EDY e il risveglio dall'Algoritmocrazia: "Riprendiamoci la libertà di scegliere". L'intervista di Fattitaliani

EDY - Ph. by Chiara Marchese

Il cantautore presenta il suo ottavo disco, un viaggio tra rock alternativo, critica digitale e una preziosa produzione in famiglia per sfuggire al dominio degli algoritmi.

Intervista a cura di Domenico Carriero.

L’8 maggio segna un momento cruciale nel percorso musicale di EDY con l’uscita del suo ottavo album, Algoritmocrazia. Il cantautore e produttore, fondatore dell’etichetta MATRICE17 , firma un disco dalle sonorità crude e viscerali , ergendolo a manifesto contro l'apatia della moderna società digitale.

Il titolo stesso del progetto racchiude un profondo significato politico e sociale. Si tratta di un neologismo nato dalla fusione tra le parole "algoritmo" e "crazia". Ai microfoni di Fatti Italiani, EDY spiega lucidamente il concept: "A noi sembra che sia qualcosa che ci casca dal cielo, ma in realtà è una scelta nostra quella di non scegliere e quindi di farci cullare dagli algoritmi che scelgono per noi". L'intero disco è, prima di tutto, "un invito a riprendersi la libertà d'arbitrio" , evitando che piattaforme come Spotify o Netflix continuino a decidere al nostro posto cosa ascoltare o guardare.

Questa urgenza espressiva e fragilità emotiva trovano il loro apice nel singolo Lento, introdotto dal toccante verso: "Ho messo in pausa tutto, ma il mondo non aspetta, mi gira intorno, mi tocca, mi spezza". Il brano esplora l'ansia e la sensazione di consumarsi mentre il mondo accelera. Nel videoclip della traccia l'artista si sdoppia: "Questi due Edy rappresentano proprio il me vero inseguito da una sorta di superio tecnocratico digitalizzato". Si tratta di una lucida metafora ispirata a Matrix, dove lo spettatore è costantemente chiamato a decidere se ingoiare la rassicurante pillola blu o affrontare l'amara verità della pillola rossa.

Tra i dieci brani dell'album , spicca l'unico featuring del disco in Povera Italia, brano sociale nato dalla collaborazione con Jack Out. La genesi della traccia, uno sfogo in bilico tra il new country e il rock , si è conclusa nello studio siciliano di EDY, situato vicino all'ex dimora di Franco Battiato. Non a caso, il Maestro viene omaggiato nel ritornello cantando "cerco un centro di gravità ma permanente".

Eppure, la collaborazione più intima e sorprendente dell'intero progetto è quella familiare. L'album è stato interamente scritto e prodotto insieme a HERESIA, nome d'arte di Alexander, il figlio quattordicenne di EDY. Con la sua estrema creatività e maturità , il giovane artista (già autore dell'EP 13) ha aiutato il padre a superare un difficile blocco creativo, prendendo in mano le redini del disco. "Abbiamo scazzato in un modo incredibile come farebbero due colleghi o come fanno meglio ancora un padre e un figlio, però è stato molto emozionante," ha ricordato EDY.

Algoritmocrazia si rivela così un'opera vitale di risveglio: perché, se vogliamo restare padroni del nostro destino, spetta a noi dominare e usare l'algoritmo, e non viceversa.


Fattitaliani

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