Si è appena conclusa con grande successo e la consegna del Premio Pesaro Nuovo Cinema a Maurizio Nichetti la 62esima edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, del Comune di Pesaro e della Regione Marche e con la direzione artistica di Pedro Armocida.
Dichiara il direttore artistico Pedro Armocida: “È stata una nuova edizione il più possibile aperta e libera nel segno della ricerca del Nuovo Cinema. Abbiamo pensato a un programma che, come sempre, fosse rivolto a tanti pubblici diversi che hanno partecipato con interesse e passione a tutte le sezioni del Festival. A loro va il mio ringraziamento, perché è per loro che la Mostra ha senso di esistere”.
La Presidente della Fondazione Pesaro Nuovo Cinema Giuliana Gamba dichiara: “Si è concluso felicemente il 62° Pesaro Film Festival. Sono rimasta particolarmente colpita dall'affiatamento che si è creato con il folto gruppo di giovani che ha contribuito alla realizzazione di questo storico Festival. L'età di questi giovani dimostra e testimonia la costante attualità di una manifestazione che si sa ogni anno rinnovare. Il pubblico del film in piazza è sempre stato numeroso. La città di Pesaro ha contribuito con la sua costante presenza a questo successo”.
Le tre giurie del concorso si sono riunite e hanno decretato ognuna i propri vincitori. La giuria internazionale, composta da Ado Hasanović, Fernando E. Juan Lima e Marianna Fontana, ha decretato vincitore del PREMIO GIURIA INTERNAZIONALE della 62esima edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema AN INCOMPLETE CALENDAR di Sanaz Sohrabi “per la delicatezza e la forza con cui Sanaz Sohrabi raccoglie i frammenti di una storia dispersa e li restituisce al presente come un gesto di resistenza. Attraverso immagini, suoni e canzoni che attraversano Palestina, Iran, mondo arabo e America Latina, An Incomplete Calendar compone la mappa incompleta di un sogno collettivo di liberazione e solidarietà tra i popoli. Come il calendario evocato dal titolo, il film è fatto di assenze, lacune e pagine strappate dalla storia, ma proprio in quei vuoti trova la sua più profonda verità. Con uno sguardo radicale e profondamente umano, Sohrabi ci ricorda che ciò che è stato interrotto non è necessariamente perduto e che ogni memoria salvata dall'oblio può ancora diventare una promessa per il futuro.”
Oltre al premio principale, la giuria ha determinato due menzioni speciali. La prima menzione speciale va a SILENCIO AZUL di Matías Rojas Ruz: “Le immagini, la pellicola, la grana degli 8 e dei 16 mm ci trasportano nell’evocazione di una tragedia che ha segnato per sempre un popolo, un paese. La necessità e l’impossibilità della memoria contrappongono quelle immagini alla testimonianza del ricordo della tragedia. Il racconto, che si sa essere incompleto e frammentario, fa tuttavia parte dell’identità e dell’essenza di coloro che, pur senza saperlo, saranno segnati per sempre da quell’evento. La storia del Cile, come quella di tutta l’America Latina, è costellata di dispersi e di lutti senza salme da piangere; proprio questo non detto, questo fuori campo, ci commuove fin dalla prima immagine; la memoria sensibile entra in azione prima ancora che sappiamo quale sia la storia a cui il regista allude.”
La seconda menzione speciale va a SWAN LAKE di Saodat Ismailova “per la capacità di trasformare frammenti d'archivio provenienti da diversi paesi dell'Asia centrale, girati nel decennio precedente e in quello successivo al crollo dell'Unione Sovietica, in un racconto stratificato sulla dissoluzione di un sistema politico e sulla nascita di un nuovo immaginario collettivo. La regista riesce nell'impresa di trovare, attraverso i frammenti di diversi film, una linea al tempo stesso poetica e narrativa, capace di trasformarsi in un immaginario personale che illumina un'intera Storia attraverso un singolo destino. Un'opera che conferma la voce autoriale di Saodat Ismailova, capace di fare dell'archivio cinematografico uno strumento di scavo politico e poetico al tempo stesso.”
La giuria giovani, composta da studenti provenienti dalle università di tutta Italia con insegnamenti di storia del cinema e dalle principali scuole di cinema e accademie di belle arti, ha scelto di premiare con il PREMIO GIURIA GIOVANI HENRY IS A GIRL WHO LIKES TO SLEEP di Marthe Peters “per aver condiviso con sincerità e delicatezza un frammento della propria realtà. Con sensibilità tecnica l'autrice gioca con giusto equilibrio tra simbolismi e metafore, proteggendo la storia da possibili rischi retorici trasportando lo spettatore in una dimensione al contempo intima e universale.”
La giuria giovani ha poi determinato una menzione d’onore per SWAN LAKE di Saodat Ismailova “per la capacità di trasformare l’archivio in un dispositivo critico che ricompone, attraverso la tecnica dello split screen, la frattura identitaria della cinematografia dell'Asia Centrale chiedendo allo spettatore di esercitare il proprio pensiero critico. Il film intreccia memoria personale, storia collettiva, restituendo dignità a immagini ferite e risvegliando lo sguardo dallo stato ipnotico imposto dal potere sovietico. Un’opera che incarna con rigore e poesia lo spirito del Nuovo Cinema.”
Una menzione speciale va invece a THE RIB OF THE GREATER BAY AREA di Zhou Tao “perché, attraverso uno sguardo libero e attento alla poetica della quotidianità, rinnova la forza indagatrice dell’occhio cinematografico, restituendo allo spettatore ciò che è invisibile agli occhi.”
