenuto insieme epoche, paesi e linguaggi diversi. Dalla storia del Novecento ai conflitti contemporanei, dal lutto alla ricerca di un’appartenenza, le proiezioni hanno composto un percorso di incontri e domande aperte.
La Cattedrale dell’Assunta ha ospitato Silvio Soldini, che ha accompagnato il pubblico alla proiezione di Le assaggiatrici. Ispirato al romanzo di Rosella Postorino, il film racconta la vicenda delle donne costrette ad assaggiare il cibo destinato a Hitler, mettendo al centro la paura, l’obbedienza e l’istinto di sopravvivenza. Soldini ha raccontato: “Ogni film è un viaggio: il mio compito è trovare, dentro quel viaggio, lo sguardo che ci renda più vicini a noi stessi. Partendo dallo spazio chiuso già presente nel romanzo di Rosella Postorino, durante l’adattamento è apparso evidente che quel microcosmo doveva diventare il cuore del film; abbiamo perciò concentrato la narrazione su quel nucleo, riducendo gli elementi esterni presenti nel libro per lasciar emergere con forza la storia delle sette donne e del rito quotidiano che le condanna. Per ottenere la verità di tono che volevo, ho lavorato due settimane con le attrici prima delle riprese: quel lavoro di avvicinamento è stato necessario per costruire l’unità emotiva di ogni sequenza. Essere all’Ischia Film Festival è per me una prima volta significativa: scoprire l’isola e proiettare il film nel suggestivo scenario del Castello Aragonese rende l’incontro con il pubblico ancora più intenso.”
A Piazza d’Armi, Comet in coma di Carlo Puoti, Camillo Sancisi e Margherita Piazza racconta, tra le rovine della guerra fra Russia e Ucraina, la vicenda di un soldato disarmato che torna a guardare le stelle. A seguire, Massimiliano Battistella ha presentato DOM, dedicato a Mirela, arrivata in Italia bambina durante l’assedio di Sarajevo e tornata nella sua città per cercare i compagni dell’istituto in cui aveva vissuto e ricomporre la propria storia. Insieme al regista, presente la produttrice Ivana Cvetković Bajrović. Nel dialogo con il pubblico, il regista e la produttrice hanno dichiarato: “DOM racconta una storia personale e insieme universale: il punto di vista dell’infanzia durante la guerra, la ferita dei traumi e la difficoltà di crescere troppo in fretta. Abbiamo scelto di guardare tutto dall’altezza dei bambini, perché è da lì che questa vicenda rivela tutta la sua verità emotiva. Il film parla di resilienza, di identità da ritrovare e di una casa da ricostruire, non solo in senso fisico ma anche interiore. Per noi era importante non dare risposte, ma aprire domande e lasciare che fosse l’emozione a portare il racconto al pubblico.”
Alla Casa del Sole, Chro di Hamed Bahrami ha raccontato l’incontro, in un cimitero, tra un anziano vedovo e una donna che ha appena perso il marito: nel silenzio delle tombe, un gesto minimo apre alla possibilità di un nuovo inizio. A seguire, Aisha can’t fly away di Morad Mostafa, ambientato al Cairo, racconta la storia di una giovane caregiver sudanese, stretta tra precarietà, ricatti della malavita e il desiderio di costruirsi una vita diversa.
Michelangelo Messina, direttore artistico del festival, ha dichiarato: “Ringrazio la famiglia Mattera per l’ospitalità. Da 24 anni l’Ischia Film Festival porta avanti il dialogo tra cinema e territorio; quest’anno lo fa con un respiro internazionale importante: circa 66 opere provenienti da 33 Paesi. Immagino sempre questo castello come una nave in mezzo al mare: siamo partiti, stiamo compiendo il nostro giro di boa e poi torneremo a casa, dopo aver attraversato storie, luoghi e sguardi che arrivano da tutto il mondo. Il nostro compito è raccontare il mondo attraverso il linguaggio degli autori, dare spazio a territori e vicende che troppo spesso restano in secondo piano, ma che il cinema ha il dovere di riportare al centro. È un lavoro possibile grazie al sostegno delle istituzioni e dei partner che ci accompagnano ogni anno, e che rendono concreta questa visione di cultura, creatività e partecipazione.”
IL PROGRAMMA DI QUESTA SERA – LUNEDÌ 29 GIUGNO 2026
Ore 20:00 – Film Cocktail, incontro riservato agli accreditati professionali.
Ore 21:30, Cattedrale dell’Assunta – “Parliamo di Cinema” con Giuseppe Carrieri e Paola Valeria Jovinelli. A seguire, La quinta stagione di Giuseppe Carrieri, dedicato alla cucina italiana al femminile e al rapporto fra gesto, territorio e futuro, e Waking Hours di Federico Cammarata e Filippo Foscarini, viaggio notturno nella foresta accanto a un gruppo di passeur afghani in attesa, al confine serbo-ungherese.
Ore 21:30, Piazza d’Armi – “Parliamo di Cinema” con Luigi Timpano e Federico Brullo, che presenteranno Il Digiunatore, sulle tracce della leggenda di un uomo che decide di smettere di mangiare in una città sacra e indifferente. A seguire, Emanuele Prestileo introdurrà ’ENNA: in un ecovillaggio di una Sardegna immaginifica, il giovane Totoi si scontra con il nonno Bobore, custode dell’antica tessitura del bisso. Chiude la serata The Mission di Gaza Collective, che segue il neurochirurgo Mohammed Tahir nel suo ritorno a Gaza con una missione sanitaria, mentre la sua équipe filma le sale operatorie sotto le bombe.
Ore 21:30, Casa del Sole – The Spectacle del regista ungherese Bálint Kenyeres, in cui un giovane rom viene sollevato verso una luce destinata improvvisamente a spegnersi, e il lungometraggio finlandese Elämä on juhla di Ulla Heikkilä, ritratto di una famiglia disfunzionale dell’arcipelago finlandese alle prese con i limiti dei propri sogni sotto il sole di mezzanotte.
Ischia Film Festival è sostenuto da: MiC Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo, Regione Campania – Film Commission Regione Campania, BONACINA, BPER Banca e si svolge sotto il patrocinio dei comuni di Ischia e Forio.