La giuria composta dai critici del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani - Fiaba Di Martino, Matilde Migliosi, Chiara Spagnoli Gabardi - ha assegnato il PREMIO DEL SINDACATO NAZIONALE CRITICI CINEMATOGRAFICI ITALIANI (SNCCI) a DES MILLÉNAIRES D’ABSENCE di Philippe Rouy: “una celebrazione della forza del lavoro cinematografico, come progetto collettivo, in un'opera che torna indietro, per guardare profeticamente avanti, da un'isola all'altra, da un microcosmo ipotetico del passato alle rovine delle guerre future.”
La giuria critica ha poi decretato due menzioni speciali. La prima è per FAR FROM THE LIGHT OF DAY di Yotam Ben-David: “un film dove un'esperienza vissuta diventa un lirico flusso di coscienza, e, nello spazio isolato della notte e di una camera da letto, un nido di protezione temporanea, raccontando un'unione che si fa monito di speranza, canto religioso, e un ponte attraverso il quale due fazioni opposte trovano un dialogo e una tacita intesa.”
La seconda è per SWAN LAKE di Saodat Ismailova: “un viaggio nel tempo e nella storia di un cinema lontano dai riflettori, che tramite un utilizzo abile ed evocativo dello split screen esalta la composizione visiva e il potere politico della settima arte.”
Per la sezione Vedomusica, dedicata al concorso dei videoclip, la giuria composta da Giandomenico Curi, Silvia Pezzopane e Paolo Spaccamonti, con il coordinamento di Luca Pacilio, ha premiato come vincitore A LONG GOODBYE di Valenitnom, diretto da Lisa Mazzei e Leonardo Fiori, “per la raffinata estetica vintage, sostenuta dall'uso della pellicola e da una fotografia coerente con il tono del brano. Musica e immagini dialogano con naturalezza, dando vita a un'atmosfera sospesa e nostalgica evocata da una regia essenziale e misurata.”
Menzione speciale per IL TUO PROFUMO di Arisa, diretto da Silvia Violante Rouge, “perché riesce a concentrare in unica coinvolgente situazione (l’immersione, vestita, nella vasca da bagno come nel liquido amniotico) i sentimenti violenti e devastanti di una grande storia d’amore ormai ridotta a una povera scia “profumata” alla deriva, incancellabile e ossessiva.”
Premiata anche la migliore pellicola di animazione del PESARO FILM FESTIVAL CIRCUS curato da Giulietta Fara. Dopo una settimana di laboratori creativi e di proiezioni dedicate ai più piccoli, la giuria dei bambini e delle bambine ha premiato come miglior pellicola di animazione di questa edizione I RACCONTI DEL GIARDINO INCANTATO di David Súkup, Jean-Claude Rozec, Leon Vidmar e Patrik Pašš.
Sono stati inoltre consegnati i seguenti riconoscimenti ai vincitori del PREMIO LINO MICCICHÉ PER LA CRITICA CINEMATOGRAFICA, concorso organizzato dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – Gruppo Emilia-Romagna Marche insieme al festival:
SEZIONE A – GIOVANISSIMI (riservata agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado):
1° PREMIO Sonia Chimenz per il saggio critico sul film Il bene comune di Rocco Papaleo (Liceo Classico F. Maurolico di Messina)
2° PREMIO Virginia Graziuso per il saggio critico sul film Hamnet – Nel nome del figlio di Chloé Zhao (Liceo Classico G. Palmieri di Lecce)
3° PREMIO Stefania Borsari per il saggio critico sul film Sentimental value di Joachim Trier (Liceo Artistico F. Arcangeli di Bologna)
SEZIONE B – GIOVANI (riservata agli studenti delle Università, Scuole di Cinema, Accademie di Belle Arti, Conservatori, ISIA, iscritti associazioni cinematografiche):
1° PREMIO Giorgio Spinelli per il saggio critico sul film Le città di pianura di Francesco Sossai (Laurea Magistrale In CIMS - Culture e Industrie dei Media e dello Spettacolo - Università Degli Studi Aldo Moro di Bari)
2° PREMIO Manfredi Maria Destro per il saggio critico sul film Here di Robert Zemeckis (Laurea Magistrale in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale - Università Roma Tre)
3° PREMIO Riccardo Lo Conte per il saggio critico sul film Train Dreams di Clint Bentley (Accademia delle Belle Arti di Ancona)
Per il concorso (Ri) Montaggi Il cinema attraverso le immagini, curato da Andrea Minuz e Chiara Grizzaffi, la giuria composta da Giandomenico Curi, Silvia Pezzopane e Paolo Spaccamonti, ha assegnato il premio a THE SCREEN AS THRESHOLD: THE CINEMATIC EXPERIENCE AS PASSAGE di Margherita Monaco “per essere riuscito a stabilire, attraverso la forma del videosaggio e quindi della ricerca di connessioni e assonanze visive, uno spazio altro, posto tra lo schermo e chi guarda. C’è il ricordo lontano del treno mitico dei Lumière, ma questa volta è il cinema che arriva e travolge lo spettatore. Come un passaggio fisico ed emozionale, l’immagine cinematografica attraversa la percezione e apre un varco tra due mondi, unendoli ripetutamente."
Assegnata anche una menzione speciale a OLTRE IL SILENZIO: VIVERE LA SORDITÀ di Francesca Zarrella, Elga Cellura, Francesco Nardi e Petra Cirri, “progetto che fa luce sulla dimensione della sordità perché, come i film scelti dagli autori, ci mette in contatto con una realtà che spesso non ha voce, ma che viene continuamente rappresentata al cinema.”
Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.pesarofilmfest.it e sui canali social ufficiali: Facebook, Instagram

